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La morte del Papa, il medico: “Subito in coma. Non ha sofferto”

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Elena Bignami, presidente della Società italiana di anestesia e rianimazione : “Se anche fosse stato in una struttura sanitaria non si sarebbe potuto fare di più”
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La professoressa Elena Bignami presiede la Società italiana di anestesia e rianimazione (Siaarti), ed è primaria all’ospedale di Parma.

Il Papa è morto per un ictus cerebrale, seguito da coma e collasso cardiocircolatorio. Cosa significa?

«L’ictus è un evento cerebrale che può manifestarsi con un’ischemia, cioè un’occlusione dei vasi, oppure un’emorragia, cioè una rottura degli stessi con perdita di sangue. Se è grave, come in questo caso, può portare al coma anche molto rapidamente. Questa condizione ha fatto sì che il circolo del cuore del Papa si sia scompensato, provocando così il decesso».

Il Santo Padre, hanno detto dal Gemelli, se ne è andato in maniera serena. È plausibile?

«Sì, molto probabilmente non ha sofferto, è andato subito in coma. In casi del genere è come se ci si addormentasse per poi spegnersi. Al contrario, una crisi respiratoria importante l’avrebbe percepita perché si tratta di un evento acuto che progredisce in modo più lento, con percezione di fame d’…

La professoressa Elena Bignami presiede la Società italiana di anestesia e rianimazione (Siaarti), ed è primaria all’ospedale di Parma.

Il Papa è morto per un ictus cerebrale, seguito da coma e collasso cardiocircolatorio. Cosa significa?

«L’ictus è un evento cerebrale che può manifestarsi con un’ischemia, cioè un’occlusione dei vasi, oppure un’emorragia, cioè una rottura degli stessi con perdita di sangue. Se è grave, come in questo caso, può portare al coma anche molto rapidamente. Questa condizione ha fatto sì che il circolo del cuore del Papa si sia scompensato, provocando così il decesso».

Il Santo Padre, hanno detto dal Gemelli, se ne è andato in maniera serena. È plausibile?

«Sì, molto probabilmente non ha sofferto, è andato subito in coma. In casi del genere è come se ci si addormentasse per poi spegnersi. Al contrario, una crisi respiratoria importante l’avrebbe percepita perché si tratta di un evento acuto che progredisce in modo più lento, con percezione di fame d’aria prima che avvenga la perdita di coscienza».

La morte è avvenuta a Santa Marta. Se il Papa fosse stato in ospedale avrebbe potuto essere salvato?

«No, non si sarebbe potuto fare niente anche in una struttura ospedaliera. Era una persona fragilissima, per le patologie respiratorie delle quali soffriva da tempo. In più ha avuto un problema neurologico devastante, che ha portato rapidamente al coma. Sarebbe stato impossibile salvarlo, perdiamo anziani nelle sue condizioni anche nelle nostre strutture proprio perché non si può fare niente contro un evento massivo».

In questi giorni il Papa ha fatto varie apparizioni pubbliche. Ha visto i filmati?

«Certo, andava in giro con l’ossigeno, faceva molta fatica a respirare. Aveva uno scompenso importante e si capiva anche dagli sforzi che faceva per parlare. Le parole gli uscivano con difficoltà perché i polmoni non spingevano abbastanza aria. Le sue ultime frasi mi sono sembrate un saluto».

L’ictus potrebbe essere collegato all’insufficienza respiratoria della quale soffriva Bergoglio?

«Sicuramente il fatto di essere indebolito da altre patologie lo ha reso più fragile e questa condizione può essere legata a una maggiore gravità degli effetti di un evento neurologico. Però l’insufficienza respiratoria non provoca l’ictus, non ne è la causa diretta».

Perché, allora, il Papa è stato colpito da un evento neurologico di quel tipo?

«Aveva certamente fattori di rischio già noti e scritti anche nella denuncia di morte del Vaticano. E cioè il diabete e la pressione alta. In più era anche sovrappeso. Infine, va ricordato che tra gli anziani gli ictus sono più diffusi».

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