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Cardinale Aveline: il pontificato di Francesco “immenso”, portiamo avanti l’eredità del Concilio

(ansa)

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Il cardinale arcivescovo di Marsiglia ieri ha celebrato messa per Bergoglio a San Luigi dei Francesi insieme a Pierre, Bustillo e Hollerich
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Un pontificato «immenso», nel quale papa Francesco «ha realizzato il programma contenuto nel suo nome: Francesco», come il santo di Assisi impegnato per la pace nel mondo, la cura del creato, la fratellanza universale. Giunto a Roma per il Conclave, il cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, ha celebrato messa a San Luigi dei Francesi, ieri sera, insieme ai cardinali Francois-Xavier Bustillo, Christophe Pierre (francesi come lui) e Jean-Claude Hollerich (lussemburghese).

Vedere, ascoltare, toccare

Il porporato, scrutato in questi giorni con attenzione dagli altri cardinali, ha ricordato quello che di Bergoglio diceva un altro grande cardinale francese, Jean-Louis Tauran: «I fedeli sono venuti a Roma per vedere Giovanni Paolo II, l’atleta di Dio, per ascoltare Benedetto XVI, che aveva una parola così fina e precisa, e ora vengono per toccare Francesco, questo fratello e questo padre così vicino e accessibile». Bergoglio, al quale Aveline ha raccontato questo aned…

Un pontificato «immenso», nel quale papa Francesco «ha realizzato il programma contenuto nel suo nome: Francesco», come il santo di Assisi impegnato per la pace nel mondo, la cura del creato, la fratellanza universale. Giunto a Roma per il Conclave, il cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, ha celebrato messa a San Luigi dei Francesi, ieri sera, insieme ai cardinali Francois-Xavier Bustillo, Christophe Pierre (francesi come lui) e Jean-Claude Hollerich (lussemburghese).

Vedere, ascoltare, toccare

Il porporato, scrutato in questi giorni con attenzione dagli altri cardinali, ha ricordato quello che di Bergoglio diceva un altro grande cardinale francese, Jean-Louis Tauran: «I fedeli sono venuti a Roma per vedere Giovanni Paolo II, l’atleta di Dio, per ascoltare Benedetto XVI, che aveva una parola così fina e precisa, e ora vengono per toccare Francesco, questo fratello e questo padre così vicino e accessibile». Bergoglio, al quale Aveline ha raccontato questo aneddoto quando il Papa ha visitato Marsiglia, ne era «molto contento», ha detto il porporato francese.

"Corpo malato e cuore grande”

Aveline ha ricordato in particolare l’ultimo giorno del Papa, a Pasqua, quando Francesco ha voluto dare la benedizione urbi et orbi «con il corpo malato ma con tutta l’anima, con i gesti ridotti ma il cuore grande», e poi è sceso tra i fedeli in jeep perché, «come diceva, il pastore deve essere in mezzo al gregge, davanti al gregge, dietro il gregge». L’arcivescovo di Marsiglia ha ricordato l’impegno del Papa a favore della pace e contro le armi, per i migranti, per l’ambiente.

Preghiera per il Conclave

Aveline ha concluso la messa chiedendo ai fedeli, a nome anche degli altri tre cardinali, una preghiera per «il compito che ci aspetta», ossia il Conclave, affinché i porporati sappiano essere «attenti a quello che lo Spirito ci dice, che sappiamo raccogliere l’eredità del Concilio vaticano II e dei Papi Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco: che lo Spirito ci aiuti a essere altrettanto coraggiosi, fedeli e disponibili».

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