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Papa Francesco a sorpresa in piazza San Pietro per il Giubileo dei malati: “Buona domenica a tutti”

(reuters)

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Bergoglio con i naselli per l’ossigeno arriva in carrozzella sul sagrato della basilica vaticana verso la fine della celebrazione, rimane alcuni minuti e saluta i fedeli festanti. Nella basilica vaticana si è confessato ed ha attraversato la porta santa. La preghiera per i medici vittima di aggressione e l’appello a più risorse
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Papa Francesco è comparso a sorpresa a piazza San Pietro per il Giubileo dei malati. Bergoglio è arrivato sul sagrato della basilica vaticana, in sedia a rotelle, verso la fine della messa. Dalla folla di fedeli si è levato un lungo applauso, alcuni fedeli si sono avvicinati per fotografare il Papa e salutarlo da vicino.

Francesco è uscito dalla porta santa di San Pietro, ha attraversato due ali di fedeli disposte sulla parte destra del sagrato, e poi è stato portato all’altare, dove monsignor Rino Fisichella stava concludendo ci celebrare la messa. Il Papa ha salutato con le mani.
Il Papa ha i naselli per l’ossigeno. “Buona domenica a tutti”, ha detto Francesco, “grazie tante”.

La voce è ancora stentata a causa dell’infezione alle vie respiratorie. Il Papa ha pronunciato una prima volta il suo saluto, ma il microfono non funzionava bene, e così gli è stato chiesto di ripetere il saluto. Bergoglio ha toccato con il dito il microfono per accertarsi che funzionasse, e ha ripetuto: “Buona…

Papa Francesco è comparso a sorpresa a piazza San Pietro per il Giubileo dei malati. Bergoglio è arrivato sul sagrato della basilica vaticana, in sedia a rotelle, verso la fine della messa. Dalla folla di fedeli si è levato un lungo applauso, alcuni fedeli si sono avvicinati per fotografare il Papa e salutarlo da vicino.

Francesco è uscito dalla porta santa di San Pietro, ha attraversato due ali di fedeli disposte sulla parte destra del sagrato, e poi è stato portato all’altare, dove monsignor Rino Fisichella stava concludendo ci celebrare la messa. Il Papa ha salutato con le mani.
Il Papa ha i naselli per l’ossigeno. “Buona domenica a tutti”, ha detto Francesco, “grazie tante”.

La voce è ancora stentata a causa dell’infezione alle vie respiratorie. Il Papa ha pronunciato una prima volta il suo saluto, ma il microfono non funzionava bene, e così gli è stato chiesto di ripetere il saluto. Bergoglio ha toccato con il dito il microfono per accertarsi che funzionasse, e ha ripetuto: “Buona domenica a tutti, grazie tante”.

È la seconda volta che Bergoglio in pubblico da quando è malato, la seconda dopo l’apparizione nel giorno in cui è stato dimesso dal policlinico Gemelli due settimane fa.

A spingere la carrozzina del Papa l’infermiere di fiducia Massimiliano Strappetti, affiancato dal suo segretario don Juan Cruz Villalon e dal comandante della gendarmeria Gianluca Gauzzi Broccoletti.

Papa Francesco si è fermato a salutare gli speaker della messa, e poi, e dopo il breve saluto, è stato portato via, ripercorrendo lo stesso percorso, e passando dunque di nuovo tra due ali di fedeli festanti. In tutto la sua apparizione è durata meno di dieci minuti.

Il Papa a sorpresa in piazza San Pietro: "Buona domenica a tutti"

Francesco si è confessato

La sala stampa vaticana ha riferito che prima del saluto ai pellegrini e ai fedeli in piazza, il Papa ha ricevuto il sacramento della riconciliazione nella Basilica di San Pietro, si è raccolto in preghiera e ha attraversato la Porta Santa.

Le date del ricovero

Papa Francesco è stato ricoverato venerdì 14 febbraio ed è stato dimesso dal policlinico Gemelli domenica 23 marzo. Durante tutto il ricovero non si è mai affacciato alla finestra del decimo piano del nosocomio romano, e per cinque settimane la domenica il Vaticano ha diramato il testo che aveva preparato o approvato per l’Angelus di mezzogiorno. In 38 giorni Bergoglio si è manifestato due volte, con un audio-messagio diffuso la sera del 6 marzo in piazza San Pietro in occasione del rosario che in quelle settimane la Curia romana ha tenuto per pregare per la sua salute, e poi tramite una foto pubblicata il 16 marzo dalla sala stampa vaticana. Francesco è ricomparso in pubblico, visibilmente affaticato, il giorno in cui ha lasciato il Gemelli, da un terrazzo al quinto piano del policlinico, poco dopo l’orario dell’Angelus, e subito prima di fare rientro in Vaticano, e da allora non lo si è più visto perché sta trascorrendo la convalescenze al chiuso di Casa Santa Marta. Oggi la nuova apparizione in pubblico.

La messa in piazza San Pietro

"A pochi metri da noi il Papa dalla sua stanza a Santa Marta ci è particolarmente vicino e sta partecipando come tante persone deboli a questa santa eucaristia dalla tivù", aveva detto a inizio della messa monsignor Rino Fisichella che presiede in piazza San Pietro la messa per il Giubileo dei malati e del mondo della sanità. La piazza ha accolto l'annuncio con un applauso. "Sono particolarmente contento e onorato di offrire la mia voce per leggere l'omelia che ha preparato per questa occasione", ha detto Fisichella prima di dare lettura all'omelia preparata dal Papa.

Le parole di Francesco

“Certamente la malattia è una delle prove più difficili e dure della vita, in cui tocchiamo con mano quanto siamo fragili", sono le parole di papa Francesco nell'omelia. "Con voi”, scrive il Papa rivolto ai “carissimi fratelli e sorelle malati”, “in questo momento della mia vita condivido molto: l’esperienza dell’infermità, di sentirci deboli, di dipendere dagli altri in tante cose, di aver bisogno di sostegno. Non è sempre facile, però è una scuola in cui impariamo ogni giorno ad amare e a lasciarci amare, senza pretendere e senza respingere, senza rimpiangere e senza disperare, grati a Dio e ai fratelli per il bene che riceviamo, abbandonati e fiduciosi per quello che ancora deve venire”. Per il Papa "affrontare insieme la sofferenza ci rende più umani e condividere il dolore è una tappa importante di ogni cammino di santità".

Preghiera per i medici vittima di aggressione

“Carissimi”, scrive il Papa per l’Angelus, “come durante il ricovero, anche ora nella convalescenza sento il “dito di Dio” e sperimento la sua carezza premurosa. Nel giorno del Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità, chiedo al Signore che questo tocco del suo amore raggiunga coloro che soffrono e incoraggi chi si prende cura di loro. E prego per i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari, che – sottolinea il Papa – non sempre sono aiutati a lavorare in condizioni adeguate e, talvolta, sono perfino vittime di aggressioni. La loro missione non è facile e va sostenuta e rispettata. Auspico che si investano le risorse necessarie per le cure e per la ricerca, perché i sistemi sanitari siano inclusivi e attenti ai più fragili e ai più poveri”.

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