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WeightWatchers verso il fallimento. Dopo 62 anni la dieta Usa è superata dai farmaci anti-obesità

Jean Nidetch pubblicizza il suo programma 

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Creato a New York da una casalinga sovrappeso e frustrata, il programma per dimagrire attraverso sedute comuni ha perso seguaci. Perfino la testimonial Oprah Winfrey aveva preferito le iniezioni di semaglutide
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Fallire così, proprio alla vigilia della prova costume. La primavera in altri tempi sarebbe stato un momento d’oro per attirare clienti. Oggi invece i profitti di WeightWatchers si sono assottigliati tanto da portare l’impresa sull’orlo del fallimento.

La bancarotta

I libri verranno presto portati in tribunale, ha anticipato il Wall Street Journal, facendo crollare ulteriormente le azioni. Dai 100 dollari del 2018, ieri sera erano scese a 18 centesimi.

Un’azienda storica, nata nel 1963 negli Stati Uniti dagli sforzi frustrati di una casalinga americana perennemente sovrappeso e diventata popolare anche in Italia, vede finire la sua storia così, superata dai farmaci che permettono di rimettersi in pace con la bilancia con il semplice gesto di un’iniezione.

L’addio di Oprah

Che la situazione fosse irrecuperabile era chiaro da un anno. A febbraio del 2024 la più grande testimonial di WeightWatchers, la florida presentatrice tv Oprah Winfrey, aveva deciso di lasciare il Consiglio dell’azi…

Fallire così, proprio alla vigilia della prova costume. La primavera in altri tempi sarebbe stato un momento d’oro per attirare clienti. Oggi invece i profitti di WeightWatchers si sono assottigliati tanto da portare l’impresa sull’orlo del fallimento.

La bancarotta

I libri verranno presto portati in tribunale, ha anticipato il Wall Street Journal, facendo crollare ulteriormente le azioni. Dai 100 dollari del 2018, ieri sera erano scese a 18 centesimi.

Un’azienda storica, nata nel 1963 negli Stati Uniti dagli sforzi frustrati di una casalinga americana perennemente sovrappeso e diventata popolare anche in Italia, vede finire la sua storia così, superata dai farmaci che permettono di rimettersi in pace con la bilancia con il semplice gesto di un’iniezione.

L’addio di Oprah

Che la situazione fosse irrecuperabile era chiaro da un anno. A febbraio del 2024 la più grande testimonial di WeightWatchers, la florida presentatrice tv Oprah Winfrey, aveva deciso di lasciare il Consiglio dell’azienda e di regalare tutte le use azioni.

Diete, menù salutari, programmi di attività fisica, punti assegnati a ogni cibo ingerito e sedute di gruppo erano ormai diventate troppo impegnative. Oprah è stata una delle prime star mediatiche a convertirsi a Ozempic e ai farmaci della sua famiglia.

I farmaci contro l’obesità

Laddove un’iniezione settimanale di un ormone – il semaglutide – permette di perdere anche il 15-20% del proprio peso iniziale, non ha più senso dare fondo alla propria forza di volontà per portare avanti una dieta, hanno pensato in molti.

Subito dopo l’annuncio di Oprah le azioni di WeightWatchers hanno perso un quarto del loro valore, affondando a 2,88 dollari.

Da allora la produzione di semaglutide, perennemente insufficiente in un mondo in cui ormai le persone sovrappeso superano quelle che fanno la fame, è gradualmente aumentata. Il costo dei farmaci per dimagrire resta alto – attorno ai 200 dollari al mese – ma bilance e metri per misurare il girovita sono scivolati ormai in un mondo che sa di passato.

Il periodo d’oro di WeightWatchers

Per WeightWatchers gli 1,84 miliardi di ricavi dell’anno più ricco, il 2012, si erano ormai ridotti a 786 milioni nel 2024. Nel 2023 per tagliare i costi erano state cancellate anche quelle sedute di gruppo che erano nel Dna del programma, con grande disappunto degli ultimi fedeli.

La fondatrice di WeightWatchers, Jean Nidetch, aveva iniziato proprio organizzando degli incontri nel suo appartamento di New York con sei amiche sovrappeso (come era sovrappeso suo marito) per incoraggiarsi a vicenda e affrontare insieme le debolezze: nel caso di Jean i biscotti (in particolare i marshmallow ricoperti di cioccolato) di cui mangiava scatole intere.

La goccia che aveva fatto traboccare il vaso, per lei, era stato nel 1961 l’incontro al supermercato con una vicina che le aveva chiesto quando avrebbe partorito, dopo che Jean aveva tentato ogni tipo di dieta pubblicizzata sulle riviste, pillole non sempre salutari e perfino ipnosi.

Dieci anni dopo la fondazione dell’azienda, nel 1973, 16 mila aderenti avevano riempito Madison Square Garden per festeggiare l’anniversario, salutati da una Nidetch ormai snella come una modella: era scesa da quasi cento chili a 64.

Il metodo seguito da 5 milioni di persone

Sedute simili a quelle per liberarsi dalla dipendenza dall’alcol, con tanto di bilancia su cui i membri del gruppo dovevano salire a turno, diari in cui confessare le ansie oltre alle calorie ingurgitate, supporto da parte di tutor, una rivista, libri di ricette, cibi precotti e bevande dietetiche, un pupazzo arancione mostruoso chiamato Hungry Monster, obiettivi graduali e realistici per non subire la frustrazione del fallimento: più che una dieta, WeightWatchers era diventata una filosofia che nei momenti d’oro aveva raggiunto 5 milioni di seguaci in quasi ogni paese del mondo.

Il primo colpo era arrivato una decina di anni fa dalle app per i cellulari. Decisa a non farsi sorpassare, l’azienda aveva deciso di crearne di proprie. Aveva anche tentato di improvvisarsi distributrice di semaglutide, perdendo del tutto la sua natura, la fiducia dei seguaci e 1,6 miliardi di dollari - a tanto ammonta il suo debito oggi – laddove il valore di mercato di Novo Nordisk, produttrice di Ozempic, supera i 470 miliardi di dollari.

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