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Intronizzazione e prima messa, i grandi del mondo per Leone

(reuters)

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E Prevost modifica in chiave sinodale la promessa dell’obbedienza: a farla non cardinali ma rappresentanti di tutto il “popolo di Dio”
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Donald Trump questa volta non dovrebbe esserci. Il presidente degli Stati Uniti ha partecipato ai funerali di papa Francesco il 26 aprile, fu l’occasione per un colloquio organizzato all’ultimo minuto con Volodimyr Zelensky, due sedie nella solenne cornice della basilica di San Pietro, ma in Vaticano non è atteso alla messa di inizio pontificato del primo Papa statunitense della storia, da una settimana lo statunitense più importante del mondo (in realtà Robert Francis Prevost ha doppia cittadinanza, statunitense e peruviana). Il presidente ucraino, lui, potrebbe esserci, in meno di una settimana ha ringraziato il Pontefice già due volte per i suoi sforzi di pace.

Il via al pontificato

Leone XIV domenica celebra la messa di inizio pontificato – un tempo si chiamava messa di “intronizzazione” – alle 10 in piazza San Pietro. È qui che il vescovo di Roma indossa il pallio e l’anello del pescatore, è in questo momento che prende ufficialmente avvio il suo regno, che in realtà è iniziato c…

Donald Trump questa volta non dovrebbe esserci. Il presidente degli Stati Uniti ha partecipato ai funerali di papa Francesco il 26 aprile, fu l’occasione per un colloquio organizzato all’ultimo minuto con Volodimyr Zelensky, due sedie nella solenne cornice della basilica di San Pietro, ma in Vaticano non è atteso alla messa di inizio pontificato del primo Papa statunitense della storia, da una settimana lo statunitense più importante del mondo (in realtà Robert Francis Prevost ha doppia cittadinanza, statunitense e peruviana). Il presidente ucraino, lui, potrebbe esserci, in meno di una settimana ha ringraziato il Pontefice già due volte per i suoi sforzi di pace.

Il via al pontificato

Leone XIV domenica celebra la messa di inizio pontificato – un tempo si chiamava messa di “intronizzazione” – alle 10 in piazza San Pietro. È qui che il vescovo di Roma indossa il pallio e l’anello del pescatore, è in questo momento che prende ufficialmente avvio il suo regno, che in realtà è iniziato con l’accettazione dell’elezione in Conclave. Papa Leone farà un giro in auto scoperta tra i fedeli prima della messa, scenderà con i patriarchi delle Chiese orientali al sepolcro di San Pietro, a fine messa saluterà le circa 200 delegazioni. Sono attesi 250 mila fedeli.

Dagli Usa e dal Perù

Il parterre delle autorità, che siederà sulla desta del sagrato, è una mappatura della geopolitica mondiale. Torna a Roma dopo meno di un mese J.D. Vance: il numero due della Casa Bianca, convertito al cattolicesimo pochi anni fa fece visita a papa Francesco il giorno prima della sua morte, rappresenterà gli Stati Uniti, forse insieme al segretario di Stato Marco Rubio, anch’egli cattolico. L’altra patria del nuovo Papa, il Perù, ci sarà con la presidente Dina Boluarte: il suo viaggio è stato autorizzato da un voto del Parlamento, che le aveva negato la partecipazione ai funerali di Francesco, lei ha invitato ad accompagnarla anche il presidente del Parlamento, Eduardo Salhuana, e la presidente della Corte suprema, Janet Tello Gilardi, la quale però ha declinato l’invito.

Parterre geopolitico

Alla messa di papa Leone ci saranno il presidente Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il primo ministro francese Francois Bayrou e, fresco di incarico, il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Sarà presente il premier canadese Mark Carney, anch’egli insediato da poco, e sono attesi il presidente argentino Javier Milei, il premier australiano Anthony Albanese, il presidente libanese Joseph Aoun, eletto a inizio anno dopo uno stallo di tre anni. Non era venuto ai funerali di Francesco, col quale aveva avuto qualche dissapore, sarà invece alla messa del suo successore il presidente israeliano Isaac Herzog, la Palestina sarà rappresentata dal capo del comitato presidenziale per le questioni delle Chiese Ramzi Khouri. Taiwan manderà l’ex premier Chen Chien-jen, cattolico, e ci saranno poi diversi reali, a partire da Felipe VI di Spagna e il principe Alberto di Monaco. Sulla sinistra del sagrato ci saranno i rappresentanti di altre fedi e religioni, il patriarca di Constantinopoli Bartolomeo in questi giorni formalizzarerà l’invito al Papa a Nicea per l’anniversario del Concilio del 325.

“Il popolo di Dio”

Leone XIV ha introdotto una modifica procedurale rilevante: a presentare obbedienza al nuovo Papa non saranno, infatti, «una rappresentanza dei cardinali», come era in passato, ma «dodici rappresentanti di tutte le categorie del popolo di Dio, provenienti da varie parti della terra». Una svolta sinodale al debutto del suo pontificato.

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