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“Venduti ai libici per meno di una capra”: la denuncia dei migranti soccorsi in mare dalla Tunisia

(ansa)

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Il racconto dei profughi approdati in Italia a bordo della Ocean Viking: le persone intercettate dalle motovedette di Tunisi cedute in cambio di pochi euro a bande di trafficanti
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"Sono stato soccorso in mare da una motovedetta tunisina e poi mi hanno venduto ai libici per meno di una capra". Nella sua nettezza è raccapricciante il racconto di Charles, uno dei migranti appena approdato in Italia a bordo della Ocean Viking. E conferma che i migranti intercettati in mare e riportati indietro dalla Guardia costiera libica, ma anche da quella tunisina, finiscono di nuovo nelle mani delle milizie libiche e dei trafficanti.

Attraverso il confine nel deserto, le persone intercettate in mare dalle autorità di Tunisi sarebbero state vendute a bande di trafficanti libiche. “La polizia tunisina ci ha venduto a rapitori, a banditi libici”, ha detto Charly, un pittore del Camerun. “Il prezzo di vendita era di 150 dinari (circa 25 euro), meno del prezzo di una capra”.

Charly è stato intercettato per la prima volta al largo della Tunisia dopo aver tentato di raggiungere Lampedusa in barca. “Ci hanno trasportato su questi autobus dove non c’erano posti a sedere. Quando siamo a…

"Sono stato soccorso in mare da una motovedetta tunisina e poi mi hanno venduto ai libici per meno di una capra". Nella sua nettezza è raccapricciante il racconto di Charles, uno dei migranti appena approdato in Italia a bordo della Ocean Viking. E conferma che i migranti intercettati in mare e riportati indietro dalla Guardia costiera libica, ma anche da quella tunisina, finiscono di nuovo nelle mani delle milizie libiche e dei trafficanti.

Attraverso il confine nel deserto, le persone intercettate in mare dalle autorità di Tunisi sarebbero state vendute a bande di trafficanti libiche. “La polizia tunisina ci ha venduto a rapitori, a banditi libici”, ha detto Charly, un pittore del Camerun. “Il prezzo di vendita era di 150 dinari (circa 25 euro), meno del prezzo di una capra”.

Charly è stato intercettato per la prima volta al largo della Tunisia dopo aver tentato di raggiungere Lampedusa in barca. “Ci hanno trasportato su questi autobus dove non c’erano posti a sedere. Quando siamo arrivati nel deserto, abbiamo visto i pick-up libici e i tunisini ci hanno venduto a rapitori, a banditi libici”.

Anche Ivanna, 26 anni, sarebbe stata venduta dalla polizia tunisina ai libici. “Siamo arrivati in un posto dove c’era scritto «centro di deportazione». Erano uomini armati provenienti dalla Libia. Ci hanno caricato su un camion con la scritta «polizia»”. Le testimonianze come quelle di Charly e Ivanna – denuncia Sos Mediterraneee – “sono in linea con i risultati di altre indagini, che evidenziano il diretto coinvolgimento delle autorità tunisine nella vendita e nel trasferimento forzato di migranti a gruppi armati in Libia”.

Queste testimonianze trovano riscontro anche in una comunicazione diffusa dall’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nell’ottobre 2024, in cui venivano espresse gravi preoccupazioni per le numerose segnalazioni ricevute riguardo alla vendita di migranti, rifugiati e richiedenti asilo da parte delle forze di sicurezza tunisine a gruppi armati non statali attivi in Libia.

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