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Cardinale Czerny: “Abbiamo scelto bene, sono certo che Bergoglio sarebbe contento di Leone”

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“Un Papa eredita sempre quello che il suo predecessore ha fatto e lo porta avanti a modo suo. In questo senso c’è continuità e innovazione”
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Francesco sarebbe contento di Leone. Ne è convinto il cardinale Michael Czerny, gesuita come Bergoglio, prefetto del Dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, che sottolinea come il nuovo Papa intenda coinvolgere maggiormente nel suo governo i cardinali e i vescovi.

Cosa ha pensato quando il Papa ha detto di essere stato eletto “senza alcun merito”?

«È ovviamente un’espressione di umiltà, ma è anche un modo di riconoscere il mistero della sua elezione, che è il mistero dell’elezione di ogni Papa, e che avviene grazie allo Spirito Santo. Non c’è ovvia correlazione tra gli sforzi e i risultati».

Leone ha detto: il Papa non è un “condottiero solitario” ma cammina con i fratelli: Sinodo significa “camminare insieme” «Esatto, penso che abbia espresso il concetto di Sinodo, e penso che sia interessante non usare sempre il termine Sinodo, che molti non sono sicuri di cosa significhi, ma altre espressioni meglio comprensibili. Credo che il Papa abbia segnalato la sua intenzione di v…

Francesco sarebbe contento di Leone. Ne è convinto il cardinale Michael Czerny, gesuita come Bergoglio, prefetto del Dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, che sottolinea come il nuovo Papa intenda coinvolgere maggiormente nel suo governo i cardinali e i vescovi.

Cosa ha pensato quando il Papa ha detto di essere stato eletto “senza alcun merito”?

«È ovviamente un’espressione di umiltà, ma è anche un modo di riconoscere il mistero della sua elezione, che è il mistero dell’elezione di ogni Papa, e che avviene grazie allo Spirito Santo. Non c’è ovvia correlazione tra gli sforzi e i risultati».

Leone ha detto: il Papa non è un “condottiero solitario” ma cammina con i fratelli: Sinodo significa “camminare insieme” «Esatto, penso che abbia espresso il concetto di Sinodo, e penso che sia interessante non usare sempre il termine Sinodo, che molti non sono sicuri di cosa significhi, ma altre espressioni meglio comprensibili. Credo che il Papa abbia segnalato la sua intenzione di vivere la sua relazione con i cardinali e i vescovi in un modo più esplicito e intenso, che è quello che molti partecipanti alle congregazioni generali hanno pensato e detto».

C’è stato un grande applauso in piazza San Pietro quando Leone ha ricordato la figura di Francesco: cosa sarà della sua eredità?

«Un Papa eredita sempre quello che il suo predecessore e tutti i suoi predecessori hanno fatto, si sono sforzati di realizzare, hanno insegnato, e lo porta avanti a modo suo. In questo senso c’è sempre sia continuità che innovazione. Sono convinto che le priorità di Francesco saranno sviluppate e portate avanti da Leone».

Leone ha parlato chiaramente di Gaza: qualcuno pensava che sulla politica estera il Papa americano avrebbe avuto posizioni diverse…

«Non è un Papa americano, è un Papa che viene dalle Americhe. Non penso che il suo punto di riferimento sia la politica estera americana, così come Francesco non ha trattato l’Argentina come una priorità particolare. Leone è il Santo Padre e ha ampiezza di esperienza».

Il Papa ha parlato dell’unità della Chiesa sottolineando che l’unità “non annulla le differenze”: è importante questa sottolineatura?

«Molto. C’è chi propugna l’unità pensando che le proprie preferenze e priorità dovrebbero essere quelle di tutti. Ma unità non è uniformità, e questo è fondamentale nella vita di una Chiesa che esiste in ogni cultura e ogni Paese. È la Santa Romana Chiesa, non una Chiesa universale latina, una Chiesa universale bianca o una Chiesa universale del primo mondo».

Leone sembra una personalità molto serena, ma lo abbiamo anche visto commuoversi: che ci attendiamo? Un uomo di sorprese?

«Se con il termine sorpresa si fa riferimento a Francesco, che effettivamente avviava processi sorprendenti, direi che papa Leone porterà a termine questi processi, li svilupperà, li stimolerà, li gestirà, li accompagnerà. Penso che per lo Spirito i processi lanciati da Francesco debbano essere portati avanti: non ripetuti, ma portati avanti, che è quel che Leone farà”.

“Morto un Papa se ne fa un altro” è più di una battuta: Francesco è morto meno di un mese fa, Leone è già a suo agio a essere Papa. Non fa impressione?

«Sì, enorme. Abbiamo vissuto un mese che sembra un anno. È stata un’esperienza incredibile. Penso che dal momento in cui Francesco è morto fino a oggi, noi e l’intera Chiesa siamo stati portati dal fiume della tradizione: la tradizione non devi inventarla, non ti devi preoccupare, non devi spendere energie a discuterla. Quando sei nel fiume non ti occupi del fiume, è già lì che scorre. E all’interno di questa tradizione noi cardinali abbiamo dato tutto noi stessi, non ho visto nessuno assente o distratto o annoiato. Grazie allo Spirito Santo abbiamo raggiunto questo risultato. Merito della tradizione, merito di una straordinaria creatività, apertura, sensibilità verso lo Spirito, fatta collettivamente, insieme».

Papa Francesco sarebbe contento di Papa Leone?

«Sì, non ho alcun dubbio».

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