Cronaca

Ultim'ora

La procura di Palermo chiede l’arresto dell’ex vice presidente della Regione Sicilia Armao. È il marito di Bartolozzi, già nello staff di Nordio

Albania, la Cassazione non ferma il governo. A Schengjn una nave con altri 15 migranti

Albania, la Cassazione non ferma il governo. A Schengjn una nave con altri 15 migranti

Secondo i giudici della Suprema Corte, che si sono rivolti alla Corte di giustizia europea, l’utilizzo del centro di Gjader è contrario alla direttiva rimpatri. Fino ad ora 125 le persone trasferite, poco meno della metà quelle rimpatriate

1 minuti di lettura

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo aveva annunciato la scorsa settimana a Taobuk: “ Il centro migranti funzionerà. I numeri sono piccoli, è vero,purtroppo ci sono stati dei pronunciamenti giudiziari nazionali, alcuni anche contraddittori tra di loro. Siamo in attesa che si pronunci la Corte di giustizia europea. Siamo convinti che siamo dalla parte del giusto, dal punto di vista dell'applicazione del diritto anche europeo. Abbiamo portato circa 110 persone, ad oggi. Nei prossimi giorni ci saranno altri trasferimenti. Tolti coloro i quali sono stati liberati dal trattenimento presso quei centri siamo a una esecuzione del 50 per cento dell'esecuzione delle espulsioni".

I nuovi arrivi

E ieri una nave con altre 15 persone trasferite da altri cpr italiani è approdata a Schengjin. Gli ospiti sono poi stati tutti trasferiti a Gjader.

Il governo dunque va avanti con l’utilizzo del centro albanese come Cpr nonostante il pronunciamento della Corte di Cassazione che, nelle scorse settimane, accogliendo il ricorso presentato da due migranti trattenuti in Albania in attesa di espulsione che nel frattempo hanno fatto richiesta di asilo, si è rivolta alla Corte di giustizia europea. Nelle motivazioni depositate nei giorni scorsi, i giudici affermano che "il protocollo Italia-Albania è in contrasto con la direttiva rimpatri" e che lo Stato non è titolare di un potere illimitato di trasferimento dei migranti da espellere" ancora più in un territorio (l'Albania) in cui i rimpatri non possono essere effettuati "in termini di maggiore efficienza che nel territorio italiano".

L’attesa per i verdetti della Corte di giustizia europea

A queste motivazioni ovviamente si adegueranno d'ora in poi tutti i giudici italiani chiamati a pronunciarsi sui ricorsi di chi viene portato in Albania. Dunque, come già avvenuto per quello che era il loro originario utilizzo come centri per l’applicazione delle procedure accelerate di frontiera per i richiedenti asilo che provengono da Paesi sicuri, anche la strada dell'utilizzo come Cpr, avrebbe dovuto finire in un vicolo cieco in attesa della pronuncia della Corte di giustizia europea.

Ma così non è, i trasferimenti continuano. Ed entro l’estate dovrebbe arrivare l’atteso verdetto dei giudici del Lussemburgo sulla lista dei Paesi sicuri.

I commenti dei lettori