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Trump vicino a Macron ma lontano da Zelensky: il risiko dei posti al funerale del Papa

Il cerimoniale detta le posizioni delle 170 delegazioni straniere secondo il criterio dell’ordine alfabetico dei Paesi in lingua francese, come fu per le esequie di Giovanni Paolo II. Il presidente americano potrebbe avere una sedia tra due Stati africani
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L'ordine alfabetico dei Paesi in lingua francese sarà, come fu per le esequie di Giovanni Paolo II nel 2005, il criterio con cui si deciderà la scacchiera dei posti per i big mondiali che arriveranno per assistere ai funerali del Papa. A questo criterio si somma però anche quello dell’importanza del capo delegazione di ogni Paese. E così si comincia a delineare la mappa di chi siede accanto a chi nella lunghissima lista di capi di Stato, re e regine, organizzazioni internazionali e leader spirituali e 170 delegazioni straniere che arriveranno a Roma per l’ultimo saluto a Bergoglio.

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La scacchiera internazionale

Mentre la macchina operativa italiana è al lavoro per garantire l'accoglienza negli aeroporti della capitale, le scorte e tutto quello che riguarda la sicurezza fino al sagrato di San Pietro, varcata quella soglia la partita è in mano al cerimoniale della Santa Sede che definirà i posti a sedere del complicatissimo puzzle internazionale, tra amici e nemici, alleati e belligeranti, storici rivali e nuovi assi.

Trump tra due paesi africani, vicino a Macron ma lontano da Zelensky

Sulla destra del sagrato quindi – dopo i rappresentanti di Italia e Argentina, che dovrebbero avere riservati i primi posti – dovrebbero sedersi i membri delle case reali cattoliche, poi quelle non cattoliche e poi i rappresentanti dei governi delle altre nazioni, disposti appunto in ordine di importanza decrescente del capo delegazione: partendo dai paesi rappresentati da un capo di Stato, poi da un capo di governo, da un ministro e infine da un ambasciatore. Il tutto secondo l’alfabeto francese: il che vuol dire, ad esempio, che gli Stati Uniti saranno alla lettera “E” (États-Unis). Donald Trump – tra i primi ad annunciare la sua presenza con la moglie Melania nel giorno del 55mo compleanno della First Lady – potrebbe dunque sedere tra due Stati africani: Eswatini ed Etiopia. Molto vicino dovrebbe sedersi il presidente francese Emmanuel Macron. Lontano invece l’ucraino Volodymyr Zelensky che ha già fatto sapere di aver chiesto un incontro al capo della Casa Bianca a margine della cerimonia, dopo il fallimentare faccia a faccia di Washington.

I reali: il principe William e Felipe di Spagna

Il Regno Unito sarà rappresentato, secondo tradizione, dall'erede al trono, il principe William, e dal premier Keir Starmer. Per la Germania, il presidente Frank-Walter Steinmeier con il cancelliere uscente Olaf Scholz. Tra gli altri monarchi: il re di Spagna Felipe con la regina Letizia, accompagnati da tre ministri ma senza il premier Pedro Sanchez; i reali del Belgio, Filippo e Matilde, con il primo ministro Bart De Wever; re Carlo XVI Gustavo di Svezia con la consorte Silvia e il premier Ulf Kristersson; il principe ereditario Haakon di Norvegia con la principessa Mette-Marit; e il principe Alberto di Monaco con la moglie Charlène.

Le istituzioni mondiali

In piazza San Pietro ci sarà anche il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, dall'Africa al momento è confermato il presidente di Capo Verde José Maria Neves, mentre dal Cairo è attesa una delegazione di alto livello di Al-Azhar, la più importante istituzione islamica sunnita al mondo. Non è escluso che a rappresentarla sia proprio il grande imam sceicco Ahmed el Tayyeb che in un messaggio di cordoglio ha ricordato "il nostro caro amico Papa Francesco che ha dedicato la sua vita al servizio dell'umanità".

Gli assenti, da Putin a Netanyahu

Gli assenti, per diversi motivi saranno Vladimir Putin che ha deciso di inviare a Roma la ministra della Cultura Olga Lyubimova. Così come l'israeliano Benyamin Netanyahu, anche lui ricercato dalla Corte penale internazionale, ma soprattutto in aperto scontro con papa Francesco, anche da morto, per le sue posizioni sulla guerra a Gaza: ci sarà per Israele solo l'ambasciatore presso la Santa Sede Yaron Sideman che, a dispetto della bufera sui post di cordoglio delle sedi diplomatiche fatti cancellare dal governo, ha retwittato su X il messaggio di condoglianze del presidente Isaac Herzog. Anche la Cina non ha ancora annunciato una propria delegazione ai funerali, ma ha incassato la rinuncia al viaggio del presidente di Taiwan – riconosciuta dal Vaticano – William Lai a favore dell'ex vicepresidente, il cattolico Chen Chien-jen.

Il caso dei Paesi Bassi

Hanno rinunciato i reali olandesi, Guglielmo Alessandro e Maxima, per la concomitanza della data con il Giorno del Re che celebra il compleanno del sovrano. Un piccolo smacco per la regina, che al contrario dei suoi sudditi (tradizionalmente a maggioranza protestante) è cattolica e argentina.

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