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Scuola, stretta di Valditara sui diplomifici. E una norma per assumere i docenti idonei

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Le novità nel Consiglio dei ministri. A breve anche il decreto sull’arresto in flagranza per chi aggredisce prof e presidi. Nuove regole per l’accesso a Medicina: si potrà tentare per tre volte
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Il ministro dell’Istruzione e del Merito accelera la stretta sui diplomifici, vara nuove norme per l’assunzione di una parte dei docenti idonei al concorso e punta, a stretto giro, all’arresto in flagranza per chi aggredisce i docenti o il personale scolastico. Nel Consiglio dei ministri di oggi è arrivata la norma contro gli istituti che sfornano diplomi a pagamento in modo che possa entrare subito in vigore. “L'avevamo inserito in un disegno di legge, ma va troppo lentamente e per il prossimo anno scolastico questa norma deve partire, perché vogliamo una scuola seria, dove i diplomi non si regalano, una scuola che sia all'altezza delle straordinarie potenzialità dei nostri giovani”, ha spiegato il ministro a margine della visita all'Istituto tecnico industriale Galileo Ferraris di Napoli, nel quartiere di Scampia.

La norma anti-diplomifici

Stop quindi a tre-quattro o cinque anni in uno per recuperare le bocciature. E basta pure al “turismo studentesco”, ovvero a quella forma di tran…

Il ministro dell’Istruzione e del Merito accelera la stretta sui diplomifici, vara nuove norme per l’assunzione di una parte dei docenti idonei al concorso e punta, a stretto giro, all’arresto in flagranza per chi aggredisce i docenti o il personale scolastico. Nel Consiglio dei ministri di oggi è arrivata la norma contro gli istituti che sfornano diplomi a pagamento in modo che possa entrare subito in vigore. “L'avevamo inserito in un disegno di legge, ma va troppo lentamente e per il prossimo anno scolastico questa norma deve partire, perché vogliamo una scuola seria, dove i diplomi non si regalano, una scuola che sia all'altezza delle straordinarie potenzialità dei nostri giovani”, ha spiegato il ministro a margine della visita all'Istituto tecnico industriale Galileo Ferraris di Napoli, nel quartiere di Scampia.

La norma anti-diplomifici

Stop quindi a tre-quattro o cinque anni in uno per recuperare le bocciature. E basta pure al “turismo studentesco”, ovvero a quella forma di transumanza verso quelle scuole paritarie che, promettendo diplomi facili, registrano un incremento anomalo di iscrizioni, concentrate soprattutto tra il quarto e il quinto anno delle superiori.

Cosa prevede la norma? Anzitutto che lo studente possa sostenere, nello stesso anno scolastico, presso una scuola del sistema nazionale di istruzione, gli esami di idoneità al massimo per i due anni di corso successivi a quello per il quale ha conseguito l’ammissione per effetto di scrutinio finale.

Se l’esame di idoneità si riferisce a due anni di corso, la commissione di esame dev’essere presieduta da un presidente esterno all’istituzione scolastica, nominato dall’Ufficio scolastico regionale.

Obbligatoria anche qui l’introduzione della pagella elettronica, del registro online e del protocollo informatico.

Le scuole paritarie saranno inoltre autorizzate ad attivare solo una classe terminale collaterale per ciascun indirizzo di studi già funzionante nella medesima scuola.

La soluzione per gli idonei al concorso (ma solo per il 30%)

Il decreto Scuola contiene anche disposizioni per il reclutamento dei docenti. In particolare viene prevista l’integrazione delle graduatorie con i candidati idonei non vincitori dei concorsi Pnrr1 e Pnrr2, purché abbiano raggiunto il punteggio minimo e in misura non superiore al 30 per cento dei posti messi a bando.

