Ravenna – Poteva esserci un miglior finale per la dolce vita di Carlo e Camilla? Siamo nella città più repubblicana d’Italia, eppure, poco dopo le 16, a Ravenna salta ogni schema e protocollo di sicurezza per colpa della monarchia. La folla con i cartelli “Dio salvi il re” e gli ospiti di una reception con re Carlo e la regina Camilla in Piazza del Popolo, nel cuore di Ravenna, scavalcano cordoni e transenne.
Mentre una banda intona “Romagna mia”, i reali, il presidente Mattarella e sua figlia Laura vengono assediati dall’affettuosa calca. Gli uomini della sicurezza faticano a far passare gli ospiti d’onore tra le bancarelle di primizie slowfood e di agricoltori e produttori locali falcidiati dalle ultime alluvioni.
Carlo ci saluta e string…
Ravenna – Poteva esserci un miglior finale per la dolce vita di Carlo e Camilla? Siamo nella città più repubblicana d’Italia, eppure, poco dopo le 16, a Ravenna salta ogni schema e protocollo di sicurezza per colpa della monarchia. La folla con i cartelli “Dio salvi il re” e gli ospiti di una reception con re Carlo e la regina Camilla in Piazza del Popolo, nel cuore di Ravenna, scavalcano cordoni e transenne.
Mentre una banda intona “Romagna mia”, i reali, il presidente Mattarella e sua figlia Laura vengono assediati dall’affettuosa calca. Gli uomini della sicurezza faticano a far passare gli ospiti d’onore tra le bancarelle di primizie slowfood e di agricoltori e produttori locali falcidiati dalle ultime alluvioni.
Carlo ci saluta e stringe la mano, poi si dirige verso lo stand di Massimo Bottura, dopo aver appena incontrato l’altro chef stellato Carlo Cracco e l’amico guru di Slow food Carlin Petrini. «Ma questo è delizioso», esclama il re con Camilla e Mattarella mentre assaggia parmigiano stagionato di cinque anni con aceto balsamico, insieme a un brandy: «Il mix perfetto». Intanto Camilla, con lo stesso vestito crema Anna Valentine dell’anniversario e spilla Lucia Odescalchi, ha già gustato un bicchiere di sangiovese e fatto un po’ di pasta con le “sfogline”.
Altro che etichetta reale. È stata una sagra anarchica e straordinaria, che ha incoronato la quarta e ultima giornata di Carlo e Camilla in Italia. Ieri la regina ha visitato il museo di Byron, leggendario poeta o “pazzo inglese”, come lo chiamavano qui. Mentre il sovrano britannico ha omaggiato anche la tomba di Dante, la Basilica di San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia con gli spettacolari mosaici bizantini — «commovente». Prima di celebrare la Liberazione della città. Alla fine, è stato un trionfo: il discorso del re mercoledì è entrato nella storia del Parlamento italiano, e Carlo è riuscito pure a incontrare Papa Francesco in udienza privata, nonostante il pontefice avesse inizialmente dato forfait per la precaria salute. Il papa ha fatto gli auguri di “buon 20esimo anniversario alla coppia” ma il resto della conversazione resterà privata, così come i reciproci doni: cosa c’era dentro quella scatolina rossa di Carlo nella foto ufficiale? Mistero. Ma, come insegnava Fellini, non c’è fine, non c’è inizio, c’è solo l’infinita passione per la vita.
È il comandamento di re Carlo, con il cancro che ancora lo affligge e che stava per fargli saltare pure questo straordinario, e a tratti commovente viaggio. Ieri mattina ha piantato un albero a Villa Wolkonsky, la residenza dell’ambasciatore britannico a Roma Ed Llewellyn, e ha amaramente scherzato: «Spero di riuscire a vederlo crescere un po’…». Long live the King.