Florindo, presidente Ingv: “Ai Campi Flegrei 500 scosse ad aprile. Ma per ora nessuna eruzione”
di Elena DusiIl terremoto di magnitudo 4.4 che ha colpito alle 12: 07 i Campi Flegrei segue quasi 500 scosse registrate ad aprile. “E’ un periodo di sismicità intensa. Subito dopo, alle 12:22, c’è stato un altro sisma 3.5” riferisce Fabio Florindo, che a fine marzo è diventato presidente dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).
Nelle prossime ore i dati sulla magnitudo potrebbero essere rivisti. “Ci aspettiamo che un valore della magnitudo, chiamato magnitudo durata, raggiunga i 4.6” prosegue Florindo. “Sarebbe la stessa intensità della scossa dello scorso 13 marzo”. In tutto, negli ultimi due anni, sei sismi hanno superato la magnitudo 4, un valore che viene percepito nitidamente dalla popolazione e che inizia a creare danni agli edifici.
“L’epicentro di oggi era in mare, anche se vicino alla costa, a una profondità di 3 ch…
Il terremoto di magnitudo 4.4 che ha colpito alle 12: 07 i Campi Flegrei segue quasi 500 scosse registrate ad aprile. “E’ un periodo di sismicità intensa. Subito dopo, alle 12:22, c’è stato un altro sisma 3.5” riferisce Fabio Florindo, che a fine marzo è diventato presidente dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).
Nelle prossime ore i dati sulla magnitudo potrebbero essere rivisti. “Ci aspettiamo che un valore della magnitudo, chiamato magnitudo durata, raggiunga i 4.6” prosegue Florindo. “Sarebbe la stessa intensità della scossa dello scorso 13 marzo”. In tutto, negli ultimi due anni, sei sismi hanno superato la magnitudo 4, un valore che viene percepito nitidamente dalla popolazione e che inizia a creare danni agli edifici.
“L’epicentro di oggi era in mare, anche se vicino alla costa, a una profondità di 3 chilometri” prosegue Florindo. “Siamo sempre nell’area della caldera del vulcano, non ci stupisce che qualche scossa avvenga anche nel golfo. La baia è piuttosto piccola e non ci aspettiamo tsunami, ma abbiamo strumenti per monitorare anche questo rischio”. L’epicentro in mare, al di fuori del centro abitato, ha contribuito ad attutire i danni. L’Ingv ha misurato un risentimento leggero confinato nella zona di Pozzuoli.
Dall’alba di martedì ai Campi Flegrei si sono contate in tutto 21 scosse. Lo stato di allerta per il momento resta giallo. “L’area del vulcano resta in tensione, su questo non ci sono dubbi. Il nostro monitoraggio è continuo” spiega Florindo. Se il 13 marzo la scossa 4.6 era stata preceduta da un’accelerazione del bradisismo, oggi il terremoto è avvenuto in un periodo di sollevamento del suolo attenuato. “A metà marzo il suolo si sollevava di 3 centimetri al mese” prosegue il presidente Ingv. “E’ vero che oggi siamo scesi a 1,5 centimetri, ma non si può certo dire che il bradisismo sia cessato”.
Se il rischio di scosse resta vivo, l’Ingv non nota segnali di un’eruzione imminente del vulcano dei Campi Flegrei. “L’ultima eruzione nel 1538 è stata preceduta da un sollevamento del suolo di 14 metri registrato nei due secoli precedenti. Il risveglio di un vulcano si accompagna a un bradisismo di tutt’altra portata rispetto a quello che vediamo oggi, a fenomeni sismici più intensi e costanti dell’attuale e a modificazioni della chimica delle acque e dei gas che risalgono dal sottosuolo”.
Il magma secondo l’Ingv resta per ora confinato alle profondità dei Campi Flegrei. Da sotto preme sulla superficie di Pozzuoli, causando continue fratture e quindi sismi. “I nostri studi suggeriscono che la camera magmatica è situata a 8 chilometri di profondità. C’è qualcuno che parla di 4 chilometri. Gli sciami sismici potrebbero essere causati o dalla pressione dei gas che penetrano nelle rocce o da piccole quantità di magma che si infiltrano in superficie. In nessuno dei due casi possiamo parlare dei prodromi di un’eruzione”.
Sabato scorso il ministero della Ricerca ha finanziato l’Ingv con 6 milioni per il potenziamento del monitoraggio dei Campi Flegrei. “Installeremo degli strumenti per il monitoraggio della deformazione del suolo che si chiamano clinometri, delle boe in mare per controllare le deformazioni dei fondali, useremo le fibre ottiche come sensori sismici e allestiremo delle stazioni sismiche in alcuni pozzi profondi per evitare le vibrazioni causate dalla presenza dei centri abitati”.