Cronaca

Dl Albania, scontro tra giudici: Roma sconfessa la Cassazione su trattenimento migranti a Gjader

Dl Albania, scontro tra giudici: Roma sconfessa la Cassazione su trattenimento migranti a Gjader

Per la Corte di Appello la decisione della Corte “non prende in considerazione la direttiva europea sulle procedure d'asilo”: così rimanda in Italia un ghanese

1 minuti di lettura

Non solo giudici contro governo. Adesso sul disegno di legge Albania, che regola il trasferimento e il trattenimento nel centro per migranti di Gjader, è braccio di ferro anche tra giudici.

La Corte d'appello di Roma, con un provvedimento depositato ieri a firma della consigliera Cecilia Cavaceppi, ha infatti deciso di non conformarsi ad una recentissima pronuncia della Cassazione che riteneva legittimo il trattenimento in Albania anche degli irregolari in attesa di espulsione che richiedono asilo, e ha deciso di non convalidare il trattenimento di un ghanese che dunque adesso dovrà essere liberato e riportato in Italia.

Una pronuncia "unica e isolata che non prende in considerazione la direttiva europea sulle procedure d'asilo" la definisce la giudice Cavaceppi motivando così la sua decisione di non conformarsi alla sentenza dell'atto maggio della Corte di Cassazione.

Sentenza che il governo aveva salutato con grande favore ritenendo così di aver scongiurato la possibilità che tutti i migranti irregolari in attesa di espulsione portati a Gjader vengano uno alla volta liberati e ricondotti in Italia se chiedono asilo.

Secondo la giudice Cavaceppi, questo è però inevitabile: secondo la sua interpretazione il protocollo Italia-Albania e le norme in vigore consentono il trattenimento a Gjader solo di richiedenti asilo da sottoporre alle procedure accelerate di frontiera (dunque quelli provenienti da Paesi sicuri e appena soccorsi in mare) o di irregolari destinatari di un provvedimento di espulsione.

Nel caso in cui, però, come quello preso in esame, il migrante decide di presentare richiesta di asilo non è più rimpatriabile fino a quando la sua domanda verrà esaminata e anche per tutto il tempo di un eventuale ricorso. Periodo in cui ha diritto a rimanere sul territorio italiano, come costituzionalmente previsto anche per le garanzie del diritto di difesa. E Gjader, scrivono i giudici della Corte d'appello di Roma contestando anche l'equiparazione del cpr albanese a quelli italiani, non è Italia.

I commenti dei lettori