Il sogno di un mondo senza plastica. Il vertice Onu per frenare l’invasione dei rifiuti
di Elena DusiSpera di essere il primo trattato capace di limitare la produzione di plastica nel mondo. Ma è anche un’ultima chance, perché difficilmente il negoziato verrà riproposto in caso di fallimento.
Il vertice delle Nazioni Unite per arginare l’inquinamento da plastica si apre stamattina a Ginevra, ricco di ambizione, ma povero di leve per convincere i paesi produttori a chiudere un rubinetto che ogni anno riversa sul pianeta 460 milioni di tonnellate del materiale più ubiquo, versatile ed economico che ci sia.
La statua rivestita di plastica
Prima di trovare posto al loro tavolo nella sede Onu di Ginevra, i 180 rappresentanti dei paesi membri passeranno davanti alla statua de “Il Pensatore” di Auguste Rodin addobbata con bottiglie e altri rifiuti: un memento per i delegati chiamati a prendere una decisione capace di urtare numerosi interessi economici.
Se la scorsa edizione dei negoziati per limitare la produzione di plastica era fallita per l’opposizione dei paesi esportatori di petrolio,…
Spera di essere il primo trattato capace di limitare la produzione di plastica nel mondo. Ma è anche un’ultima chance, perché difficilmente il negoziato verrà riproposto in caso di fallimento.
Il vertice delle Nazioni Unite per arginare l’inquinamento da plastica si apre stamattina a Ginevra, ricco di ambizione, ma povero di leve per convincere i paesi produttori a chiudere un rubinetto che ogni anno riversa sul pianeta 460 milioni di tonnellate del materiale più ubiquo, versatile ed economico che ci sia.
La statua rivestita di plastica
Prima di trovare posto al loro tavolo nella sede Onu di Ginevra, i 180 rappresentanti dei paesi membri passeranno davanti alla statua de “Il Pensatore” di Auguste Rodin addobbata con bottiglie e altri rifiuti: un memento per i delegati chiamati a prendere una decisione capace di urtare numerosi interessi economici.
Se la scorsa edizione dei negoziati per limitare la produzione di plastica era fallita per l’opposizione dei paesi esportatori di petrolio, capitanati da Arabia Saudita, Iran, Russia e Cina, quest’anno il fronte dei contrari guadagna un peso massimo come gli Stati Uniti di Donald Trump, ostile a qualsivoglia richiamo ambientalista. Rispetto al vertice dello scorso novembre in Corea del Sud, oggi strada sarà ancora più in salita.
L’inquinamento in ogni angolo del pianeta
Il Pensatore di Rodin ha però dalla sua parte un argomento forte, fatto di numeri. La produzione è in forte accelerazione. La metà di tutta la plastica fabbricata nella storia ha una data di nascita posteriore al 2000 e serve per oggetti monouso. Il rubinetto della creazione di oggetti di plastica si allarga a un ritmo talmente rapido che, secondo le stime, la sua gittata si avvicinerà al miliardo di tonnellate annue entro il 2050.
Con una percentuale di riciclaggio ferma al 10%, una produzione simile è insostenibile. Già oggi si stima che 8 miliardi di tonnellate siano sparse nell’ambiente e contribuiscano a inquinare il pianeta.
Frammenti di questo materiale sono stati individuati in fondo alla Fossa delle Marianne. In alcuni oceani si riuniscono in aggregati chiamati isole di plastica. Le scaglie più piccole - microplastiche e nanoplastiche - sono state trovate all’interno delle nuvole e nel ghiaccio di entrambi i poli.
I pericoli per la salute
Oltre alla statua del Pensatore, anche la rivista medica The Lancet si premura di ricordare ai delegati di Ginevra la serietà della situazione. “La plastica – scrive Lancet nel suo ultimo numero della serie Countdown – rappresenta un grave, crescente e sottovalutato pericolo per la salute dell’umanità e del pianeta. E’ causa di malattia e morte dall’infanzia all’età anziana. Le perdite legate ai danni che provoca alla salute superano la cifra di 1,5 trilioni all’anno”.
I frammenti più piccoli di plastica sono in grado di penetrare in ogni organo del corpo umano attraverso l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo e il cibo che mangiamo. Negli anni scorsi frammenti di microplastica sono stati trovati nella placenta e nel liquido seminale. La loro presenza nelle placche aterosclerotiche fa sospettare un ruolo negli infarti. Le nanometriche schegge trovate nel cervello potrebbero essere legate all’insorgere delle demenze.
Alla plastica poi vengono aggiunte numerose sostanze chimiche, capaci di dare un colore, un grado di flessibilità o robustezza specifico per ciascun oggetto che finirà nelle nostre mani. Uno studio norvegese uscito quest’anno ha contato 16mila di questi additivi, non tutti innocui per l’uomo.
Il braccio di ferro
Non è detto che questi dati bastino a convincere i paesi produttori di petrolio entro il 14 agosto, data fissata per la conclusione dei negoziati di Ginevra. La proposta delle nazioni contrarie al trattato è stabilire regole per lo smaltimento, anziché limitare la produzione.
Gli ultimi negoziati in Corea del Sud avevano visto però formarsi un fronte compatto di circa 70 paesi favorevoli all’imposizione di limiti rigorosi per la fabbricazione. Ne fanno parte tra gli altri Unione Europea, Gran Bretagna, Regno Uniti e Canada, oltre a molte piccole isole sulle cui spiagge approdano i rifiuti.
In caso di fallimento dei negoziati di Ginevra, questi paesi promettono di procedere con un loro trattato autonomo. Sarebbe un primo passo, ma l’inquinamento da plastica non conosce confini. Difficilmente un accordo limitato basterebbe ad arginare l’inondazione.