Si è conclusa la sesta Congregazione dei cardinali in Vaticano in vista del Conclave che inizierà il 7 maggio alle 16.30. I cardinali scendono a 133 dopo il forfait di due porporati assenti per motivi di salute quindi si abbassa quorum per l’elezione a 89 voti. Il cardinale Becciu ha annunciato il suo passo indietro: “Obbedisco a Francesco, non entro in Conclave”.
Continuano le code a Santa Maria Maggiore. La basilica ha aperto le porte ai fedeli per visitare la tomba di papa Francesco alle 7 del mattino. Ieri sera le porte della basilica si sarebbero dovute chiudere alle 19, invece i cancelli sono rimasti aperti quasi fino alle 20. Le transenne che la circondano sono colorate dai fiori e dai disegni che i fedeli hanno lasciato per il pontefice.
Il cardinale di Baghdad: "Il Conclave sarà breve, due o tre giorni"
Conclave, il cardinale di Baghdad: "Sarà breve, due o tre giorni"
Washington Post: “Gli ultraconservatori vogliono un loro Papa”
I cardinali ultraconservatori premono per un loro Papa, segnando quindi un'inversione rispetto alla linea tracciata da Francesco. Lo scrive il Washington Post notando come, nella settimana successiva alla morte del Pontefice, continui a riaffiorare in alcuni ambienti la speranza che il suo successore provenga dall'opposizione tradizionalista a Bergoglio. Ma forse, aggiunge il giornale, “si tratta solo di illusioni”. E le voci su una svolta a destra dopo Francesco riflettono piuttosto “i desideri di una piccola, ma appassionata, devota e rumorosa parte della Chiesa americana”. Dopo aver “sopportato” per oltre un decennio un Papa che alcuni consideravano dannoso per la fede, i conservatori americani pensano che questo possa essere il loro momento. Alcuni ultraconservatori stanno facendo una vera e propria campagna per portare uno di loro al centro delle discussioni sulla successione a Francesco. Tra questi Raymond Burke, vescovo conservatore del Wisconsin e convinto sostenitore della Messa in latino. Dall'Africa due conservatori intransigenti, il cardinale Robert Sarah della Guinea e il cardinale Peter Turkson del Ghana, tra i favoriti della società di scommesse William Hill.
Il cardinale indiano George Jacob Koovakad chiuderà la Sistina
Tutto è pronto per il conclave che prenderà il via dal 7 maggio alle 16,30 e tutti i dettagli sono già messi a punto: sarà il cardinale e arcivescovo cattolico indiano, George Jacob Koovakad, a dare inizio alle votazioni per eleggere il nuovo Papa.
Come si vestiranno i cardinali in Conclave
I cardinali di rito latino indosseranno la veste rossa con la fascia, il rocchetto, la mozzetta, la croce pettorale con cordone rosso e oro, l'anello, lo zucchetto e la berretta; i cardinali delle Chiese Orientali indosseranno l'abito corale loro proprio. Dalla Cappella Paolina, al canto delle Litanie dei Santi, i cardinali elettori si dirigeranno processionalmente alla Cappella Sistina dove, dopo il canto del Veni Creator, pronunceranno il giuramento prescritto.
Il cardinale Re presidierà la messa per l’elezione del Papa
Sarà il cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio, a presiedere la Missa Pro Eligendo Pontifice che verrà celebrata mercoledì 7 maggio alle 10 a San Pietro, subito prima dell’inizio del Conclave.
La lingua ufficiale sarà l’italiano, ma ci saranno gli interpreti
La lingua ufficiale al Conclave sarà l'italiano ma per le Congregazioni dei cardinali "ci saranno gli interpreti". Lo fa sapere il portavoce del Vaticano, Matteo Bruni.
Lunedì pomeriggio ci sarà il giuramento di officiali e addetti
Lunedì 5 maggio alla 17.30, nella Cappella Paolina, avrà luogo il giuramento di riservatezza degli officiali e addetti al Conclave. Si tratta di cerimonieri, confessori, medici e infermieri, addetti agli ascensori del palazzo apostolico, personale addetto ai servizi della mensa e delle pulizie, personale della floreria e dei servizi tecnici, addetti al trasporto, vertici delle guardie svizzere, dei gendarmi e della protezione civile vaticana. Rimangono nel Conclave anche il segretario del collegio cardinalizio e il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie.
Il Conclave inizierà il 7 maggio alle 16.30
Il Conclave inizierà ufficialmente il 7 maggio alle 16.30.
In Vaticano presenti 183 cardinali
I cardinali presenti in Vaticano sono 183 di cui più di 120 sono elettori con meno di 80 anni. Lo rende noto la sala stampa vaticana. Alla congregazione generale di questa mattina, la sesta, sono intervenuti una ventina di porporati.
