Chiara Petrolini è arrivata con oltre un'ora di anticipo in tribunale a Parma, dove in Corte di assise si è tenuta la prima udienza del processo a suo carico per il duplice omicidio premeditato e la soppressione dei cadaveri dei suoi due figli neonati, partoriti e sepolti nella villetta di Vignale di Traversetolo dove la giovane, che a luglio compirà 22 anni, è agli arresti domiciliari. L'imputata è arrivata a bordo di una macchina dei carabinieri. Alle 11 era già finito tutto.
In aula anche l’ex fidanzato
Presenti poi anche i genitori della ragazza: ad attenderli, fuori dal palazzo di giustizia, un gruppetto di amici che li ha accolti con un abbraccio. In aula c’era anche il fidanzato, Samuel Granelli, con la sua legale Monica Moschioni. Il ragazzo, padre dei due bambini, nati ad oltre un anno di distanza nel 2023 e nell'estate 2024, è costituito parte civile, così come i suoi genitori.
“Niente foto”
Il presidente della Corte, Alessandro Conti, ha autorizzato le foto in aula solo i primi cinque minuti dell'udienza. La difesa non ha dato il consenso ad essere fotografata.
La richiesta di perizia psichiatrica
L’udienza in Corte di Assise si è aperta con la richiesta dell’avvocato di Chiara Petrolini, Nicola Tria: chiede la perizia psichiatrica, ricordando che sulla condizione psichica della sua assistita ci sono state consulenze dell'accusa e della difesa con esiti opposti: per quella dell'accusa capace di intendere e volere, incapace per quella della difesa. Tria ha anche ricordato che il Gip aveva rigettato la richiesta di incidente probatorio sul tema. "Sarà compito vostro capire”, ha detto ai giudici, “se sia già opportuno disporla adesso o più avanti. Rimetto a voi la decisione sulla perizia psichiatrica che fin d'ora chiedo sia espletata".
"Non ci sono patologie psichiatriche”
La pm Francesca Arienti non si è opposta alla richiesta, ma ha suggerito ai giudici di attendere almeno una parte di istruttoria. "Non c'è nulla nella storia di Chiara Petrolini che possa anche solo insinuare il dubbio di una patologia psichiatrica", ha detto, spiegando di comprendere la ragione per cui si chiede di indagare la mente dell'imputata e cioè dare una risposta alla domanda su come sia possibile pensare che una persona abbia ucciso per due volte, a distanza di un anno, i due figli neonati. "Non c'è nulla nella cartella clinica dell'imputata di psichiatrico o psicologico", ha ribadito, sottolineando che nelle testimonianze si ricostruirà come le persone che la conoscevano descrivevano una "vita da ragazza modello". La difesa ha ribattuto che lo psichiatra che l'ha seguita "fin da subito ha parlato di disturbo della personalità con stato dissociativo". I legali dell'ex fidanzato e della madre di lui, entrambi costituiti come parte civile, si rimettono alla decisione della corte.
L’incarico il 15 settembre
E la Corte di assise, presieduta dal giudice Alessandro Conti, sul finire dell’udienza, decide ritenendo necessario disporre una perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e volere all'epoca dei fatti di Chiara Petrolini e sulla sua eventuale pericolosità sociale. Il conferimento dell'incarico, a periti che saranno nominati extra-udienza, sarà fatto il 15 settembre, quando saranno sentiti anche i primi testimoni. La prima udienza del dibattimento si è dunque conclusa con la decisione sulla perizia.