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La resa di Becciu: “Obbedisco a Francesco, non sarò al Conclave”

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Il passo indietro dopo giorni di tensione sul cardinale condannato. “Mai preso un euro: io innocente, lo faccio per il bene della Chiesa”
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Città del Vaticano – Avendo a cuore il bene della Chiesa, che ho servito e continuerò a servire con fedeltà e amore, ho deciso di obbedire come ho sempre fatto alla volontà di Papa Francesco di non entrare in Conclave pur rimanendo convinto della mia innocenza». Il cardinale Angelo Becciu il prossimo 7 maggio non sarà nella Cappella Sistina. Lo ha comunicato ufficialmente ieri dopo aver già preso l’impegno lunedì davanti ai cardinali Pietro Parolin e Giovanni Battista Re, incontrati prima di entrare nella Congregazione. Decisive sono state le due lettere che gli sono state mostrate, firmate da Francesco, nelle quali il Papa scriveva esplicitamente che, in virtù da quanto già da lui deciso nel marzo del 2020 dopo lo scandalo dell’acquisto del palazzo inglese, Becciu aveva «perso i diritti connessi al cardinalato». Compreso il diritto di votare in Conclave.

La volontà di papa Francesco era dunque chiara. E, di conseguenza, con ogni probabilità, i cardinali non avrebbero concess…

Città del Vaticano – Avendo a cuore il bene della Chiesa, che ho servito e continuerò a servire con fedeltà e amore, ho deciso di obbedire come ho sempre fatto alla volontà di Papa Francesco di non entrare in Conclave pur rimanendo convinto della mia innocenza». Il cardinale Angelo Becciu il prossimo 7 maggio non sarà nella Cappella Sistina. Lo ha comunicato ufficialmente ieri dopo aver già preso l’impegno lunedì davanti ai cardinali Pietro Parolin e Giovanni Battista Re, incontrati prima di entrare nella Congregazione. Decisive sono state le due lettere che gli sono state mostrate, firmate da Francesco, nelle quali il Papa scriveva esplicitamente che, in virtù da quanto già da lui deciso nel marzo del 2020 dopo lo scandalo dell’acquisto del palazzo inglese, Becciu aveva «perso i diritti connessi al cardinalato». Compreso il diritto di votare in Conclave.

La volontà di papa Francesco era dunque chiara. E, di conseguenza, con ogni probabilità, i cardinali non avrebbero concesso a Becciu di entrare in Conclave: «Come potevamo votare contro la volontà di Francesco?» ripetevano ancora ieri all’uscita della Congregazione generale. Di più: se il cardinale sardo avesse insistito, avrebbe avviato un muro contro muro che «avrebbe fatto male alla Chiesa» e «rovinato la serenità del Conclave» gli avevano ripetuto i cardinali. Anche quelli a lui più vicini, i suoi amici che, non a caso, lunedì non avevano preso la parola per difenderlo. Anzi: gli avevano spiegato che se davvero «avesse voluto continuare a servire con fedeltà e amore» la Chiesa, come aveva sostenuto, l’unica scelta possibile era evitare la conta e autoescludersi dal Conclave. Ed è stato questo il punto fondamentale per convincerlo: non c’è stata una promessa esplicita, ma Becciu spera e si aspetta che dopo questa scelta il prossimo Papa, chiunque sia, lo riabiliti. «E sarebbe giusto. Diventerà come me che ho più di ottant’anni. Un cardinale senza diritto di voto…» diceva ieri pomeriggio un cardinale di peso, rientrando in casa.

Il passo indietro c’è stato, quindi, anche pensando al futuro. Ma questo non toglie che il prelato sardo continui a sentirsi vittima «di un complotto». Dopo la pubblicazione nei giorni scorsi sul Domani e ieri sera alle Iene di alcuni audio che, secondo Becciu, dimostrerebbero la «macchinazione» che ha subito, aveva pensato di poter resistere e dimostrare la sua innocenza. In particolare alcune conversazioni tra il capo della gendarmeria vaticana, Stefano de Santis, e la lobbista Francesca Chaouqui, nelle quali offriva suggerimenti da girare a monsignor Perlasca per la sua testimonianza che sarà poi cruciale per la condanna di Becciu.

«Queste chat confermano la mia convinzione che c’era gente che aveva cercato di indurre il Papa contro di me, che aveva cercato di ingannare il Papa» ha detto il cardinale alle Iene. Per poi rilanciare a più riprese: «Il processo che ho subito non è stato regolare». Sostenendo la sua innocenza e alcune storture, a suo dire, nel dibattimento: «Come fa a cambiare una legge mentre il procedimento è in corso? Come fa il promotore di giustizia a non dare tutto il materiale accusatorio alla difesa?».

Becciu ne fa anche una questione di merito. «I soldi investiti nel palazzo di Londra non erano per i poveri. Perché se fossero stati per i poveri avremmo dovuto lasciarli ai vescovi che investivano nelle loro diocesi. Quei soldi servivano per la Santa Sede che non vive di aria: ci sono quattromila dipendenti con le loro famiglie e i soldi li devi trovare». Ma quel palazzo, gli hanno chiesto le Iene, era il modo giusto? «Ci siamo fidati delle persone sbagliate». «Per me – si è sfogato – sono stati momenti di sofferenza, grande sofferenza. Però nello stesso tempo la mia coscienza è tranquilla, non ho incassato un soldo, non ho favorito familiari, ho lavorato per la Santa Sede e l’intento di quell’investimento era soltanto quello di aiutare la Santa sede»

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