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Viagra, Cialis e gli altri: agli italiani piacciono generici

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L’unica categoria di medicinali dove prevale l’uso degli equivalenti è quella per la disfunzione erettile
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In Italia, soprattutto in farmacia, i medicinali equivalenti, cioè i generici, non sfondano. I cittadini di solito preferiscono il prodotto di marca, che ha lo stesso principio attivo ma porta stampato sulla confezione il brand ed è ovviamente più caro. C’è solo un’importante eccezione, che a guardar bene si trasforma anche in una sorta di spot sull’efficacia dei generici. Riguarda il Viagra, il Cialis e gli altri prodotti contro la disfunzione erettile. Nessun’altra categoria di medicinali vede un così ampio utilizzo degli equivalenti rispetto ai cosiddetti “originator”. Evidentemente gli equivalenti in questo caso non fanno mancare niente dal punto di vista dell’efficacia.

Numeri in controtendenza

I dati sono nell’ultimo rapporto annuale sul 2024 di Egualia, l’associazione di produttori di equivalenti e biosimilari. In questo caso si parla di farmaci di fascia C, cioè con ricetta ma a carico del cittadino. I prodotti per la disfunzione erettile sono passati dalla sanità pubblica, qu…

In Italia, soprattutto in farmacia, i medicinali equivalenti, cioè i generici, non sfondano. I cittadini di solito preferiscono il prodotto di marca, che ha lo stesso principio attivo ma porta stampato sulla confezione il brand ed è ovviamente più caro. C’è solo un’importante eccezione, che a guardar bene si trasforma anche in una sorta di spot sull’efficacia dei generici. Riguarda il Viagra, il Cialis e gli altri prodotti contro la disfunzione erettile. Nessun’altra categoria di medicinali vede un così ampio utilizzo degli equivalenti rispetto ai cosiddetti “originator”. Evidentemente gli equivalenti in questo caso non fanno mancare niente dal punto di vista dell’efficacia.

Numeri in controtendenza

I dati sono nell’ultimo rapporto annuale sul 2024 di Egualia, l’associazione di produttori di equivalenti e biosimilari. In questo caso si parla di farmaci di fascia C, cioè con ricetta ma a carico del cittadino. I prodotti per la disfunzione erettile sono passati dalla sanità pubblica, quindi in fascia A, solo a chi ha problemi particolari, come lesioni midollari. Ebbene, quando si tratta di pagare questo tipo di medicinali, il 73% degli acquirenti non sceglie il prodotto di marca, mentre solo il 27% è ancora affezionato ai brand, come appunto Viagra e Cialis. I numeri sono praticamente opposti rispetto a quelli che riguardano altri farmaci. Ad esempio, scelgono il generico solo il 29% di coloro che acquistano antibiotici, il 4% dei pazienti che prendono analgesici come Aspirina e tachipirina, il 37% di chi ha bisogno di ipnotici, come Valium e Tavor. In generale, nella fascia C il brand stravince e lascia solo briciole di mercato (pochi punti percentuali) al generico.

Il perché di un successo

Ci sono almeno un paio di motivi per i quali i farmaci contro la disfunzione erettile generici hanno tre quarti del mercato. Il primo e più importante riguarda i costi. Ad esempio, 12 compresse rivestite di Cialis da 20 milligrammi costano 170 euro, il generico Tadalafil (dal nome del principio attivo) si trova, a seconda del produttore, sui 65-75 euro. Il Viagra, che come tutti sanno è stato il primo ad essere commercializzato, adesso per volumi di vendita è sceso in seconda posizione. Il prezzo di partenza è più basso ma la differenza tra brand e generico, in percentuale, è simile. Evidentemente in molti scelgono per motivi economici i farmaci equivalenti dimostrando quello che non solo i produttori ma anche i farmacologi dicono ormai da anni: hanno la stessa efficacia di quelli di marca.

Per altri medicinali in fascia C le differenze di prezzo sono inferiori e soprattutto si parte da valori assoluti più bassi (come ad esempio quelli di certi antibiotici). Inoltre, secondo alcuni osservatori, a incidere sulle vendite c’è il fatto che in tantissimi considerino, a torto, quelli contro la disfunzione erettile prodotti “ricreativi” più che medicinali. Provano il generico e si trovano bene, così continuano ad usarlo. E invece vanno presi con grande cautela perché, come tutti i farmaci, hanno controindicazioni.

Il disamore degli italiani per gli equivalenti

Da quando sono stati introdotti sul mercato, i generici non hanno mai sfondato veramente. Ne vengono usati molti negli ospedali, dove sono i reparti e la direzione sanitaria a decidere quali prodotti usare, ma in farmacia si potrebbe fare meglio. Sempre i dati di Egualia dicono che tra i prodotti a brevetto scaduto (la stragrande maggioranza di quelli sul mercato), gli equivalenti rappresentino il 26% e i brand il 74%.

Per comprendere il fenomeno della passione per i farmaci di marca bisogna occuparsi dei prodotti in fascia A, cioè a carico dello Stato. La legge prevede che il sistema pubblico copra il prezzo del generico e che se il cittadino vuole il prodotto di marca, a volte più costoso di pochi euro o addirittura centesimi, deve versare la differenza. In un anno gli italiani spendono ben un miliardo di euro per pagare il prezzo maggiorato dei prodotti brand. E colpisce il fatto che gli esborsi siano soprattutto al Sud, più povero del Centro e soprattutto del Nord, dove i generici quindi vengono usati di meno.

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