Cronaca

Migranti, altri cinque rimpatri in Albania. La Cassazione: “Gjader come i Cpr italiani”

29/01/2025. Presso il centro di permanenza temporanea a Gjader, in Albania, sono stati portati 44 dei 49 migranti arrivati in Albania (28/01/2025) con la nave militare Cassiopea, per espletare le procedure accelerate di frontiera. Nella foto  Una parte del centro..
29/01/2025. Presso il centro di permanenza temporanea a Gjader, in Albania, sono stati portati 44 dei 49 migranti arrivati in Albania (28/01/2025) con la nave militare Cassiopea, per espletare le procedure accelerate di frontiera. Nella foto Una parte del centro.. (agf)

Per i giudici i richiedenti asilo possono essere trattenuti nel paese straniero in attesa che la loro domanda venga esaminata

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ROMA – Cinque nuovi rimpatri dal centro di Gjader e 22 da altri Cpr italiani, annuncia su X il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi dando seguito a quanto detto nei giorni scorsi in Parlamento dalla premier Giorgia Meloni tracciando un primo bilancio dei rimpatri effettivi dei migranti irregolari detenuti in Albania, il 20 %. Che tradotto in numeri assoluti equivale a 9 rimpatri in tutto, una cifra irrisoria a fronte di una spesa ingente per rimandare nei Paesi d'origine immigrati già trattenuti in Italia, poi mandati in Albania e quindi riportati in Italia prima del rimpatrio effettivo.

Un via vai continuo di navi aumentato anche dal rientro fin qui disposto dai giudici di ben 14 migranti che una volta portati a Gjader hanno fatto richiesta d'asilo e che, a norma di protocollo Italia-Albania, non possono rimanere a Gjader.

La nuova sentenza della Cassazione

Adesso però, a frenare questo nuovo capitolo del braccio di ferro tra governo e giudici, arriva una sentenza della Cassazione che equipara di fatto Gjader a un qualsiasi Cpr in territorio italiano e ritiene che i migranti richiedenti asilo possano comunque essere trattenuti in Albania in attesa che la loro domanda, il più delle volte bocciata perché ritenuta strumentale, venga esaminata. Un intervento in questo senso era comunque già stato previsto dalla maggioranza di governo con un emendamento al Decreto Albania presentato da Fratelli d'Italia.

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