✕

Leone XIV: “Il Papa non è un condottiero solitario, la Chiesa apra le braccia al mondo”

(afp)

Ascolta l'audio

Messa di inizio pontificato: “Sono stato scelto senza meriti, offriamo a tutti l’amore di Dio, perché si realizzi quell’unità che non annulla le differenze”. Applausi per papa Francesco
3 minuti di lettura


Il Papa non è “un condottiero solitario o un capo posto al di sopra degli altri” ma serve “la fede dei fratelli, camminando insieme a loro”. Leone XIV traccia i contorni del suo ministero nella messa solenne per l’inizio del pontificato che ha celebrato sul sagrato di San Pietro dinanzi ai leader mondiali e a una folla di persone che riempie il colonnato berniniano e tutta via della Conciliazione. Robert Francis Prevost ha invitato i fedeli a costruire una Chiesa “segno di unità”, che “apre le braccia al mondo, che annuncia la Parola, che si lascia inquietare dalla storia, e che diventa lievito di concordia per l’umanità“.

“Scelto senza merito”

“Sono stato scelto senza alcun merito e, con timore e tremore, vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia”, ha detto il nuovo Papa nell’omelia tra gli applausi, “camminando con voi sulla via dell’amore di Dio, che ci vuole tutti uniti in un’unica famiglia. Amore e unità: queste sono le due dimensio…


Il Papa non è “un condottiero solitario o un capo posto al di sopra degli altri” ma serve “la fede dei fratelli, camminando insieme a loro”. Leone XIV traccia i contorni del suo ministero nella messa solenne per l’inizio del pontificato che ha celebrato sul sagrato di San Pietro dinanzi ai leader mondiali e a una folla di persone che riempie il colonnato berniniano e tutta via della Conciliazione. Robert Francis Prevost ha invitato i fedeli a costruire una Chiesa “segno di unità”, che “apre le braccia al mondo, che annuncia la Parola, che si lascia inquietare dalla storia, e che diventa lievito di concordia per l’umanità“.

“Scelto senza merito”

“Sono stato scelto senza alcun merito e, con timore e tremore, vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia”, ha detto il nuovo Papa nell’omelia tra gli applausi, “camminando con voi sulla via dell’amore di Dio, che ci vuole tutti uniti in un’unica famiglia. Amore e unità: queste sono le due dimensioni della missione affidata a Pietro da Gesù”. Dopo il giro tra i fedeli in piazza San Pietro e lungo tutta via della Conciliazione, la celebrazione è iniziata dinanzi al sepolcro di San Pietro, nelle grotte vaticane, poi il vescovo di Roma è risalito insieme ai patriarchi orientali sul sagrato della basilica vaticana dove ha presieduto la cerimonia che marca ufficialmente l’inizio del pontificato.

Non condottiero ma fratello

Pietro, ha detto il Papa statunitense-peruviano, “deve pascere il gregge senza cedere mai alla tentazione di essere un condottiero solitario o un capo posto al di sopra degli altri, facendosi padrone delle persone a lui affidate”, ha detto citando la prima lettera di Pietro, “al contrario, a lui è richiesto di servire la fede dei fratelli, camminando insieme a loro: tutti, infatti, siamo costituiti pietre vive, chiamati col nostro battesimo a costruire l’edificio di Dio nella comunione fraterna, nell’armonia dello Spirito, nella convivenza delle diversità”.

No alla propaganda religiosa

Ai discepoli che Gesù ha fatto “pescatori di uomini”, ha detto il nuovo Papa, tocca “gettare sempre e nuovamente la rete per immergere nelle acque del mondo la speranza del Vangelo, navigare nel mare della vita perché tutti – ha sottolineato – possano ritrovarsi nell’abbraccio di Dio”. Non si tratta mai, ha precisato, “di catturare gli altri con la sopraffazione, con la propaganda religiosa o con i mezzi del potere, ma si tratta sempre e solo di amare come ha fatto Gesù”. Il “primo grande desiderio” di Papa Leone è “una Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato. In questo nostro tempo”, ha detto il Pontefice agostiniano, “vediamo ancora troppa discordia, troppe ferite causate dall’odio, dalla violenza, dai pregiudizi, dalla paura del diverso, da un paradigma economico che sfrutta le risorse della Terra ed emargina i più poveri. E noi”, ha detto Leone, “vogliamo essere, dentro questa pasta, un piccolo lievito di unità, di comunione, di fraternità”.

“Unità che non annulla le differenze”

Questa, ha detto Prevost, “è la strada da fare insieme, tra di noi ma anche con le Chiese cristiane sorelle, con coloro che percorrono altri cammini religiosi, con chi coltiva l’inquietudine della ricerca di Dio, con tutte le donne e gli uomini di buona volontà, per costruire un mondo nuovo in cui regni la pace. Questo”, ha proseguito, “è lo spirito missionario che deve animarci, senza chiuderci nel nostro piccolo gruppo né sentirci superiori al mondo; siamo chiamati a offrire a tutti l’amore di Dio, perché si realizzi quell’unità che non annulla le differenze, ma valorizza la storia personale di ciascuno e la cultura sociale e religiosa di ogni popolo”.

Il ricordo di Francesco

Il Papa ha ricordato la morte del suo predecessore, papa Francesco, che “ha riempito di tristezza il nostro cuore e, in quelle ore difficili”, ha detto il nuovo Papa tra gli applausi della piazza, “ci siamo sentiti come quelle folle di cui il Vangelo dice che erano come pecore senza pastore”. Solo un accenno alle dinamiche delle congregazioni generali dei cardinali e del Conclave: “Accompagnati dalla vostra preghiera, abbiamo avvertito l’opera dello Spirito Santo, che ha saputo accordare i diversi strumenti musicali, facendo vibrare le corde del nostro cuore in un’unica melodia”, ha assicurato il nuovo Papa.

Lievito di concordia per l’umanità

Papa Leone XIV ha concluso l’omelia citando Leone XIII e la sua nota enciclica sociale Rerum Novarum: se la carità di Dio, che rende gli uomini fratelli, “prevalesse nel mondo, non cesserebbe subito ogni dissidio e non tornerebbe forse la pace?”. “Con la luce e la forza dello Spirito Santo”, ha detto papa Prevost, “costruiamo una Chiesa fondata sull’amore di Dio e segno di unità, una Chiesa missionaria, che apre le braccia al mondo, che annuncia la Parola, che si lascia inquietare dalla storia, e che diventa lievito di concordia per l’umanità. Insieme, come unico popolo, come fratelli tutti, camminiamo incontro a Dio e amiamoci a vicenda tra di noi”.

Leggi i commenti