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I papabili, il conclave tra alleanze e veti incrociati

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Vi proponiamo i profili di quindici cardinali che possono aspirare al soglio pontificio
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Gli elettori si presentano con visioni diverse: dai moderati attenti all’equilibrio istituzionale ai conservatori fedeli alla dottrina tradizionale, dagli aperturisti desiderosi di riforme ai bergogliani doc, intenzionati a proseguire il cammino tracciato da papa Francesco, fino agli outsider, che potrebbero sorprendere. Li abbiamo accorpati per aree politiche.

MEDIATORI

Pietro Parolin

Mediatore per temperamento, oltre che per incarico, Pietro Parolin è nato in Veneto 70 anni fa. Humor sottile, ha svolto tutta la carriera nel servizio diplomatico vaticano. Cresciuto alla scuola di Casaroli e Silvestrini, i grandi diplomatici della Ostpolitik, viceministro degli Esteri con Sodano, è stato mandato da Bertone a Caracas come nunzio. Francesco lo ha richiamato a Roma come Segretario di Stato, ridimensionando però negli anni la Segreteria di Stato. Il porporato veneto ha posizioni più moderate di Francesco e potrebbe attrarre…

Gli elettori si presentano con visioni diverse: dai moderati attenti all’equilibrio istituzionale ai conservatori fedeli alla dottrina tradizionale, dagli aperturisti desiderosi di riforme ai bergogliani doc, intenzionati a proseguire il cammino tracciato da papa Francesco, fino agli outsider, che potrebbero sorprendere. Li abbiamo accorpati per aree politiche.

MEDIATORI

Pietro Parolin

Mediatore per temperamento, oltre che per incarico, Pietro Parolin è nato in Veneto 70 anni fa. Humor sottile, ha svolto tutta la carriera nel servizio diplomatico vaticano. Cresciuto alla scuola di Casaroli e Silvestrini, i grandi diplomatici della Ostpolitik, viceministro degli Esteri con Sodano, è stato mandato da Bertone a Caracas come nunzio. Francesco lo ha richiamato a Roma come Segretario di Stato, ridimensionando però negli anni la Segreteria di Stato. Il porporato veneto ha posizioni più moderate di Francesco e potrebbe attrarre anche voti conservatori.

Robert Francis Prevost

E’ il meno americano degli americani, e se c’è qualcuno che potrebbe infrangere la legge non scritta che impedisce ad un cardinale proveniente dalla superpotenza Usa di diventare vescovo di Roma è lui. Nato 69 anni fa a Chicago da una famiglia di origini italiana, francese e spagnola, prima di essere nominato a sorpresa da papa Francesco come prefetto del potente dicastero dei vescovi, l’ufficio vaticano che seleziona i vescovi mondiali, questo agostiniano ha trascorso una buona ventina di anni in Perù. Pragmatico, discretissimo ma carismatico.

Angel Fernandez Artime

Gioviale, il tratto alla mano del salesiano e una certa fermezza sui temi dottrinali, Angel Fernandez Artime, spagnolo di 64 anni, ha buone capacità di governo e una notevole conoscenza del mondo. Nato da una famiglia di pescatori a Luanco, un paesino delle Asturie, è stato il decimo superiore dei salesiani, il più grande ordine religioso del mondo, visitando ben 120 paesi, dove ha stretto rapporti con molti vescovi di tutto il globo. Oggi è pro-prefetto del dicastero dei religiosi, sopra di lui, per scelta di Francesco, la prima donna prefetta del Vaticano, suor Simona Brambilla.

CONSERVATORI

Peter Erdo

Nei settori moderati e conservatori del collegio cardinalizio c’è chi guarda a lui da tempo come il candidato ideale, l’uomo di Chiesa dalla solida cultura teologica, e ancor più canonistica, capace di riportare ordine e tradizione dopo i dodici anni di terremoto bergogliano. Arcivescovo di Esztergom-Budapest da oltre un ventennio, 72 anni, è stato nominato cardinale da Giovanni Paolo II ed era molto legato a Benedetto XVI. Non ha mai preso le distanze da Viktor Orban. Non ha mai criticato apertamente Francesco, ma non ha condiviso molte delle sue aperture.

Anders Arborelius

E’ conservatore nella dottrina ma abituato a confrontarsi con la modernità che lo circonda in uno dei paesi più secolarizzati del globo. Ha vissuto quasi tutta la vita in Svezia, ed è il primo vescovo autoctono di Stoccolma, nonché il primo cardinale del paese, ma è poliglotta, è alla guida di una Chiesa che vive dell’immigrazione da molti altri paesi, e viaggia spesso a Roma dove è membro di dicasteri-chiave come quello dei Vescovi e il Consiglio per l’economia. Anders Arborelius, carmelitano di 75 anni, è guardato con interesse da cardinali anche molto lontani dalla Scandinavia.

Malcom Ranjith

Per alcuni è ormai troppo anziano, ha 77 anni, e non più in forma per potere essere considerato papabile. Ma come un vecchio leone anche Malcom Ranjith potrebbe rispuntare in un Conclave come la personalità capace di intercettare in particolare i malumori nei confronti del terremoto bergogliano. L’arcivescovo metropolita di Colombo, in Sri Lanka, è una personalità in vista nel continente asiatico, ha una solida esperienza nella Curia romana all’epoca di Wojtyla e Ratzinger, ha mostrato coraggio politico in patria e sarebbe capace di raccogliere i voti conservatori e tradizionalisti.

