Papa Leone XIV torna a fare appello per Gaza e per l’Ucraina nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro. Nella Striscia, ha sottolineato Prevost, “si leva sempre più intenso al cielo il pianto delle mamme e dei papà che stringono a sé i corpi senza vita dei bambini”.
Appello per Ucraina e Gaza
“In questi giorni”, ha detto il Papa, “il mio pensiero va spesso al popolo ucraino, colpito da nuovi gravi attacchi ai civili e alle infrastrutture: assicuro la mia vicinanza e la mia preghiera per tutte le vittime, in particolare per i bambini e le famiglie, e rinnovo con forza l’appello a fermare la guerra e sostenere ogni iniziativa di dialogo e di pace. Chiedo a tutti di unirsi nella preghiera per la pace in Ucraina e ovunque si soffre per la guerra. Dalla Striscia di Gaza”, ha proseguito Prevost, “si leva sempre più intenso al cielo il pianto delle mamme e dei papà che stringono a sé i corpi senza vita dei bambini e che sono continuamente costretti a spostarsi alla ricerca di un p…
Papa Leone XIV torna a fare appello per Gaza e per l’Ucraina nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro. Nella Striscia, ha sottolineato Prevost, “si leva sempre più intenso al cielo il pianto delle mamme e dei papà che stringono a sé i corpi senza vita dei bambini”.
Appello per Ucraina e Gaza
“In questi giorni”, ha detto il Papa, “il mio pensiero va spesso al popolo ucraino, colpito da nuovi gravi attacchi ai civili e alle infrastrutture: assicuro la mia vicinanza e la mia preghiera per tutte le vittime, in particolare per i bambini e le famiglie, e rinnovo con forza l’appello a fermare la guerra e sostenere ogni iniziativa di dialogo e di pace. Chiedo a tutti di unirsi nella preghiera per la pace in Ucraina e ovunque si soffre per la guerra. Dalla Striscia di Gaza”, ha proseguito Prevost, “si leva sempre più intenso al cielo il pianto delle mamme e dei papà che stringono a sé i corpi senza vita dei bambini e che sono continuamente costretti a spostarsi alla ricerca di un po’ di cibo e di un riparo più sicuro dai bombardamenti. Ai responsabili rinnovo l’appello per il cessate il fuoco, siano liberati tutti gli ostaggi e si rispetti integralmente il diritto umanitario”.
Cristiani e umani
"La vita è fatta di incontri, e in questi incontri veniamo fuori per quello che siamo”, ha detto Robert Francis Prevost. “Ci troviamo davanti all’altro, davanti alla sua fragilità e alla sua debolezza e possiamo decidere cosa fare: prendercene cura o fare finta di niente”, ha proseguito il Papa: “Prima che una questione religiosa, la compassione è una questione di umanità! Prima di essere credenti, siamo chiamati a essere umani”.
Il buon samaritano
Il Papa ha incentrato la catechesi sul racconto evangelico del “buon samaritano”, che, a differenza di un sacerdote e di un levita che vanno di fretta, si ferma a soccorrere un uomo che giace per strada dopo essere stato derubato e malmenato: “È proprio la fretta, così presente nella nostra vita, che molte volte ci impedisce di provare compassione. Chi pensa che il proprio viaggio debba avere la priorità, non è disposto a fermarsi per un altro”, ha detto il Papa. “Cari fratelli e sorelle, quando anche noi saremo capaci di interrompere il nostro viaggio e di avere compassione? Quando avremo capito che quell’uomo ferito lungo la strada rappresenta ognuno di noi. E allora la memoria di tutte le volte in cui Gesù si è fermato per prendersi cura di noi ci renderà più capaci di compassione. Preghiamo, dunque, affinché possiamo crescere in umanità, così che le nostre relazioni siano più vere e più ricche di compassione”.