Quando l'aveva comperata faceva la sua bella figura sfrecciando con il Benelli 250 per le strade di Mestre. Poi qualcuno gliel’ha rubata e lui aveva, comprensibilmente, perso ogni speranza di ritrovarla. E invece un maresciallo dei carabinieri, a 36 anni dal furto, l’ha ritrovata e malgrado le condizioni disastrose in cui era –arrugginita nelle parti metalliche ma con i freni ancora attivi – ha deciso di andare fino in fondo. E’ risalito all’identità del vecchio proprietario e gliel’ha riconsegnata.
La scoperta
“Premetto che sono da un anno il nuovo comandante della stazione del Lido di Venezia – ha raccontato il maresciallo Alessandro Botosso - dopo un primo ambientamento ho iniziato a sistemare le problematiche del posto, una delle quali era un’area in stato di abbandono che da almeno 20 anni era invasa da rovi, alberi caduti. Insomma l’area andava risanata. Il giorno della bonifica sotto una tettoia ho notato questa moto. Da appassionato di storia degli oggetti e di cimeli ho deciso che valeva la pena scoprire di più. Dal numero della targa ho ricostruito la storia del Benelli”; e deciso che doveva riavere la sua dignità: non poteva finire in uno sfasciacarroze senza aver tentato di capirne le origini.
Il furto
Nel 1989 la moto era stata rubata. “Ho ritrovato la denuncia – ha spiegato il maresciallo – presentata all’epoca del proprietario alla polizia”. Della mezzo non si seppe più nulla: pare addirittura che sia stata usato per compiere una rapina e poi sequestrata ma questo ai carabinieri non risulta. Il proprietario comunque non fu avvisato di nulla e, all'epoca non l'aveva sostituita con un'altra motocicletta perché le sue finanze non glielo permettevano.
La riconsegna
“Da quella denuncia – ha concluso il comandante Botosso – ho fatto ricerche e ho visto che il vecchio proprietario, un uomo del ‘56, era ancora in vita. L’ho contattato e detto: “si ricorda che le avevano rubato una moto?”. E lui subito ha risposto: “come no, la mia Benelli”. E così ho avvisato la procura che ha autorizzato il dissequestro, ho invitato il signore a venire in caserma e lui contentissimo è venuto a riprenderla, mi ha ringraziato tanto e se l’è portata via”. Un lieto fine con appena 36 anni di ritardo.