Cronaca

Il Conclave: In Vaticano partono le grandi manovre voteranno 133 cardinali

Il Conclave: In Vaticano partono le grandi manovre voteranno 133 cardinali

Due porporati hanno già dato forfait per ragioni di salute, altri potrebbero non presentarsi. E non mancano le prime polemiche

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Raymond Leo Burke, il cardinale trumpiano che in questi anni ha guidato la fronda ultraconservatrice contro papa Francesco, si avvia a testa bassa e passo svelto verso la riunione ma viene raggiunto di corsa da un premuroso segretario che gli fa cambiare traiettoria e evitare il crocchio di giornalisti che lo aspettano al varco. Michael Czerny e Timothy Radcliffe lo hanno già capito, sbucano da dietro il colonnato berniniano e infilano il cancello chiacchierando tra di loro, l’uno (il gesuita) vestito di rosso l’altro (il domenicano) non ha rinunciato alla veste bianca. Fernando Filoni passa ma sta parlando al telefono e fa ciao ciao con la mano, Gianfranco Ghirlanda risolve il problema entrando direttamente in macchina, Gianfranco Ravasi affronta impavido la selva di microfoni e telecamere: «Papa Francesco voleva essere sepolto sotto l’ombra di una donna, Maria», dice parlando di Santa Maria Maggiore, «è il segno del desiderio che aveva che la Chiesa facesse di più per le donne».

In Vaticano è iniziato il dopo Bergoglio, l’aria mesta del lutto si mescola velocemente al brivido dell’elezione del successore. Da qui al Conclave i cardinali si riuniranno quasi ogni giorno in “congregazioni generali”, la prima si è svolta ieri mattina, un’ora e mezza per decidere quello che in realtà era già deciso – la salma del Papa sarà esposta da oggi a San Pietro, i funerali saranno sabato – ma soprattutto per dare l’abbrivio alla grande macchina del Conclave. I cronisti provano a carpire qualche notizia, le prime indicazioni sul prossimo Papa, le priorità per la Chiesa del futuro, ma niente. È il momento delle incombenze procedurali, a partire dal giuramento della segretezza «su tutto ciò che in qualsiasi modo abbia attinenza con l’elezione del Romano Pontefice». La seconda congregazione generale si tiene questo pomeriggio ma solo dopo i funerali di Francesco inizieranno le vere e proprie discussioni per individuare l’identikit del successore.

Ieri erano presenti una sessantina di porporati, quelli che abitualmente risiedono a Roma ma si vede già qualche cardinale italiano: Oscar Cantoni di Como, il piemontese Arrigo Miglio. Gli altri stanno arrivando da tutto il mondo. Qualcuno avvista l’ungherese Peter Erdo, altri devono ancora accomiatarsi dalla diocesi. C’è chi vive nel seminario nazionale, chi nella casa del proprio ordine religioso, l’arcivescovo di Ajaccio François-Xavier Bustillo si è già installato a Casa Santa Marta, la casa del Papa che diverrà la residenza degli elettori. Qualcuno protesta: il cardinale Zen Ze-kiun di Hong Kong, 93, non ha gradito che le riunioni siano già partite senza «gli anziani della periferia».

I cardinali sono 252, gli elettori 135 ma ieri già due hanno dato forfait per motivi di salute, lo spagnolo Antonio Canizares e l’arcivescovo emerito di Sarajevo Vinko Pulji?. Tra i nodi che andranno sciolti nei prossimi giorni c’è l’ammissione o no di alcuni cardinali in bilico. C’è Angelo Becciu, che Francesco ha privato delle prerogative legate al cardinalato, ma ci sono anche – entrambi ultraottantenni – il francese Jean-Pierre Ricard, che negli anni scorsi ha ammesso di avere abusato di una ragazzina quando era più giovane, e il peruviano Juan Luis Cipriani, che Bergoglio ha sanzionato poche settimane fa anche in quel caso per una vicenda di abuso sessuale di un minorenne. Il cardinale decano Giovanni Battista Re, ha precisato il Vaticano, «ha invitato tutti». Alcuni, per motivi di opportunità, potrebbero però non presentarsi.

Dopo, ma solo dopo, inizieranno le discussioni a porte chiuse per decidere chi assumerà l’eredità di Bergoglio. C’è già chi non si tira indietro: l’olandese conservatore Willem E?k ha dichiarato che se venisse eletto, ebbene, accetterebbe.

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