Segregata e violentata per cinque giorni in un vecchio palazzo abbandonato nel centro di Mestre. Ancora una drammatica storia di abusi sessuali e ancora in Veneto. Dopo la bimba di 11 anni sempre a Mestre e la giovane donna albanese sequestrata e violentata per vendetta a Padova, qualche giorno fa la vittima è stata una donna di 32 anni.
L’arresto
Quando è riuscita a liberarsi, a fuggire da quel palazzo abbandonato e a farsi soccorrere, i sanitari hanno diagnosticato le violenze subite. Immediatamente sono scattate le ricerche dell’aggressore e poco dopo i carabinieri hanno arrestato un uomo di 32 anni. Il fatto è avvenuto in un palazzo inutilizzato da oltre 10 anni diventato rifugio per tossicodipendenti, spacciatori e senza fissa dimora. Le forze dell'ordine grazie alle telecamere pubbliche e private della zona stanno ricostruendo le identità di quanti, in questi giorni, sono entrati abusivamente nella struttura (in gran parte murata) per valutare se vi siano responsabilità da parte di altri individui.
Bollettino criminale
"Ancora l'orrore di una brutale violenza a una donna, questa volta a Mestre, con una segregazione di cinque giorni. Questo bollettino criminale è ormai quasi quotidiano, ma esorto tutta la comunità civile a non assuefarsi a tali notizie, e a fare sempre più squadra per tentare in tutti i modi di prevenire o impedire un delitto collaborando in ogni modo, anche segnalando situazioni sospette alle forze dell'ordine, che in tante occasioni, come in questa, intervengono tempestivamente e riescono ad arrestare il delinquente". Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "A questa donna come a tutte le vittime di questi efferati delitti - prosegue Zaia - rivolgo la mia totale solidarietà, con l'augurio di poter guarire il prima possibile dalle ferite fisiche e da quelle morali e psicologiche. Ringrazio per il civismo gli avventori di un vicino bar che hanno immediatamente dato l'allarme sentendo le grida della donna e chiedo la massima durezza nell'applicazione delle leggi".