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Papa Francesco: “Sto affrontando un periodo di prova, la fragilità non impedisce di amare”

(afp)

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Nel testo dell’Angelus diffuso dal Vaticano Francesco ringrazia i bambini che sono andati al Gemelli: “Il Papa vi vuole bene e aspetta sempre di incontrarvi”. E sottolinea l’importanza di aver rilanciato il Sinodo
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Un “periodo di prova” e di “dolore”, illuminato dal “raggio” della “attenzione amorevole” dei medici e degli infermieri: così il Papa descrive la propria condizione nel testo dell’Angelus diffuso per la quinta domenica di seguito dal Vaticano senza che Francesco si faccia vedere. Pur nella fragilità, che condivide con “tanti fratelli e sorelle malati”, il Pontefice argentino precisa che “niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere l’uno per l’altro, nella fede, segni luminosi di speranza”.

Ai bambini: “Aspetto di incontrarvi”

Dopo aver commentato brevemente il brano odierno del Vangelo relativo alla trasfigurazione di Gesù, il Papa si rivolge direttamente ai fedeli: “Condivido con voi questi pensieri”, scrive, “mentre sto affrontando un periodo di prova, e mi unisco a tanti fratelli e sorelle malati: fragili, in questo momento, come me. Il nostro fisico è debole ma, anche così, niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di esse…

Un “periodo di prova” e di “dolore”, illuminato dal “raggio” della “attenzione amorevole” dei medici e degli infermieri: così il Papa descrive la propria condizione nel testo dell’Angelus diffuso per la quinta domenica di seguito dal Vaticano senza che Francesco si faccia vedere. Pur nella fragilità, che condivide con “tanti fratelli e sorelle malati”, il Pontefice argentino precisa che “niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere l’uno per l’altro, nella fede, segni luminosi di speranza”.

Ai bambini: “Aspetto di incontrarvi”

Dopo aver commentato brevemente il brano odierno del Vangelo relativo alla trasfigurazione di Gesù, il Papa si rivolge direttamente ai fedeli: “Condivido con voi questi pensieri”, scrive, “mentre sto affrontando un periodo di prova, e mi unisco a tanti fratelli e sorelle malati: fragili, in questo momento, come me. Il nostro fisico è debole ma, anche così, niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere l’uno per l’altro, nella fede, segni luminosi di speranza.

Quanta luce risplende, in questo senso, negli ospedali e nei luoghi di cura! Quanta attenzione amorevole rischiara le stanze, i corridoi, gli ambulatori, i posti dove si svolgono i servizi più umili! Perciò vorrei invitarvi, oggi, a dare con me lode al Signore, che mai ci abbandona e che nei momenti di dolore ci mette accanto persone che riflettono un raggio del suo amore. Vi ringrazio tutti per le vostre preghiere, e ringrazio coloro che mi assistono con tanta dedizione. So”, aggiunge Bergoglio, “che pregano per me tanti bambini; alcuni di loro oggi sono venuti qui al Gemelli in segno di vicinanza. Grazie, carissimi bambini! Il Papa vi vuole bene e aspetta sempre di incontrarvi”. Un gruppetto di bambini, chi con cartelli, chi con palloncini con i colori bianco e giallo del Vaticano, chi con fiori e disegni, hanno pregato per il Papa sotto la statua di Giovanni Paolo II che si erge dinanzi all’ingresso del policlinico Gemelli, sotto le finestre del decimo piano dell’appartamento papale.

Progressi e cautela

Ancora ieri i medici hanno confermato i progressi clinici registrati nell’ultima settimana, ma hanno escluso al momento un rientro in Vaticano: il Papa, si legge nel bollettino diramato ieri sera, “necessita ancora di terapia medica ospedaliera”. Il prossimo aggiornamento medico non arriverà prima di martedì, perché i sanitari ritengono serva tempo per consolidare la situazione.

Il rilancio del Sinodo

Nel testo dell’Angelus il Papa non manca di fare riferimento alla decisione che ha preso lo scorso 11 marzo, dalla stanza d’ospedale, ed è stata resa nota ieri, circa il rilancio del processo sinodale, con tanto di convocazione di una assemblea ecclesiale mondiale in Vaticano a ottobre del 2028. “Preghiamo per la Chiesa, chiamata a tradurre in scelte concrete il discernimento fatto nella recente assemblea sinodale”, scrive Francesco: “Ringrazio la segreteria generale del Sinodo, che nei prossimi tre anni accompagnerà le Chiese locali in questo impegno”. Il Papa chiede poi ai fedeli, come ogni domenica, di “pregare per la pace, specialmente nei Paesi feriti dalla guerra: nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Repubblica Democratica del Congo”. Il consueto rosario in piazza San Pietro viene organizzato, questa sera, dalla Pontificia Accademia Ecclesiastica, ossia la scuola di specializzazione dei futuri nunzi apostolici.

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