ROMA – Quel giorno arrivò un po’ claudicante, l’aria afflitta, la camicia fuori dai pantaloni, vecchio e stanco Alberto Franceschini era l’ombra del capo fondatore delle Brigate Rosse. Si affossò sulla sedia, tra i muri scrostati del circolo Arci Bellezza di Milano, per un’intervista sui cinquant’anni del terrorismo rosso. «Da ragazzo volevo andare a Cuba, mi sarei cacciato nei casini lo stesso»,…