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La svolta storica della Cassazione: via libera agli accordi prematrimoniali

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Stop al tabù: riconosciuti validi i patti tra moglie e marito in caso di separazione, purché non lesivi dei diritti inderogabili. Gli ermellini: “Non c'è nessuna norma imperativa che impedisca ai coniugi, prima o durante il matrimonio, di riconoscere l'esistenza di un debito verso l'altro”
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La Corte di Cassazione apre ufficialmente agli accordi prematrimoniali e ai patti stipulati durante il matrimonio in previsione di una possibile separazione. E lo fa attraverso l’ordinanza numero 20415, con la quale la Suprema Corte ha giudicato lecito l’accordo di un marito che si impegnava a restituire alla moglie le somme da lei spese per ristrutturare un immobile di sua proprietà in caso di separazione.

Il caso Bezos

È un passo in avanti importante per la nostra giurisprudenza matrimonialista anche se siamo ancora molto lontani dagli standard di Oltreoceano: uno degli esempi più recenti, quello di Jeff Bezos e Lauren Sanchez che – prima di sposarsi a Venezia – hanno messo nero su bianco clausole su ogni aspetto, infedeltà comprese. Tuttavia la decisione segna un cambio di rotta destinato a incidere sui futuri rapporti tra mogli e mariti in Italia.

Il caso dei coniugi mantovani

Nello specifico la vicenda riguarda due coniugi mantovani che, nel 2022, avevano firmato una scrittura p…

La Corte di Cassazione apre ufficialmente agli accordi prematrimoniali e ai patti stipulati durante il matrimonio in previsione di una possibile separazione. E lo fa attraverso l’ordinanza numero 20415, con la quale la Suprema Corte ha giudicato lecito l’accordo di un marito che si impegnava a restituire alla moglie le somme da lei spese per ristrutturare un immobile di sua proprietà in caso di separazione.

Il caso Bezos

È un passo in avanti importante per la nostra giurisprudenza matrimonialista anche se siamo ancora molto lontani dagli standard di Oltreoceano: uno degli esempi più recenti, quello di Jeff Bezos e Lauren Sanchez che – prima di sposarsi a Venezia – hanno messo nero su bianco clausole su ogni aspetto, infedeltà comprese. Tuttavia la decisione segna un cambio di rotta destinato a incidere sui futuri rapporti tra mogli e mariti in Italia.

Il caso dei coniugi mantovani

Nello specifico la vicenda riguarda due coniugi mantovani che, nel 2022, avevano firmato una scrittura privata: il marito si impegnava a rimborsare 146.400 euro alla moglie, somma data dal mutuo per lavori edilizi, acquisto di mobili, veicoli e altre spese sostenute con il patrimonio di lei nel caso in cui il rapporto tra loro fosse naufragato. Dopo la separazione del 2019, la donna aveva chiesto l’esecuzione dell’accordo, ma l’uomo ne aveva contestato la validità richiamando l’articolo 160 del codice civile, che vieta modifiche private ai rapporti patrimoniali coniugali.

La vittoria della moglie

Il 21 luglio 2025 la Cassazione ha dato ragione alla moglie, respingendo le obiezioni del marito e superando un’impostazione giuridica storicamente rigida. «L’accordo prematrimoniale non è la causa della separazione — si legge nel dispositivo — ma una condizione sospensiva che ne determina l’efficacia». Questa pronuncia ridimensiona la visione “paternalistica” che, per decenni, aveva vietato qualsiasi regolamentazione anticipata della fine di un matrimonio.

Scrittura lecita

Si legge nell’ordinanza firmata dal Presidente Alberto Giusti: «La scrittura in parola risulta perfettamente lecita, perché prevede un riconoscimento di debito in favore della moglie, a fronte dell'apporto finanziario della stessa per il restauro dell'immobile di proprietà del marito e per l'acquisto del mobilio e di beni mobili registrati, ma riconosce anche al marito un'imbarcazione, un motociclo, l'arredamento della casa familiare nonché una somma di denaro, regolamentando in modo libero, ragionato ed equilibrato l'assetto patrimoniale dei coniugi in caso di scioglimento della comunione legale».

Il prestito pacifico

Infatti, esplicitano meglio gli Ermellini, «pur essendo pacifico che la consegna o un prestito di denaro tra coniugi avviene generalmente nella riservatezza della vita familiare, non c'è nessuna norma imperativa che impedisca ai coniugi, prima o durante il matrimonio, di riconoscere l'esistenza di un debito verso l'altro e di subordinarne la restituzione all'evento, futuro ed incerto, della separazione coniugale (il riferimento è alla sentenza della Cassazione del 21 dicembre 2012, n. 23713)».

I patti vietati

Tuttavia, i giudici precisano che restano vietati patti che incidano sui diritti inderogabili, come l’assegno di mantenimento o gli obblighi morali e materiali tra coniugi, e che gli accordi riguardanti figli minori saranno sempre sottoposti a verifica nell’interesse dei minori stessi. In sintesi: la strada verso una piena accettazione degli accordi prematrimoniali in Italia è ancora lunga, ma questa sentenza segna un passo decisivo: un ponte tra la tradizione giuridica italiana e una visione più moderna della libertà contrattuale in ambito familiare.

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