Don Patriciello: “Penso si continuerà sulla scia di Francesco”
"La domanda che ci facciamo tutti è se si continuerà sulla scia di Francesco? Io penso di sì. Penso che indietro non si torni". A dirlo è padre Maurizio Patriciello, parroco della chiesa del Parco Verde di Caivano, a margine del seminario 'mafie; diritto e società al dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell'Università di Salerno.
"Ogni Papa - prosegue - è innanzitutto un cristiano battezzato, un successore di Pietro, ma è anche un figlio del suo tempo. Sto leggendo adesso l'autobiografia di Francesco, 'Spera', ed è veramente una miniera. Là conosci veramente chi era Francesco o meglio chi è stato Mario Giorgio Bergoglio, che era figlio di emigranti. E si capisce tutta l'attenzione di Francesco per gli immigrati. Quando andiamo a scoprire la storia di ognuno di noi comprendiamo tante cose".
Predicatore ai cardinali: “Smarrimento generalizzato nella chiesa”
"Uno smarrimento generalizzato serpeggia nella Chiesa". L'abate Donato Ogliari stamani in apertura della sesta Congregazione dei cardinali nell'Aula del Sinodo in Vaticano, ha evidenziato una serie di criticità nella Chiesa: "Pensiamo, ad esempio, alla preoccupazione derivante dalla rarefazione delle vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa; pensiamo alla ricerca faticosa di nuovi linguaggi e approcci pastorali che parlino in maniera efficace all'uomo di oggi; pensiamo al ripensamento del modello "parrocchia", al ruolo della donna nella Chiesa; pensiamo al rischio sempre incombente del clericalismo, della burocratizzazione del ministero presbiterale, ma anche dell'iper-attivismo che soffoca la vita spirituale e dissecca il pozzo della preghiera. Anche qui, si potrebbe proseguire nell'elenco delle criticità che attraversano il cammino della Chiesa, ma non è mia intenzione stilare un cahier de doléance, e tanto meno abbandonarci a una sterile autocommiserazione. Anche perché non va dimenticato - e questo ci dà conforto e ci sprona a camminare spediti sulle vie del Vangelo -l'immenso bene che la Chiesa compie a qualsiasi latitudine. Soprattutto, come non rimanere edificati dall'esempio di tanti nostri fratelli e sorelle che vivono in luoghi del pianeta in cui professare la fede cristiana comporta l'ostracismo o addirittura la morte?".
L'abate - nelle meditazioni - ha toccato anche la piaga della pedofilia nella Chiesa: "Per cominciare, molta strada è stata fatta nel prendere coscienza dell'esistenza nel suo seno di quella piaga purulenta rappresentata dagli abusi sessuali, piaga per la quale è stato chiesto perdono e per la quale sono stati messi in campo rimedi atti a debellarla. Ma uno smarrimento generalizzato serpeggia nella Chiesa anche a proposito di altri ambiti della sua vita. Tutto ciò è un segno che la presenza viva del Risorto non cessa di accompagnare la sua Chiesa sui sentieri tortuosi e zigzagati della storia! Ma è anche un segno che in un mondo all'apparenza distratto, indifferente, pieno di egoismo e di contraddizioni, non manca la fame di autenticità, di bellezza, di bontà, di verità".
Ecco chi sono i 135 cardinali votanti
Ecco i 135 votanti al Conclave che inizierà nel pomeriggio del 7 maggio e e dal quale - a detta di molte porpore in tempi brevi -uscirà il 267esimo Pontefice. I 135 principi della Chiesa arrivano da 71 Paesi diversi dei cinque continenti. Nel dettaglio, sono rappresentate 17 nazioni dell'Africa, 15 dell'America, 17 dell'Asia, 18 dell'Europa e 4 dell'Oceania. Da Haiti, il cardinale Chibly Langlois, da Capo Verde Arlindo Furtado Gomes, dalla Repubblica Centrafricana Dieudonné Nzapalainga, dalla Papua Nuova Guinea John Ribat, dalla Malesia Sebastian Francis, dalla Svezia Anders Arborelius, dal Lussemburgo Jean-Claude Hollerich, da Timor Est Virgilio do Carmo da Silva, da Singapore William Seng Chye Goh, dal Paraguay Adalberto Martínez Flores, dal Sudan del Sud Stephen Ameyu Martin Mulla e dalla Serbia Ladislav Nemet. Nella Cappella Sistina si ritroveranno 53 cardinali europei, 37 americani (16 America del Nord, 4 America Centrale, 17 America del Sud), 23 asiatici, 18 africani e 4 australiani.
Il 'baby' elettore è l'australiano Mikola Bychok, 45 anni, il più anziano lo spagnolo Carlos Osoro Sierra, 79 anni. Il cardinale Pietro Parolin (di gennaio 1955), Matteo Zuppi (ottobre 1955). C'è una nutrita schiera di 78enni (compiuti o da fare). Il cardinale Baldo Reina è del 1970. Il cardinale Leo Frank del '71, Rolandas Makrickas del '72. Tra i veterani della Sistina, i 5 cardinali creati da Giovanni Paolo II: il francese Philippe Barbarin, il croato Josip Bozanic, dalla Bosnia ed Erzegovina Vinco Pulic e dal Ghana Peter Turkson. Ventidue i cardinali elettori che hanno ricevuto la berretta cardinalizia da Benedetto XVI; 108 (circa l'80 per cento del totale) quelli creati da papa Francesco.
