“Da papa Francesco ci era arrivato un invito per discutere di quanto stia succedendo a Gaza e delle iniziative legali delle vittime e dei loro familiari. Di fronte ai tentativi di ridimensionare il suo slancio a cui assistiamo in questi giorni, ci sembra giusto farlo sapere”. Ordinario di diritto penale internazionale della Liverpool John Moores University, il professore Triestino Mariniello, insieme a Raji Sourani, giurista, storico difensore dei diritti umani e fondatore del Palestinian Centre for Humans Rights, mercoledì 19 febbraio avrebbe dovuto incontrare il Pontefice per discutere di Gaza. Ma nel weekend precedente – il 14 – è iniziato il lungo ricovero al Gemelli, l’appuntamento è stato rinviato a data da destinarsi. “Speravamo si potesse riprogrammare”.
A segnalare i loro nomi all’entourage del Pontefice sono stati gli organizzatori di un convegno di Pax Christi a Bari a cui Raji Sourani era stato invitato. Anche in quell’occasione, “aveva spiegato che Gaza non vuole né più, né meno che il rispetto del diritto internazionale – spiega il professore Mariniello – Qualche giorno dopo ci sono stati i primi contatti informali e poi l’invito ufficiale”. Formalmente, per l’udienza generale, ma “informalmente – racconta – ci era stato comunicato che ci sarebbe stato un momento a margine per una discussione fattuale e descrittiva sulla situazione”. Soprattutto con Sourani, che il conflitto a Gaza lo ha vissuto sulla propria pelle, a mesi di bombe e raid è sopravvissuto e più volte è stato costretto a sfollare, prima di riuscire a fuggire in Egitto.
“Entrambi rappresentiamo le vittime di Gaza e i loro familiari nella causa intentata che ha portato all’emanazione dei mandati di arresto contro Netanyahu e Gallant da parte della Corte penale internazionale. Il Palestinian Centre for Humans Rights ha anche partecipato all’istruzione del caso presentato dal Sud Africa contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia, quindi immaginiamo che il Papa volesse approfondire questo aspetto”.
A novembre era stato il Pontefice a sottolineare, nelle anticipazioni del libro scritto per il Giubileo, che “a detta di alcuni esperti, ciò che sta accadendo a Gaza ha le caratteristiche di un genocidio. Bisognerebbe indagare con attenzione per determinare se s'inquadra nella definizione tecnica formulata da giuristi e organismi internazionali”. Sono seguite polemiche feroci, l’ambasciata israeliana presso la Santa Sede aveva formalmente protestato, così come i leader di diverse comunità ebraiche in Italia.
“Noi crediamo che il Pontefice – che nel tempo si è tanto speso perché la legalità internazionale non soccombesse di fronte alla legge della giungla – volesse semplicemente capire cosa preveda il diritto e perché a livello giuridico si discuta di genocidio”, spiega Mariniello. “Sulla Palestina si stanno ignorando i principi cardine del diritto internazionale, ma non ci si rende conto che presto altri Paesi potrebbero ritrovarsi nella situazione di Gaza oggi”.
Nella Striscia, papa Francesco mancherà. “Può sembrare paradossale, ma a darmi la notizia è stato un caro amico che sta lì. ‘È stato un grande Papa, qui mancherà molto’, mi ha scritto. E tutti quelli che sono arrivati nel corso della giornata sono stati dello stesso tenore. E adesso la speranza è che a succedergli sia un capo di Stato altrettanto attento al diritto internazionale”.