Roma – A Bologna, in una manciata di giorni, gli studenti hanno raccolto diecimila firme. Tutti uniti nel chiedere la cancellazione delle sospensioni e del 6 in condotta ai ragazzi che per un pugno di giorni hanno occupato il liceo Minghetti, il classico da sempre più politicizzato in città.
Già, perché da quest’anno il voto in condotta agita la maturità. Deciso nella sua linea del rigore, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato lunedì l’ordinanza per lo svolgimento dell’esame di Stato. E facendo seguito a una legge già approvata lo scorso anno, ha deciso che da giugno la condotta inciderà sui crediti per l’ammissione. Solo chi avrà ottenuto un voto pari o superiore a 9 potrà aspirare al punteggio più alto. Chi si ferma sotto la sufficienza non verrà affatto ammesso alle prove. Mentre chi ottiene 6 in condotta dovrà discutere un elaborato di cittadinanza attiva e solidale assegnato dal consiglio di classe.
La novità non colpisce solo i bulli, chi …
Roma – A Bologna, in una manciata di giorni, gli studenti hanno raccolto diecimila firme. Tutti uniti nel chiedere la cancellazione delle sospensioni e del 6 in condotta ai ragazzi che per un pugno di giorni hanno occupato il liceo Minghetti, il classico da sempre più politicizzato in città.
Già, perché da quest’anno il voto in condotta agita la maturità. Deciso nella sua linea del rigore, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato lunedì l’ordinanza per lo svolgimento dell’esame di Stato. E facendo seguito a una legge già approvata lo scorso anno, ha deciso che da giugno la condotta inciderà sui crediti per l’ammissione. Solo chi avrà ottenuto un voto pari o superiore a 9 potrà aspirare al punteggio più alto. Chi si ferma sotto la sufficienza non verrà affatto ammesso alle prove. Mentre chi ottiene 6 in condotta dovrà discutere un elaborato di cittadinanza attiva e solidale assegnato dal consiglio di classe.
La novità non colpisce solo i bulli, chi aggredisce o insulta i prof, chi se la prende con i compagni, ma anche chi partecipa alle occupazioni. Ecco perché da Bologna in poi si sta levando, di nuovo, la protesta.
A Milano i collettivi sono pronti a riunirsi. Ettore C., 17 anni, del liceo scientifico Leonardo da Vinci, racconta: «Dare così tanto peso al voto in condotta non è giusto. Questa stretta è un modo per scoraggiare le nostre proteste. Nel mio caso, dopo l’occupazione della settimana scorsa, hanno annunciato per me e un altro ragazzo provvedimenti disciplinari. Forse ce la caveremo con un 7, altrimenti dovremo presentare un elaborato sull’educazione civica ma nessuno sa cosa significhi davvero». Il problema non è il compito in sé ma il suo scopo e cosa rappresenta.
Al Virgilio, nel centro di Roma, in 14 rischiano sanzioni e provvedimenti, anche perché la scuola ha contato 85mila euro di danni. In tre hanno già deciso di cambiare scuola, certi di essere bocciati. Il collettivo ha reagito con un sit-in: «La scuola ci ha voluto mandare un messaggio: non esporti, non partecipare». E così anche al Manara, altro liceo della capitale: striscioni, manifestazioni, dibattiti e proteste perché il preside ha annunciato l’abbassamento dei voti in condotta per tutti gli occupanti. Al Minghetti, dove pure gli ex alunni e metà dei genitori si sono schierati con i ragazzi, la petizione da diecimila firme verrà portata in prefettura. E il 4 aprile le scuole bolognesi saranno in sciopero.