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Il Papa a casa come in clausura. Parolin: deve stare tranquillo

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Primo giorno a Santa Marta di riposo assoluto. “Il fuori programma a Santa Maria Maggiore ha creato qualche difficoltà”
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Convalescente a casa. Il primo giorno di ritorno in Vaticano è trascorso come i medici avrebbero voluto. A Casa Santa Marta, il residence che ha eletto a sua abitazione, papa Francesco domenica è stato accolto festosamente dalle receptionist, dai sacerdoti e religiosi che ci risiedono abitualmente, ed è subito salito su al secondo piano, alla suite 201, salutando la guardia svizzera che staziona sempre davanti. Lì è rimasto tutta la giornata di ieri, senza ricevere né cardinali né monsignori, solo qualche documento da firmare. La stessa vita che ha fatto per 38 giorni al decimo piano del Gemelli, ma a casa sua.

La faticata del ritorno

Per un uomo di 88 anni che ha ancora un’infezione in corso, la muscolatura fiaccata dalla lunga ospedalizzazione, il respiro corto, il viaggio di ritorno dall’ospedale è stato una faticata. Tanto più che ha voluto allungare fino a Santa Maria Maggiore per lasciare fiori alla Madonna. Una deviazione che «qualche difficoltà in più l’ha creata», ha amm…

Convalescente a casa. Il primo giorno di ritorno in Vaticano è trascorso come i medici avrebbero voluto. A Casa Santa Marta, il residence che ha eletto a sua abitazione, papa Francesco domenica è stato accolto festosamente dalle receptionist, dai sacerdoti e religiosi che ci risiedono abitualmente, ed è subito salito su al secondo piano, alla suite 201, salutando la guardia svizzera che staziona sempre davanti. Lì è rimasto tutta la giornata di ieri, senza ricevere né cardinali né monsignori, solo qualche documento da firmare. La stessa vita che ha fatto per 38 giorni al decimo piano del Gemelli, ma a casa sua.

La faticata del ritorno

Per un uomo di 88 anni che ha ancora un’infezione in corso, la muscolatura fiaccata dalla lunga ospedalizzazione, il respiro corto, il viaggio di ritorno dall’ospedale è stato una faticata. Tanto più che ha voluto allungare fino a Santa Maria Maggiore per lasciare fiori alla Madonna. Una deviazione che «qualche difficoltà in più l’ha creata», ha ammesso il cardinale Pietro Parolin.

Inizia una nuova vita

Ora Francesco ha iniziato una nuova vita. «Dovrà cercare per un po’ di tempo di rimanere tranquillo», ha detto il Segretario di Stato interpellato dai giornalisti a margine di un convegno della Pontificia Accademia per la Vita. Dovrà continuare la fisioterapia respiratoria e quella motoria, oltre alla terapia farmacologica per debellare l’infezione alle vie respiratorie, riguardarsi, evitare sforzi e contatti. Niente incontri, «per il momento non è neppure pensabile» che Francesco partecipi a celebrazioni pubbliche. Qualche visita è prevista nei prossimi giorni, ma saranno brevi e contingentate. Il Papa può svolgere «lavoro d’ufficio», essenzialmente leggere documenti, verrà interpellato solo su «questioni che richiedono una decisione da parte sua», ha precisato il Segretario di Stato. L’ordinaria amministrazione può andare avanti senza affaticare il Papa convalescente.

Con Re Carlo la prima apparizione

La prima volta che Francesco potrebbe riapparire in pubblico è la visita di Re Carlo d’Inghilterra a Roma l’8 aprile: «Spero che almeno un saluto glielo possa dare», ha detto Parolin. Che ha risposto alle proteste dell’ambasciata israeliana per il testo dell’Angelus di domenica, dove il Papa deplorava la ripresa di «pesanti bombardamenti» a Gaza e la «gravissima» situazione umanitaria a Gaza. «Siamo molto preoccupati per la violazione sistematica del diritto internazionale», ha insistito il Segretario di Stato. Il silenzio del Papa, in questo momento, «risuona ancora più assordante rispetto alla ripresa dei combattimenti o alla sua continuazione in tante parti del mondo».

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