Cronaca

La valigetta, il selfie, la preghiera durante il lockdown: le foto di Francesco entrate nella storia

La valigetta, il selfie, la preghiera durante il lockdown: le foto di Francesco entrate nella storia

Dall’utilitaria che ha sostituito le auto di rappresentanza all’abbraccio a Benedetto XVI, fino alla reazione contro la fedele che lo strattonava: i gesti dirompenti di un pontificato che ha stravolto le consuetudini

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Quello di Francesco è stato il pontificato delle prime volte, dei gesti dirompenti, delle consuetudini stravolte. Dodici anni nei quali il Papa ha rivoluzionato l’immaginario collettivo. Ecco una carrellata di immagini che restano nella storia.

  1. La valigetta portata a mano
  2. L'utilitaria senza insegne
  3. I fiori per i migranti in mare
  4. Il bacio ai piedi dei governanti del Sud Sudan
  5. L'agnellino sulle spalle
  6. L'incontro tra i due papi
  7. La reazione con la fedele cinese
  8. I bambini sulla papamobile
  9. Il selfie con i giovani
  10. L'abbraccio alle donne
  11. L'uscita dall'ottico
  12. La visita tra le baracche del campo nomadi
  13. La porta santa aperta a Bangui
  14. La camminata solitaria durante il lockdown
  15. La visita a casa di Bonino

La valigetta portata a mano

2013 Franco Origlia
2013 Franco Origlia 

Fin dal primo viaggio Bergoglio ha portato a mano, senza lasciarla a un assistente, la propria borsa di pelle nera, la stessa che aveva a Buenos Aires. “Non c’è la chiave della bomba atomica!”, ha spiegato egli stesso di ritorno dal Brasile nel 2013: “C’è il rasoio, c’è il breviario, c’è l’agenda, c’è un libro da leggere, ne ho portato uno di Santa Teresina di cui io sono devoto. Dobbiamo abituarci ad essere normali”.

L'utilitaria senza insegne

Dopo il Conclave il Vaticano gli aveva preparato un’auto blu, lui preferì salire sul pulmino con i cardinali che lo avevano appena eletto. Da allora ogni volta che è uscito Francesco ha fatto lasciare in garage le Bmw e Mercedes optando per una semplice berlina, senza insegne, una Ford Focus o una Fiat 500 bianca. Anche tra le papamobili ne ha scelto una aperta accantonando quella chiusa: “Mi sarei sentito in una scatola di sardine”.

I fiori per i migranti morti in mare

Il primo viaggio da papa per Bergoglio è stato sulla piccola isola di Lampedusa, quattro mesi dopo l’elezione. È salito su una barca di pescatori e ha lanciato in mare aperto una corona di fiori bianchi e gialli, per ricordare i migranti che hanno perso la vita durante le traversate: «Ho sentito che dovevo venire qui oggi a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta». E ha denunciato la «globalizzazione dell’indifferenza».

Il bacio ai piedi dei governanti del Sud Sudan

Anche in ginocchio pur di implorare la pace. Il 12 aprile del 2019 papa Francesco è riuscito a far riunire in Vaticano i politici del Sud Sudan contrapposti in patria in una sanguinosa guerra civile: il presidente Salva Kiir, i vicepresidenti, e Riek Machar, capo delle milizie d’opposizione. A sorpresa, già malfermo, il Pontefice si è inginocchiato ai loro piedi e ha baciato loro le scarpe. Più di tante parole, un gesto estremo come l’assurdità della guerra.

L’agnellino sulle spalle

Una delle prime visite alle parrocchie romane è stata a Sant'Alfonso de' Liguori, nel quartiere periferico della Giustiniana. Era il 7 gennaio 2014, era stato allestito il presepe vivente. E Bergoglio si è fatto fotografare con un agnellino sulle spalle. Diventa l’immagine simbolo dell’esortazione che il Papa ha rivolto più volte a vescovi e sacerdoti: «Siate pastori con l'odore delle pecore». Una delle linee guida inserite nella Evangelii Gaudium, testo di riferimento del pontificato.

L’incontro tra i due papi

Dieci giorni dopo essere stato eletto, Francesco ha fatto visita al papa emerito Benedetto XVI, nella residenza di Castel Gandolfo. Appena atterrato in elicottero, è stato accolto dal predecessore. L’abbraccio tra i due uomini vestiti di bianco è entrato nella storia. Come le immagini seguenti: la preghiera insieme, il colloquio davanti alla scatola che conteneva il dossier su Vatileaks. Mesi dopo, Ratzinger si è trasferito nel monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano, la coabitazione fra i due è durata 10 anni: “È come avere il nonno saggio a casa”, ha commentato Bergoglio.