In Sistina ci saranno anche 33 cardinali da famiglie religiose: la maggioranza è rappresentata dai salesiani, 5 (Charles Maung Bo, Virgilio Do Carmo da Silva, Ángel Fernßndez Artime, Cristóbal López Romero, Daniel Sturla Berhouet); 4 i consacrati dell'Ordine dei frati minori (Luis Cabrera Herrera, Pierbattista Pizzaballa, Jaime Spengler e Leonardo Steiner) e i gesuiti (Stephen Chow Sau-yan, Micheal Czerny, Jean-Claude Höllerich e Ángel Rossi); i francescani conventuali sono 3 (François-Xavier Bustillo, Mauro Gambetti e Dominique Mathieu). In Sistina anche 2 redentoristi (Mykola Bychok e Joseph Tobin) e 2 verbiti (Tarcisio Kikuchu e Ladislav Nemet); poi l'agostiniano Robert Prevost, il cappuccino Fridolin Ambongo Besungu, il carmelitano scalzo Anders Arborelius, il cistercense Orani João Tempesta, il clarettiano Vicente Bokalic Iglic, Gérald Lacroix dell'Istituto secolare Pio X, il lazzarista Berhaneyesus Demerew Souraphiel, il missionario della consolata Giorgio Marengo, il missionario del Sacro Cuore di Gesù John Ribat, lo scalabriniano Fabio Baggio e lo spiritano Dieudonné Nzapalainga.
Conclave: Jean Paul Vesco, il porporato maratoneta che arriva ultimo
Tra i cardinali arrivati alle congregazioni in Vaticano ce n'è uno che corre più degli altri. Zaino grigio in spalla, passo veloce e sorriso sempre stampato in faccia. È il cardinale Jean Paul Vesco, arcivescovo metropolita di Algeri. Vesco, conosciuto anche per la sua passione per l'atletica, è il 'cardinale maratoneta'. Ha un personal best in maratona di 2 ore 52'. Insomma una pastorale di corsa. Vesco è abituato a correre, ma è sempre tra gli ultimi, se non l'ultimo ad arrivare. L'altro giorno, correndo, ha candidamente ammesso di "essere in ritardo", ma non ha perso il suo sorriso.
Becciu: “Ho a cuore il bene della Chiesa, non entro in Conclave ma sono innocente”
«Avendo a cuore il bene della Chiesa, che ho servito e continuerò a servire con fedeltà e amore, nonché per contribuire alla comunione e alla serenità del Conclave, ho deciso di obbedire come ho sempre fatto alla volontà di Papa Francesco di non entrare in Conclave pur rimanendo convinto della mia innocenza».
Cardinali, bocche cucite sul caso Becciu
Bocche cucite dai cardinali - in arrivo in Vaticano alla sesta Congregazione pre Conclave - sul caso del cardinale Angelo Becciu che ieri avrebbe deciso di fare un passo indietro e di non entrare in Sistina per votare il prossimo Papa. Becciu? "Non ne possiamo parlare", sintetizza per tutti il cardinale Raphael Sako, patriarca dei caldei. Il porporato dice di avere già le idee chiare su chi votare e che il Conclave sarà "breve: due, tre giorni". Quindi, descrive l'aria che si respira nelle riunioni: "C'è un'atmosfera fraterna, spirito di responsabilità. Non si può tornare indietro". Il cardinale Arborelius a proposito di Becciu dice: "Vediamo ancora; non conosciamo tutta la storia". Vago anche l'argentino Angel Sisto Rossi: "chiedete a lui. Sta andando tutto bene" mentre Cristoph Schonborn vira sul meteo: "Guardate il cielo, che bel clima".
Al via la sesta congregazione
È iniziata la sesta Congregazione dei cardinali in Vaticano in vista del Conclave che inizierà il 7 maggio. Bocche cucite sul caso Becciu.
Conclave, cardinale Sako: “Ho idee chiare, decisione in due giorni”
Ho le "idee chiare su chi votare" al Conclave che sarà "breve" della durata massima di "due o tre giorni". Così Louis Raphael I Sako, patriarca della Chiesa cattolica caldea, entrando alle Congregazioni in Vaticano. Sako, spera in uno "spirito di responsabilità in continuità con Papa Francesco".
Tomba di papa Francesco, le visite riprendono alle 7
I fedeli che vogliono visitare la tomba di papa Francesco a Santa Maria Maggiore potranno farlo a partire dalle 7 di questa mattina. Ieri sera le porte della basilica si sarebbero dovute chiudere alle 19, invece i cancelli sono rimasti aperti quasi fino alle 20.