“Nei primi mesi del 2025 è cresciuta la puntualità di tutti i servizi ferroviari erogati”. Esordisce così nell’aula di Montecitorio il ministro dei Trasporti Matteo Salvini rispondendo all’interrogazione del deputato del Pd Anthony Barbagallo che gli ha chiesto nel question time quali iniziative possono mettersi in campo per incrementare l'efficienza dei servizi ferroviari e tutelare i diritti dei passeggeri e dei lavoratori.
Il ministro legge anche alcuni dati. Che sono questi, e sono stati forniti da Rfi: “Alla fine del mese di marzo scorso i treni in orario si attestano per l'alta velocità all'82,8%, per gli intercity all'89,4%, per i regionali al 91,3%”. E aggiunge: “È un risultato che nasce da un lavoro di una grande squadra, composta da migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno sono in prima linea, anche a rischio della loro sicurezza, per garantire un servizio ferroviario puntuale di qualità".
Ma davvero i treni italiani sono puntuali? Ecco come stanno le cose.
“Nei primi mesi del 2025 è cresciuta la puntualità di tutti i servizi ferroviari erogati”. Esordisce così nell’aula di Montecitorio il ministro dei Trasporti Matteo Salvini rispondendo all’interrogazione del deputato del Pd Anthony Barbagallo che gli ha chiesto nel question time quali iniziative possono mettersi in campo per incrementare l'efficienza dei servizi ferroviari e tutelare i diritti dei passeggeri e dei lavoratori.
Il ministro legge anche alcuni dati. Che sono questi, e sono stati forniti da Rfi: “Alla fine del mese di marzo scorso i treni in orario si attestano per l'alta velocità all'82,8%, per gli intercity all'89,4%, per i regionali al 91,3%”. E aggiunge: “È un risultato che nasce da un lavoro di una grande squadra, composta da migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno sono in prima linea, anche a rischio della loro sicurezza, per garantire un servizio ferroviario puntuale di qualità".
Ma davvero i treni italiani sono puntuali? Ecco come stanno le cose.
I numeri
Prendiamo in esame i numeri, sempre forniti da Rete ferrovie italiane. In un report che parte da ottobre e si conclude appunto a marzo, lo stesso a cui fa riferimento il ministro. Per ogni categoria di servizio ferroviario (alta velocità, intercity e regionale) Rfi considera puntuali i treni che arrivano con un minimo di ritardo, che è messo tra parentesi prima delle percentuali: 10 minuti per l’alta velocità, che diventano 15 per gli intercity e 5 per i regionali. Nulla togliendo al lavoro dei ferrovieri italiani c’è però da fare questa precisazione.
Le percentuali
È vero, come ha detto in aula il ministro Salvini, che le percentuali di puntualità sono lievemente in aumento ma sempre considerando quei minuti di ritardo che per Ferrovie sono fisiologici e che il ministro non ha letto in aula. Una cifra tra parentesi che fa la differenza.
Secondo quanto riportato nel report di Rfi, a febbraio l’alta velocità era puntuale, entro i 10 minuti di ritardo, per l’80,9 per cento dei viaggi. Facendo il raffronto tra il mese di febbraio e di marzo, la percentuale di puntualità è cresciuta dell’1,9 per cento. Sempre a febbraio gli intercity erano puntuali, entro 15 minuti di ritardo, nell’89,3 per cento dei casi. Nel confronto tra i mesi di febbraio e marzo del report di Ferrovie il dato letto da Salvini per marzo, cioè gli intercity puntuali nell’89,4 per cento dei casi, la percentuale di puntualità cresce di appena lo 0,1 per cento. Rimane intatta la percentuale di puntualità di marzo rispetto a febbraio quando il dato dei treni regionali in orario, entro i 5 minuti di ritardo, era del 91,3 per cento. Percentuali minime, anche se c’è da dare ragione al ministro. Sono in crescita, non dimenticando i minuti di ritardo dentro la parentesi.
I 10 minuti di ritardo
“La puntualità cresce ma possiamo essere contenti quando si considerano puntuali i treni che arrivano in realtà in ritardo? Ad esempio i treni AV sono considerati puntuali se arrivano entro i 10 minuti di ritardo. Una enormità se consideriamo che il passeggero sta pagando un treno che al massimo dovrebbe impiegare 3 ore per arrivare a destinazione”, dice Federico Cavallo, responsabile delle relazioni esterne per Altroconsumo. L’associazione per i consumatori ha anche condotto un monitoraggio per 45 giorni – dal 19 dicembre all’1 febbraio – sui ritardi dei treni delineando una situazione poco confortante.
“Abbiamo preso come punto di riferimento le informazioni del servizio web “Monitor Arrivi/Partenze live” di Rfi, sito aperto al pubblico, quindi i ritardi veri. È emerso nelle 81 tratte ferroviarie indagate che in media?il 36% dei Frecciarossa arriva oltre l’orario previsto.? Emblematico il caso dei Frecciarossa Milano - Roma Termini in ritardo nel 30% dei casi, con oltre il 60% di ritardi superiore a 5 minuti. Per il concorrente Italo abbiamo potuto analizzare 45 tratte e in media nel 26% dei casi i convogli di Italo sforano l’orario. Per la tratta Napoli – Roma Termini abbiamo circa 1.000 rilevazioni nel periodo considerato, i ritardi in questo caso coinvolgono il 19% dei treni, contro il 25% rilevato per il Frecciarossa”, spiega Federico Cavallo.
Le richieste di Altroconsumo e Codacons
I cantieri, secondo Altroconsumo, non aiutano e in estate ce ne saranno di nuovi con interruzioni di tratte, cancellazioni di corse, riprogrammazioni orarie. “Una situazione critica di cui non devono subire le conseguenze negative i passeggeri. Chiediamo con la nostra petizione di aumentare gli indennizzi, devono arrivare al 100% del biglietto in caso di ritardi superiori ai 120 minuti, devono essere più alti, partire dai 15 minuti di ritardo per AV ed essere automatici”, conclude Federico Cavallo.
Anche Codacons è stata sempre sensibile al tema. Uno studio svolto a gennaio ha messo in evidenza che sulle rotaie italiane ci sono stati 243 episodi di rallentamenti o interruzioni del servizio. “Di questi 158 sono stati causati da problemi tecnici sulla rete o ai treni”, è quanto dichiara Stefano Zerbi di Codacons.