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Dalla Siberia a Roma, il corso di inglese mai fatto e il sogno di una famiglia

(ansa)

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Un altro mistero: sull’isola non ha frequentato alcuna lezione ma parlava la lingua benissimo. La bimba forse nata prematura
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Tatiana, sua madre: «I tatuaggi sono i suoi. Quella ragazza è mia figlia». Anna, una sua amica: «Voleva soltanto essere felice. E lo sarebbe stata, nella sua vita con Andromeda». La ragazza di Villa Pamphili ha smesso ieri mattina di essere un fantasma. Le hanno dato un sorriso, una vita, dei sogni e una vita declinata al futuro. E ha cominciato così a essere soltanto quello che è: una vittima innocente. Mentre l’Fbi comunicava alla Polizia che «Anastasia Trofimova, nata a Omsk, (Federazione Russa) il 21/09/1996” era la madre di “Andromeda Ford”, nata a Malta, il 14 giugno del 2024», così come il loro probabile assassino Francis Kaufmann le aveva registrate all’ambasciata americana,avviando le procedure per far ottenere la cittadinanza a sua figlia. Tatiana Zemliakova, a madre di Anastasia mostrava tra le lacrime ai giornalisti di Chi l’ha visto la fotografia dei tatuaggi di sua figlia. Gli stessi della ragazza di Villa Pamphili. «E’ lei, è Anastasia» diceva.

Tatiana, sua madre: «I tatuaggi sono i suoi. Quella ragazza è mia figlia». Anna, una sua amica: «Voleva soltanto essere felice. E lo sarebbe stata, nella sua vita con Andromeda». La ragazza di Villa Pamphili ha smesso ieri mattina di essere un fantasma. Le hanno dato un sorriso, una vita, dei sogni e una vita declinata al futuro. E ha cominciato così a essere soltanto quello che è: una vittima innocente. Mentre l’Fbi comunicava alla Polizia che «Anastasia Trofimova, nata a Omsk, (Federazione Russa) il 21/09/1996” era la madre di “Andromeda Ford”, nata a Malta, il 14 giugno del 2024», così come il loro probabile assassino Francis Kaufmann le aveva registrate all’ambasciata americana,avviando le procedure per far ottenere la cittadinanza a sua figlia. Tatiana Zemliakova, a madre di Anastasia mostrava tra le lacrime ai giornalisti di Chi l’ha visto la fotografia dei tatuaggi di sua figlia. Gli stessi della ragazza di Villa Pamphili. «E’ lei, è Anastasia» diceva.

Tatiana era partita da Omsk nel settembre del 2023. La madre racconta che la direzione, già al principio, doveva essere Malta dove «aveva scelto di arrivare per frequentare un corso di inglese». Non è una stranezza. Proprio ad Omsk, grande città della Siberia sub occidentale, ci sono diverse scuole che pubblicizzano corsi di inglese proprio a Malta sfruttando tra l’altro gli ottimi rapporti che ci sono tra la Russia e l’isola che, anche dopo l’invasione dell’Ucraina, è sempre stata poco ostile nei confronti di chi arrivava con passaporto moscovita. In realtà da quello che risulta alla nostra polizia Anastasia non arriva direttamente ma con un visto dell’Unione europea. Probabilmente rilasciato in Ungheria o Romania.

Certo è che a fine settembre è nell’isola europea. Dove incontra subito quello che diventerà il suo carnefice: Kaufmann che però già racconta di essere un regista e tutti conoscono come Rexal Ford. Anastasia non ha un’importante disponibilità economica con sé. Forse nemmeno i soldi per iscriversi a questo corso di inglese. «Stiamo verificando quali siano stati effettivamente le ragioni di questo viaggio» racconta uno degli investigatori che, in queste ore, ha lavorato proprio all’identificazione della donna. «Ci sono alcuni elementi che lascerebbero pensare che Kaufmann e Trofimova si potessero essere incontrati prima. E che lui, magari, gli ha chiesto di raggiungerlo a Malta». I conti direbbero che il concepimento di Andromeda sarebbe avvenuto appena arrivati nell’isola. «Ma non è escluso che la ragazza possa essere arrivata a Malta quando già aspettava la bambina. Il test di paternità ci dirà se Kaufmann era il papà della piccola. Ma, stando ai racconti di alcuni testimoni sull’isola» è ancora il poliziotto a parlare, «non è escluso che la bambina possa essere nata prima del termine: questo spiegherebbe anche perché è stato un parto anomalo, non registrato cioè in una clinica». Fatto sta che Anastasia e Kaufmann vivono come una coppia a Malta. Lui si presenta a tutti come il regista pronto a un nuovo grande progetto. E parla di Anastasia come un’esperta di computer. «Ho letto che sarebbe stata un’hacker» dice ancora Anna, l’amica russa, «e questo mi ha fatto ridere: non è vero. E’ partita proprio per costruirsi un futuro».

Nell’isola non lavora. Né tantomeno si iscriverà mai a un corso di inglese. Però sicuramente lo impara: chi l’ha incontrata, racconta il suo inglese come fluente. Seppur la ragazza tende a essere riservata e silenziosa. Non ha un conto corrente aperto. Per lei paga sempre Kaufmann. Tatiana sente non con frequenza sua madre. Ma la chiama. E le racconta che tutto sta procedendo come deve. La rende partecipe della nascita di Andromeda, che loro appunto chiamavano Lucia. Le invia le loro fotografia. Il 27 maggio c’è una videochiamata in cui si presenta anche Kaufmann: giura di essere una brava persona, che farà felice le sue donne. E che vuole mettere su famiglia. La mamma gli crede. La figlia qualche giorno dopo, però, la ricontatta: è il 2 giugno. Questa volta le scrive una mail e le dice che sta avendo dei problemi con quell’americano: «Ma non preoccuparti, stiamo cercando di risolverli». E’ quello che dirà anche alla poliziotta che li ferma per strada, in via Giulia, quando Tatiana cercava di togliere del sangue dalla faccia di Kaufmann. «Ti ha aggredita?» le chiedono gli agenti. «No. Si è ubriacato, ed è la prima volta. Ha sbattuto contro lo spigolo di un palazzo. Non preoccuparti». E’ stato in quel momento che Anastasia Trofimova, la ragazza di Siberia, ha cominciato a morire.

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