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Il Papa: “Aspirate a cose grandi”. Conclude il Giubileo: “Siamo con i giovani di Gaza e Ucraina”

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Nel corso della messa per la conclusione del Giubileo dei giovani a Tor Vergata Prevost parla in italiano, inglese e spagnolo: “Contagiate chi incontrate con il vostro entusiasmo”
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“Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate, non accontentatevi di meno”. Così papa Leone XIV ai giovani radunati a Tor Vergata per la messa conclusiva del loro Giubileo. Robert Francis Prevost ha esortato i ragazzi a non spegnere la “sete grande e bruciante” tipica della loro età con “surrogati inefficaci”: “Comprare, ammassare, consumare, non basta”, ha avvertito il Pontefice agostiniano, che ha concluso l'evento assicurando: “Siamo con i giovani di Gaza e dell’Ucraina”.

(ansa)

La mattina dopo

Dopo un giro di 40 minuti in “papamobile” tra la folla di “oltre un milione di giovani” (secondo fonti ufficiali) che hanno trascorso la notte sulla spianata alla periferia sud-orientale di Roma, dopo la veglia di preghiera di ieri sera, il Papa, prima di iniziare la messa, gli ha salutati nelle diverse lingue: “Buongiorno a tutti, buona domenica, good morning, buenos dias, e bonjour e guten Morgen”, …

“Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate, non accontentatevi di meno”. Così papa Leone XIV ai giovani radunati a Tor Vergata per la messa conclusiva del loro Giubileo. Robert Francis Prevost ha esortato i ragazzi a non spegnere la “sete grande e bruciante” tipica della loro età con “surrogati inefficaci”: “Comprare, ammassare, consumare, non basta”, ha avvertito il Pontefice agostiniano, che ha concluso l'evento assicurando: “Siamo con i giovani di Gaza e dell’Ucraina”.

(ansa)

La mattina dopo

Dopo un giro di 40 minuti in “papamobile” tra la folla di “oltre un milione di giovani” (secondo fonti ufficiali) che hanno trascorso la notte sulla spianata alla periferia sud-orientale di Roma, dopo la veglia di preghiera di ieri sera, il Papa, prima di iniziare la messa, gli ha salutati nelle diverse lingue: “Buongiorno a tutti, buona domenica, good morning, buenos dias, e bonjour e guten Morgen”, ha detto: “Spero che abbiate riposate tutti un po’”. Leone ha pronunciato l’omelia alternando italiano, inglese e spagnolo. Hanno concelebrato 450 vescovi e 3mila preti. Alla messa assistono, tra gli altri, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano.

Come un campo in fiore

“Carissimi giovani, dopo la veglia vissuta assieme ieri sera, ci ritroviamo oggi per celebrare l'eucaristia, sacramento del dono totale di sé che il Signore ha fatto per noi”, ha esordito il Papa, che ha tratto ispirazione dal salmo responsoriale per tracciare un parallelo tra i fili d’erba e gli esseri umani: “Non è bellissimo un prato in fiore? Certo, è delicato, fatto di steli esili, vulnerabili, soggetti a seccarsi, piegarsi, spezzarsi, e però al tempo stesso subito rimpiazzati da altri che spuntano dopo di loro, e di cui generosamente i primi si fanno nutrimento e concime, con il loro consumarsi sul terreno”, ha detto, e “noi pure, cari amici, siamo fatti così: siamo fatti per questo”, ha proseguito, “non per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un'esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell'amore”.

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Sete e surrogati

“Sentiamo una sete grande e bruciante”, ha proseguito il Papa, “a tal punto, che nessuna bevanda di questo mondo la può estinguere. Di fronte ad essa, non inganniamo il nostro cuore, cercando di spegnerla con surrogati inefficaci. Ascoltiamola, piuttosto. Facciamone uno sgabello su cui salire per affacciarci, come bambini, in punta di piedi, alla finestra dell'incontro con Dio”. E’ “bello, anche a vent’anni, spalancargli il cuore”, ha proseguito Leone, che nell’omelia ha citato quanto papa Francesco aveva detto all’ultima Giornata mondiale della gioventù che si è svolta a Lisbona due anni fa: “Ognuno è chiamato a confrontarsi con grandi domande che non hanno una risposta semplicistica o immediata, ma invitano a compiere un viaggio, a superare sé stessi, ad andare oltre, a un decollo senza il quale non c’è volo”.

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Mediocrità o santità

“C'è una domanda importante nel nostro cuore”, ha detto ancora Prevost, “un bisogno di verità che non possiamo ignorare, che ci porta a chiederci: cos'è veramente la felicità? Qual è il vero gusto della vita? Cosa ci libera dagli stagni del non senso, della noia, della mediocrità?”. La pienezza dell’esistenza, ha detto Leone, “non dipende da ciò che accumuliamo né, come abbiamo sentito nel Vangelo, da ciò che possediamo. È legata piuttosto a ciò che con gioia sappiamo accogliere e condividere. Comprare, ammassare, consumare, non basta”, ha ammonito il Papa, che ha poi ricordato come prossimamente canonizzerà due giovani, Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis: “Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate, non accontentatevi di meno”, ha detto Leone XIV, che ha concluso invitando così i ragazzi che nei prossimi giorni torneranno nei loro paesi, “in tutte le parti del mondo”: “Continuate a camminare con gioia sulle orme del Salvatore, e contagiate chiunque incontrate col vostro entusiasmo e con la testimonianza della vostra fede”.

Gaza e Ucraina

“In comunione con Cristo, nostra pace e speranza per il mondo, siamo più vicini che mai ai giovani che soffrono i peggiori mali causati da altri esseri umani”, ha detto papa Leone all’Angelus che ha concluso la messa a Tor Vergata. “Siamo con i giovani di Gaza, siamo con i giovani dell’Ucraina, con chi è in ogni paese insanguinato dalla guerra. Voi siete il segno che un altro mondo è possibile, un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti non sono risolti con le armi ma con il dialogo”. Il Papa, che è tornato a ricordare le due ragazze spagnola e egiziana morte in questi giorni, ha definito il Giubileo una “cascata di grazia per la Chiesa e per il mondo intero”, ha dato appuntamento ai giovani alla Giornata mondiale che si svolgerà a Seoul, in Corea del Sud, dal 3 all’8 agosto del 2027.

“Siete la luce del mondo, buon viaggio”

Il Papa chiude il Giubileo dei giovani: “Siete la luce del mondo, buon viaggio”“Chiedo che voi portiate un saluto anche ai tanti giovani che non hanno potuto stare qui con noi, in tanti paesi dove non era possibile uscire: ci sono posti dove i giovani non hanno potuto uscire per le ragioni che conosciamo”, ha detto papa Leone: “Portate la vostra gioia e il vostro entusiasmo a tutto il mondo. Voi siete il sale della terra e la luce del mondo, portate questo saluto a tutti i vostri amici, a tutti i giovani che hanno bisogno di un messaggio di speranza. Grazie a tutti voi e buon viaggio”.

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