Botulino, 2 vittime a Cosenza e Cagliari e altra morte sospetta. Tre indagati per omicidio colposo
Un’altra vittima per intossicazione da Botulino, un’inchiesta per una nuova morte sospetta, tre indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e commercio di sostanze alimentari pericolose per la salute pubblica. Si allarga il numero di sintomatici e di decessi vicino Cosenza e a Cagliari. E si muove la procura di Paola.
Roberta Pitzalis, 38 anni, è deceduta a causa di improvvise complicazioni dopo il ricovero: aveva mangiato guacamole in un chiosco alla Fiesta Latina di Monserrato, nell'hinterland di Cagliari. Le sue condizioni erano gravi ma ritenute stabili. Poi l’improvviso aggravarsi e il trasferimento dalla rianimazione del Brotzu al Businco.
Una nuova vittima, dopo il decesso ieri di Luigi Di Sarno, 52 anni, originario di Napoli, morto dopo aver mangiato un panino con salsiccia e broccoli contaminati dal botulino presso il furgoncino ambulante “Da Peppino” a Diamante, in provincia di Cosenza. La salma si trova attualmente all'obitorio dell'ospedale di Lagonegro, dove l’uomo è …
Un’altra vittima per intossicazione da Botulino, un’inchiesta per una nuova morte sospetta, tre indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e commercio di sostanze alimentari pericolose per la salute pubblica. Si allarga il numero di sintomatici e di decessi vicino Cosenza e a Cagliari. E si muove la procura di Paola.
Roberta Pitzalis, 38 anni, è deceduta a causa di improvvise complicazioni dopo il ricovero: aveva mangiato guacamole in un chiosco alla Fiesta Latina di Monserrato, nell'hinterland di Cagliari. Le sue condizioni erano gravi ma ritenute stabili. Poi l’improvviso aggravarsi e il trasferimento dalla rianimazione del Brotzu al Businco.
Una nuova vittima, dopo il decesso ieri di Luigi Di Sarno, 52 anni, originario di Napoli, morto dopo aver mangiato un panino con salsiccia e broccoli contaminati dal botulino presso il furgoncino ambulante “Da Peppino” a Diamante, in provincia di Cosenza. La salma si trova attualmente all'obitorio dell'ospedale di Lagonegro, dove l’uomo è deceduto mentre era in viaggio in autostrada. L'autopsia dovrà confermare o meno l'intossicazione da botulino.
L’indagine della procura per omicidio colposo
Ed è qui, a Cosenza, che è scattata l’inchiesta della procura di Paola diretta da Domenico Fiordalisi. Sono tre gli indagati, a vario titolo, per omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive in relazione al caso di botulino a Diamante (Cosenza): il commerciante ambulante che avrebbe venduto il prodotto contaminato e i legali rappresentanti di due ditte che avrebbero fornito gli alimenti utilizzati per la preparazione dei prodotti venduti.
"Il furgone dell’ambulante tutto il giorno sotto il sole: così è proliferato il botulino”
"Le indagini - scrive la Procura guidata da Domenico Fiordalisi - hanno sinora consentito di accertare che le vittime e i soggetti contagiati avevano consumato un alimento potenzialmente contaminato, acquistato da un commerciante ambulante operante nel territorio di Diamante. Su disposizione del sostituto procuratore Maria Porcelli, è stato sequestrato il furgone adibito alla vendita ambulante".
I primi rilievi, prosegue la nota della Procura, "indicano che il mezzo stazionava per l'intera giornata sotto il sole, condizione che potrebbe aver favorito la proliferazione delle tossine botuliniche in prodotti deperibili, soprattutto se non adeguatamente conservati". Gli inquirenti evidenziano anche che "le ipotesi accusatorie sono in fase embrionale e saranno sottoposte a ulteriori verifiche tecniche e scientifiche, anche con il supporto dei Nas e dell'Asp di competenza. L'autorità giudiziaria si riserva ogni altra ulteriore determinazione all'esito degli accertamenti e microbiologici".
"Va evidenziato - è scritto nella nota - che, in alcuni casi, il decorso clinico è stato aggravato dalla mancata tempestiva diagnosi, in quanto i sintomi non sono stati immediatamente riconosciuti come compatibili con intossicazione da botulino, ritardando pertanto l'avvio del trattamento specifico". La procura della Repubblica "continuerà a seguire con la massima attenzione l'evolversi della vicenda, nella consapevolezza della sua rilevanza per la salute pubblica e la sicurezza alimentare". E invita “eventuali altri consumatori che abbiano acquistato alimenti da ambulanti nella zona di Diamante nei giorni precedenti al manifestarsi dei sintomi, a rivolgersi con urgenza alle strutture sanitarie".
Revocati i sequestri del prodotto commerciale
La procura ha invece rinunciato a effettuare il sequestro, su tutto il territorio nazionale, di un prodotto commerciale. Il provvedimento, disposto stamani, è stato poi revocato perché, secondo quanto si è appreso, la procura ritiene che il problema non sia nel prodotto in sé ma nella somministrazione. Una decisione scaturita, probabilmente, dai primi esami effettuati anche dall'Asp su tutti gli alimenti trovati nel food tracker a Diamante al quale si sono rivolte le persone poi intossicate.
