Cronaca

Il premio Marina Garbesi a Stefania Delendati

Il premio Marina Garbesi a Stefania Delendati

La direttrice del giornale “Superando.it”, è la vincitrice della terza edizione in memoria della nostra collega scomparsa nel 2021. Un riconoscimento dedicato al racconto della disabilità e della fragilità. La cerimonia l’11 aprile a Imola

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Stefania Delendati, direttrice del giornale online Superando.it, è la vincitrice della terza edizione del Premio Marina Garbesi istituito col sostegno del Comune di Imola in memoria della nostra collega di Repubblica scomparsa il 4 aprile 2021, per promuovere un’informazione corretta ed efficacie sulla condizione dei più fragili. La motivazione del riconoscimento a Stefania Delendati, direttrice di Superando.it dal 2024, sottolinea il suo “impegno a tutela dei diritti delle persone disabili, la cura e la tenacia con cui lo svolge, l’eleganza dello stile, il contributo costante che ha dato alla storia ventennale di Superando.it, un organo d’informazione che affronta e risolve la questione del linguaggio sulle persone disabili nella pratica quotidiana”.

Terza edizione

Con questa terza edizione il Premio Garbesi diventa un punto di verifica e di monitoraggio dell’applicazione delle linee guida “Comunicare la disabilità. Prima la persona” approvate all’inizio dello scorso anno dal consiglio nazionale dell’Ordine nazionale dei giornalisti. Si tratta di un manuale, deontologico e tecnico, uno strumento di lavoro per i professionisti dell’informazione. Per aiutarli a usare le parole giuste. “Usare un termine sbagliato è in primo luogo un errore professionale”, come ha ribadito il presidente dell’Ordine nazionale, Carlo Bartoli.

L’insulto contro la fragilità

Parrebbe un’ovvietà, se non fosse che in tempi recenti l’utilizzo di termini offensivi è stato addirittura teorizzato nelle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti. Tema affrontato da Stefania Delendati con un commento a quanto sostenuto da Donald Trump dopo l’incidente aereo avvenuto a Washington lo scorso 30 gennaio: che la causa fosse da attribuire alle “politiche di inclusione”. “Mi sono tornati in mente Ausmerzen e Aktion T4. Anche allora iniziò tutto con la propaganda, le persone con disabilità vennero rappresentate come un peso per la collettività e private della loro dignità; perfino i compiti di matematica proposti agli alunni nelle scuole contemplavano il costo del mantenimento delle “vite indegne di essere vissute” in rapporto allo stipendio medio di un tedesco. L’opinione pubblica, non tutta ma quasi, reagì passivamente, girandosi dall’altra parte, influenzata dalla narrazione distorta del regime”.

I diritti delle persone disabili

La stretta connessione tra i diritti delle persone disabili e i diritti di tutti è all’origine del Premio Garbesi. Che si svolge, come ha sottolineato il sindaco, Marco Panieri, nei giorni in cui la città di Imola festeggia la Liberazione dal nazifascismo, della quale ricorre l’80° anniversario. Una scelta volta a sottolineare il legame tra la tutela dei diritti delle persone disabili e l’effettiva applicazione dei principi della Costituzione nata dalla Resistenza”. Non è un caso che tra i patrocinatori – assieme agli organismi nazionali e regionali dell’Ordine dei giornalisti e della Federazione della stampa- ci sia anche l’Associazione nazionale partigiani d’Italia.

Le precedenti edizioni della sezione giornalismo sono state vinte da Luigi Manconi, lo scorso anno e, nel 2023, da tre genitori di ragazzi autistici, Il giornalista Gianluca Nicoletti, il cantante Elio e il commentatore sportivo Mimmo Pesce.

La consegna l’11 aprile

La consegna avverrà l’11 aprile dalle ore 17,30 nella sala della Biblioteca comunale di Imola, in via Emilia 80. Nell’occasione si svolgerà un dibattito sul tema “Le parole fanno la differenza”. Interverranno Lorenzo Sani, coautore delle Linee-guida, Martina Fuga, presidente di Coordown, e Alexa Pantanella, fondatrice di Diversity and inclusion speaking. Modera Simone Fanti, giornalista e direttore della Fondazione Mantovani-Castorina. L’incontro, aperto al pubblico, ha anche valore formativo per i giornalisti.

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