APERTURISTI

Matteo Maria Zuppi

Romano de Roma, Matteo Zuppi, 69 anni, mescola appartenenze diverse. E’ prete di strada ma è anche il nipote del cardinale Carlo Confalonieri, big della Curia di papa Paolo VI. Unisce un certo spirito sessantottino ad una capacità di navigare tutta democristiana. Sacerdote alla mano, generoso, caloroso nel contatto umano personale, è anche un politico acuto, un manager tutt’altro che ingenuo. Proviene dalla comunità di Sant’Egidio, è stato prete di Trastevere e vescovo ausiliare di Roma prima che Francesco lo nominasse arcivescovo di Bologna e presidente della Cei.

Luis Antonio Gokim Tagle

Oggi è “Papa rosso”, come viene definito il prefetto di Propaganda fide, il dicastero che governa – come un Papa, appunto – tutte le Chiese delle terre di missione. Questo cardinale filippino di 67 anni, stile semplice, ha alle spalle una formazione di spessore e una carriera importante. Viene dal più grande paese cattolico d’Asia, la nonna era cinese, ha studiato teologia e storia a Manila, negli Stati Uniti e a Bologna. E’ stato arcivescovo di Manila dal 2011 al 2020, quando Bergoglio lo chiamò a Roma (arrivò in pieno lockdown) in una delle caselle-chiave della Curia romana.

Jean-Marc Aveline

Jean-Marc Aveline

 (ansa)

Secondo i suoi estimatori ha un po’ la figura di Giovanni XXIII, il Papa dall’aria bonaria che impegnò la Chiesa nella rivoluzione del Concilio vaticano II. Il cardinale Jean-Marc Aveline, 66 anni, arcivescovo di Marsiglia, è l’astro nascente del cattolicesimo francese. Eletto da poco presidente dei vescovi d’Oltralpe, questo teologo di origini popolari è un grande esperto di dialogo interreligioso, in particolare con l’islam, migrazioni e culture del Mediterraneo. Ha accolto Francesco a Marsiglia nel 2023, ha partecipato al doppio sinodo del 2023-2024.

BERGOGLIANI DOC

Mario Grech

(afp)

Ascoltare e cambiare. Ruota attorno a questi due atteggiamenti il percorso umano e spirituale di Mario Grech, 68 anni, maltese, attuale segretario generale del Sinodo. Il porporato ha molto ascoltato ed è molto cambiato nel corso della sua vita e da quando Francesco lo ha chiamato a Roma ha guidato la grande macchina dei sinodi, luogo di confronto tra culture e sensibilità diverse: senza strappi, ma con significative aperture su temi caldi come l’omosessualità, i ministeri per le donne, l’accountability dei vescovi e il coinvolgimento dei laici nella vita della Chiesa.

José Tolentino de Mendonça

(ansa)

Se vale la legge non scritta che vuole che un Papa venga eletto quando ha già settant’anni, o giù di lì, è senz’altro fuori dalla corsa. Ma la personalità gentile e sagace, la vasta cultura e l’abilità amministrativa, la notorietà mondiale e l’esperienza romana rendono comunque José Tolentino de Mendonça, 59 anni, una delle figure più significative del collegio cardinalizio. Porporato e poeta, il prefetto portoghese del dicastero vaticano della Cultura e dell’Educazione è capace di ispirare, di toccare menti e cuori tra i fedeli e oltre il perimetro della cattolicità.

Jean-Claude Hollerich

Che dopo un Papa gesuita – già di per sé un fatto straordinario – venga eletto un altro Papa gesuita andrebbe in pratica contro ogni consuetudine storica ed ecclesiale. Il cardinale Jean-Claude Hollerich, 66 anni, però, di sicuro conterà nel prossimo Conclave, se non come papabile come king maker. Progressista sia sui temi sociali che su quelli morali, arcivescovo del Lussemburgo, relatore generale del Sinodo, membro del C9, il consesso di nove cardinali che hanno coadiuvato il Papa nella riforma della Curia, parla fluentemente italiano, francese, tedesco nonché giapponese.

OUTSIDER

Pierbattista Pizzaballa

(reuters)

E’ il meno italiano dei cardinali italiani, al punto che l’Annuario Pontificio lo annovera tra i porporati asiatici. Pierbattista Pizzaballa, nato 59 anni fa nel Bergamasco, attuale patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha trascorso più della metà della sua vita in Medio Oriente. Esponente di un cattolicesimo tradizionale, per diventare Papa è molto giovane, ma l’uomo ha carisma, credibilità internazionale, e in questi anni ha mostrato coraggio politico e capacità di dialogo, nonché una notevole abilità manageriale (ha gestito con fermezza un buco di bilancio che aveva ereditato).

Fridolin Besungu Ambongo

Nel suo paese è un’autorità sociale oltre che un leader religioso, quasi un contro-potere rispetto a una politica non di rado corrotta. Nella Chiesa Fridolin Besungu Ambongo, 65 anni, cappuccino, è diventato cardinale con Bergoglio, il Pontefice che ha più valorizzato il global south, ma è tutt’altro che un bergogliano doc: è lui che ha capeggiato, temperandola, la rivolta degli episcopati africani contro la benedizione delle coppie omosessuali. Con Bergoglio è però sempre stato leale, sensibile a temi come clima e migrazioni, e si è convertito allo stile sinodale del Papa argentino.

Cristobal Lopez Romero

Europeo ma con una vasta esperienza in America latina e nord Africa, gioviale ma con una ottima capacità di governo, il cardinale Cristobal Lopez Romero, 72 anni, salesiano spagnolo, arcivescovo di Rabat, in Marocco, è fortemente impegnato nella difesa dei diritti dei migranti e nel dialogo con l’islam. E’ stato in Paraguay per venti anni come missionario, poi è stato in Marocco, di nuovo in America latina, ma questa volta in Bolivia, e nel 2017 Francesco lo ha nominato arcivescovo della capitale del Marocco. Carattere gioviale, gran senso dell’umorismo, potrebbe essere la sorpresa che non ti aspetti.

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