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Caso Resinovich, il tecnico dell’autopsia: “La frattura alla vertebra potrei averla provocata io”

L’uomo si sarebbe spontaneamente presentato agli investigatori per esprimere i propri dubbi. Si tratta dell’ennesima sbavatura investigativa nel giallo della morte della 63enne triestina
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Un errore, l’ennesimo riscontrato nel corso della lunga indagine, rischia nuovamente di rimescolare le carte sul caso Resinovich. A tre anni e mezzo dalla morte della sessantatreenne triestina, che solo qualche mese fa una superperizia ha riconosciuto come vittima di omicidio, salta fuori che una delle fratture rilevate potrebbe essere stata provocata da un tecnico della sala settoria durante l’autopsia.

È stato lui stesso a presentarsi agli investigatori per confessare i propri dubbi e a breve, scrive il quotidiano Il Piccolo, dovrebbe essere formalmente sentito dalla pm Ilaria Iozzi, titolare del fascicolo.

Secondo alcune indiscrezioni, l’uomo avrebbe deciso di parlare dopo il deposito della superperizia che ha rivelato la lesione alla faccetta superiore sinistra della vertebra toracica T2.

Non si tratta di un elemento che potrebbe confutare l’ipotesi che Liliana Resinovich sia stata soffocata, come affermato dalla nuova autopsia effettuata dall’équipe della dottoressa Cristina Cattaneo. Tuttavia il rischio è che la circostanza renda ancor più nebuloso il quadro, proprio adesso che le indagini sembravano aver subito un’accelerazione con l’iscrizione del marito della donna, Sebastiano Visintin, nel registro degli indagati.

L’ipotesi che quella frattura sia stata provocata post mortem era stata avanzata con forza dai legali dell’uomo, convinti che fosse stata provocata al momento dello spostamento del cadavere. In realtà, anche durante le prime ispezioni della salma, la tac non l’avrebbe “vista”. Una circostanza che, almeno sulla carta, potrebbe corroborare la versione del tecnico. Ma da valutare ci sarà anche l’obsolescenza dei mezzi utilizzati durante la prima autopsia, largamente esaminata nella superperizia depositata qualche mese fa.

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