Cosa sono le congregazioni generali: il governo della Chiesa durante la sede vacante
di Iacopo ScaramuzziSi apre oggi la prima congregazione generale, ossia la prima delle riunioni dei cardinali che governano la Chiesa durante la sede vacante e precedono il Conclave. Sono il penultimo passo, l’istruttoria che precede la decisione, le doglie prima del parto. Sono il trionfo della parola, delle discussioni, anche dei conflitti aperti, prima del grande silenzio. L’ultimo scampolo di informalità prima che il Vaticano entri nel momento più solenne nella vita della Chiesa: l’“extra omnes”, la scelta sotto lo sguardo della creazione di Michelangelo, e infine l’annuncio del nuovo Papa.
Le congregazioni generali non sono circondate dall’alone sacrale del Conclave, ma sono il momento cruciale durante il quale le candidature nascono, prendono corpo, o si inabissano. Solo i cardinali che entrano in Conclave eleggono il Papa, liberamente, ma le riunioni che precedono l’elezione sono come il “congresso di partito” che definisce la piattaforma programmatica, disegna l’identikit del candidato migliore, …
Si apre oggi la prima congregazione generale, ossia la prima delle riunioni dei cardinali che governano la Chiesa durante la sede vacante e precedono il Conclave. Sono il penultimo passo, l’istruttoria che precede la decisione, le doglie prima del parto. Sono il trionfo della parola, delle discussioni, anche dei conflitti aperti, prima del grande silenzio. L’ultimo scampolo di informalità prima che il Vaticano entri nel momento più solenne nella vita della Chiesa: l’“extra omnes”, la scelta sotto lo sguardo della creazione di Michelangelo, e infine l’annuncio del nuovo Papa.
Le congregazioni generali non sono circondate dall’alone sacrale del Conclave, ma sono il momento cruciale durante il quale le candidature nascono, prendono corpo, o si inabissano. Solo i cardinali che entrano in Conclave eleggono il Papa, liberamente, ma le riunioni che precedono l’elezione sono come il “congresso di partito” che definisce la piattaforma programmatica, disegna l’identikit del candidato migliore, e già seleziona i nomi che si confronteranno al pallottoliere in Cappella Sistina.
Fu durante le congregazioni generali che nel 2013 i porporati venuti da fuori Roma misero sotto processo la gestione tutta italiana del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Ratzinger, fu allora che l’arcivescovo di Buenos Aires pronunciò un discorso, breve e ispirato, che gli cominciò ad attirare l’interesse ammirato dell’intero collegio cardinalizio. Pochi giorni dopo Jorge Mario Bergoglio entrò in Conclave in rosso e ne uscì vestito di bianco. Nel 2005 fu qui che i cardinali di Curia cementarono la candidatura del decano del collegio, Joseph Ratzinger, il più fedele e il più prestigioso dei collaboratori di Giovanni Paolo II, nel 1978 fu durante le congregazioni generali che i porporati francesi e tedeschi che, tornati a Roma dopo poco più di un mese, a causa della morte improvvisa di Giovanni Paolo I, puntarono su un semisconosciuto confratello polacco, Karol Wojtyla.
Le congregazioni generali si svolgono in quei giorni (da 15 a 20) che passano dalla morte del Papa al Conclave. Si svolgono dentro il Vaticano, nell’aula nuova del Sinodo. Partecipano i cardinali elettori, ovvero coloro che con meno di 80 anni entreranno in Cappella Sistina, ma anche gli ultraottantenni. La discussione è guidata dal decano del collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re, 91 anni. Durante questo periodo i cardinali possono vivere in Vaticano ma anche fuori: solo quando inizia il Conclave i porporati, isolati dal mondo, vivono a Casa Santa Marta, l’hotel dove nel 2013 Bergoglio decise di installarsi, al secondo piano, disertando il palazzo apostolico.
Il dibattito delle congregazioni generali si svolge rigorosamente a porte chiuse, l’informazione ufficiale del Vaticano riferisce poco o niente. Fuori filtrano voci, poche e non di rado interessate ad accreditare che stanno crescendo i voti per quello o quell’altro candidato. Dentro si decidono i destini della Chiesa, con dibattiti franchi e non di rado accesi, e anche votazioni, compromessi, negoziati. Durante i lavori d’aula, e poi al momento del caffè, i cardinali si conoscono, si subodorano, domandano chiarimenti all’uno e all’altro, si informano sulle prese di posizione passate sui temi caldi, sul loro stato salute, si sondano i possibili candidati per capire l’orientamento, l’indirizzo, le possibili alleanze. Quando le congregazioni generali finiscono, inizia il Conclave: è quello il momento in cui viene deciso tutto – tutto tranne quello che ha stabilito il “congresso di partito”.