La norma, si legge nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento, chiede di "ridurre ulteriormente il ricorso alle supplenze prevedendo ai fini dell’immissione in ruolo dei docenti un sistema che consente, in subordine alle immissioni in ruolo dei vincitori dei concorsi ordinari, anche l’utilizzo di coloro che hanno superato le prove di concorso ma che per punteggio non sono rientrati nella graduatoria dei vincitori".

Il provvedimento risponde a un’esigenza e cioè il numero di posti rimasti scoperti per mancanza di aspiranti, soprattutto in alcune regioni come la Lombardia e il Piemonte.

Gli elenchi verranno usati per coprire i posti rimasti vacanti dopo le immissioni in ruolo ordinarie, nel rispetto dei limiti annuali di assunzione. L’attribuzione delle cattedre seguirà un ordine cronologico, dando priorità ai candidati in base alla data di pubblicazione della graduatoria. Inoltre, sarà istituito un elenco regionale per i docenti idonei nei concorsi banditi dal 2020, valido a partire dall’anno scolastico 2026/2027, da utilizzare solo in caso di esaurimento delle graduatorie ordinarie. Ci si potrà iscrivere all’elenco di una sola Regione alla volta.

Per sottoscrivere il contratto di docenza si avranno solo cinque giorni dall’assegnazione della sede o meno (fino al primo settembre) nel caso in cui la nomina avvenga dopo il 28 agosto pena l’annullamento della posizione acquisita e l’esclusione da eventuali incarichi a tempo determinato per lo stesso anno scolastico. Una misura utile a ridurre i casi di rinuncia tardiva, garantendo alle scuole una gestione più efficiente delle risorse umane.

Per il prossimo anno scolastico, il decreto prevede una deroga ai tempi ordinari, consentendo di completare le procedure entro il 31 dicembre 2025. Saranno utilizzate anche le graduatorie pubblicate dopo il 31 agosto, purché approvate entro il 10 dicembre. Come spiega OrizzonteScuola, “i vincitori potranno scegliere tra i posti residui dopo le assunzioni ordinarie, mentre i docenti già in servizio con contratto a tempo determinato saranno confermati sulla stessa cattedra. In attesa delle nomine definitive, i posti vacanti saranno coperti tramite graduatorie di istituto, assicurando continuità didattica. Le nuove regole tengono conto anche del possesso o meno dell’abilitazione, con disposizioni specifiche per ciascun caso”.

L’arresto per chi aggredisce i prof

Nel prossimo Consiglio dei ministri, invece, Valditara conta di portare “la norma sull'arresto in flagranza nei confronti di quegli adulti che aggrediscano personale scolastico”. E questo perché, sostiene il ministro, “dobbiamo riportare la cultura del rispetto verso l'autorevolezza dei nostri docenti, che svolgono un ruolo fondamentale per i nostri giovani". "C'è già – precisa il ministro – l'accordo con il ministro Nordio". "Questa – aggiunge – è una delle misure di deterrenza più forti. L'incremento degli episodi di violenza verso i docenti è impressionante la scuola dopo la sanità è il luogo dove maggiormente si sono manifestati questi episodi di intolleranza e di violenza e non possiamo più consentirlo".

Le nuove regole per l’accesso a Medicina

Sempre in tema di istruzione, è arrivato pure un decreto per l’accesso a Medicina che vale solo per le università statali e per i corsi di laurea impartiti in lingua italiana.

L’iscrizione sarà libera per tutti e saranno le università a doversi attrezzare per garantire la didattica anche “in caso di iscrizione di un numero di studenti superiore alla propria capacità ricettiva”.

Ciascuno studente si iscriverà al semestre filtro e contemporaneamente a uno dei corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria, anche in sovrannumero, anche in università diverse.

La selezione viene posticipata al secondo semestre al quale si accederà in base a una graduatoria nazionale composta sulla base dei crediti formativi ottenuti nel primo semestre e dei voti conquistati.

Ci si potrà iscrivere al semestre filtro per un massimo di tre volte, dopodiché bisognerà dire addio al sogno del camice bianco.

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