La reazione con la fedele cinese

Anche il Papa della misericordia perde le staffe. La sera del 31 dicembre 2019 Francesco era in piazza San Pietro per vedere il presepe, una donna cinese lo ha strattonato dicendogli qualcosa in modo concitato. Risentito, Bergoglio si è divincolato dandole uno schiaffo sulla mano. “Tante volte perdiamo la pazienza, anch’io, e chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri”, ha detto all’Angelus dell’indomani. Qualche giorno dopo ha incontrato la fedele per chiederle scusa.

I bambini sulla papamobile

Un cenno all’autista, la papamobile che si è fermata durante il giro tra i fedeli prima dell’udienza generale. Bergoglio ha fatto un cenno ai bambini, vengono fatti avvicinare: non è stato solo un saluto o una carezza, il pontefice li ha fatti salire sull’auto e li ha portati con sé per un giro in piazza San Pietro. La prima volta è stata una sorpresa. Una bimba scriverà una letterina: “L’ho visto in tv, lo fai fare anche a me?”. Si è ripetuto più volte: con piccoli migranti, scolari, semplici pellegrini.

Il selfie con i giovani

Ne ha concesso tanti, il primo è diventato anche un docufilm: “Un selfie con il Papa”. Nell’agosto 2013 durante l’udienza privata alla delegazione diocesana piacentina, tre ragazzi di 15 anni hanno chiesto uno scatto a Francesco. Lui non si è sottratto e l’immagine ha fatto il giro dei social. Ha fatto scalpore un altro scatto, con il parroco di Marghera, in cui Francesco teneva in mano la spilletta pro-migranti “Apriamo i porti”

L’abbraccio alle donne

Edith Bruck lo ha avvolto in un lungo abbraccio: sopravvissuta ad Auschwitz, la scrittrice di origini ungheresi ha incontrato più volte il pontefice argentino, accogliendolo anche a casa sua. Ma fin dall’inizio del pontificato Jorge Mario Bergoglio ha avuto con le donne un comportamento meno ingessato dei suoi predecessori, abbracciando e facendosi abbracciare con naturalezza amiche di lunga data o nuove conoscenza degli anni romani.

L’uscita dall’ottico

“Buongiorno Alessandro, sono papa Francesco. Dovrei rifare le lenti degli occhiali, lei quando è libero?”. E così Bergoglio si è presentato come un cliente qualsiasi dal suo ottico di fiducia, in via del Babuino, nel cuore di Roma. La prima volta nel 2015, ci è tornato nel 2024. Nel 2022 si era presentato a sorpresa in un negozio di dischi, al Pantheon, che aveva scoperto quando era cardinale. “La cosa che mi manca di più da Papa? Non potere andare a mangiare una pizza”.

La visita tra le baracche del campo nomadi

“Mamma, vieni! C’è un signore bianco!”. Era il 2015 quando papa Francesco, a sorpresa, ha fatto visita a un campo profughi nella periferia di Roma, a Ponte Mammolo. Era andato a dire messa in una parrocchia di Pietralata, ma ha fatto una deviazione. Tra la sorpresa generale è entrato a piedi da una porticina scalcinata, si è avventurato tra le baracche dove vivevano africani, sudamericani e nomadi. Anni dopo, quel campo è stato sgomberato.

La porta santa aperta a Bangui

Per il 2016 Bergoglio ha indetto il Giubileo straordinario della misericordia, non l’ha inaugurato nella basilica di San Pietro ma a Bangui, nella Repubblica Centrafricana dilaniata dalla guerra civile. Ha aperto la porta santa in legno della piccola cattedrale, nella quale due anni prima 15 persone erano morte per un attacco terroristico. Poi è rimasto in piedi sulla soglia a pregare mentre risuonavano le urla di tripudio dei fedeli. “Questa è la capitale spirituale del mondo”, ha detto.

La camminata solitaria durante il lockdown

ANSA
ANSA 

La figura bianca, claudicante, in una città vuota in modo surreale. Papa Francesco ha “infranto” il lockdown e il 15 marzo del 2020, mentre l’Italia era chiusa in casa per la pandemia da Covid, ha fatto un pellegrinaggio solitario al centro di Roma: San Marcello al Corso, davanti a un crocifisso che la tradizione vuole miracoloso, e Santa Maria Maggiore, inginocchiato dinanzi all’icona mariana cui la devozione popolare si rivolse nei secoli per guarire dalla peste.

La visita a casa di Bonino

Ha fatto fermare l’auto ed è salito, con un mazzo di rose e una scatola di cioccolatini. Come un vecchio amico. Papa Francesco, a fine 2024, è andato a trovare a casa Emma Bonino, la leader radicale lontanissima dal Vaticano, ma stimata da Bergoglio per l’impegno a favore dei migranti e la profonda conoscenza dell’Africa. Lei era in convalescenza dopo un ricovero, lui in sedia a rotelle. “Sei un esempio di libertà e resistenza”, le ha detto Francesco.

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