Il giallo di un’altra morte sospetta
In procura è arrivata però anche un’altra denuncia, presentata dal fratello di una donna di 45 anni di Praia a Mare morta qualche giorno fa e i cui funerali si sono svolti ieri. Secondo i suoi cari la donna aveva mangiato un panino con i broccoli comprato dallo stesso venditore ambulante a Diamante, che intanto è stato ascoltato dagli inquirenti. La procura di Paola disporrà la riesumazione della salma per effettuare l'autopsia.
Gli accertamenti sulla clinica
E sta conducendo accertamenti anche sulla clinica privata di Belvedere Marittimo, la stessa in cui si era presentato Di Sarno, dove la donna si era recata dopo avere accusato i primi malesseri. Gli inquirenti sospettano che i medici della struttura, che potrebbero essere indagati, non siano stati in grado di riconoscere i sintomi e quindi non siano intervenuti.
Nel frattempo, il sindaco di Monserrato Tomaso Locci ha deciso di bloccare tutti i festeggiamenti civili e religiosi previsti per la festa di San Lorenzo, ad eccezione della processione religiosa. “Siamo vicini al dolore della famiglia" ha dichiarato.
I ricoverati: hanno tra 16 e 50 anni
Sono in tutto dodici le persone ricoverate all’ospedale di Cosenza, alcune in gravi condizioni. Tutte hanno accusato malori dopo avere mangiato un panino a Diamante acquistato in un truck food. I sintomi erano quelli tipici dell'avvelenamento da botulino: annebbiamento della vista e vomito.
Tra i ricoverati nel reparto di terapia intensiva due 17enni - i primi ad andare in ospedale mercoledì sera - e poi altre persone, tra cui due donne 40enni. A due dei ricoverati è stato iniettato subito siero immune antitossina botulinica inviato da Taranto. Altre 7 dosi sono state inviate da Roma.
L'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha avviato le verifiche effettuando campioni sui diversi alimenti presenti nel food truck e, riferisce il sindaco Achille Ordine, "in via cautelare e prudenziale, ha sottoposto l'attività a blocco sanitario".
"I pazienti in Terapia intensiva sono gravi - ammette Andrea Bruni, direttore Uo Terapia intensiva e rianimazione dell'ospedale Annunziata di Cosenza - e per questo meritano un'attenzione particolare. Tempi di recupero? Impossibile stabilirli, dipende dalla quantità di tossina ingerita e dalla capacità di ciascuno di reagire ai danni provocati dalla stessa tossina. La malattia, è bene ricordarlo, può causare anche la paralisi totale dei muscoli, compresi quelli per la respirazione".
"Autorizzati dal Centro nazionale antiveleni di Pavia disponiamo di altre 4 scorte di antidoto - aggiunge Bruni - Adesso dobbiamo aspettare che l'antidoto faccia effetto" per i pazienti trattati. "La sua efficacia si giudica sulla 'non progressione della malattia' che in genere avviene dopo 24 ore dalla somministrazione dell'antidoto", conclude.
Aumentano gli intossicati a Cosenza e Cagliari
Salgono a dodici, in tutto, gli intossicati cosentini, che vanno ad aggiungersi agli otto registrati alla fine di luglio a Cagliari. Tra loro un bambino di 11 anni, il più grave, che nei giorni scorsi è stato trasferito d'urgenza al Policlinico Gemelli di Roma. Le sue condizioni al momento sono stabili ma senza nessun miglioramento significativo ed è ancora in terapia intensiva pediatrica. Nei prossimi giorni sarà operato, dopo un lungo periodo di intubazione, per garantirgli una respirazione più stabile e ridurre i rischi associati alla ventilazione meccanica. Gli altri sei intossicati sono ancora ricoverati negli ospedali cagliaritani Brotzu e Policlinico.
Attivati i protocolli sanitari
Il Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute ha immediatamente attivato tutti i protocolli sanitari. "Il sistema di intervento ha reagito prontamente garantendo ai pazienti l'accesso tempestivo ai trattamenti antidotici salvavita - dichiara Maria Rosaria Campitiello, Capo dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie - La rapidità dell'intervento è stata possibile grazie alla rete capillare della Scorta strategica Nazionale Antidoti e Farmaci (SNAF) e alla collaborazione sinergica di tutti gli enti coinvolti. Ricordo che gli alimenti a rischio di tossina botulinica sono le conserve casalinghe preparate sottovuoto, in olio o acqua e, raramente, si tratta di prodotti industriali. Ecco perché è importante rispettare le regole previste per la corretta e sicura preparazione e conservazione degli alimenti".
L'Istituto Superiore di Sanità mantiene un ruolo centrale sia per la conferma diagnostica sui pazienti che per l'analisi degli alimenti sospetti. Il Centro Antiveleni di Pavia, riferimento nazionale per il Ministero della Salute, ha centralizzato tutte le diagnosi in collaborazione con medici d'urgenza, neurologi e rianimatori.