Andrea Prospero, processo immediato per lo studente che lo indusse al suicidio via chat
di Alessandra Ziniti«La prova appare evidente – scrive la giudice delle indagini preliminari Margherita Amodeo – l’imputato è stato interrogato sui fatti dai quali emerge l’evidenza della prova».
E dunque processo con il rito immediato per la tragica fine di Andrea Prospero, il diciannovenne studente universitario tragicamente scomparso a Perugia a gennaio dopo essere stato istigato al suicidio in diretta web da un coetaneo studente romano, Emiliano Volpe.
L’evasione dai domiciliari
Sarà lui, agli arresti domiciliari, a comparire l’8 ottobre davanti al tribunale di Perugia. Una chiusura di indagine, per uno dei casi di malessere giovanile che più hanno impressionato nei mesi scorsi, che non soddisfa i familiari di Andrea Prospero che speravano che le indagini condotte dalla squadra mobile di Perugia e dalla polizia postale avessero già portato all’individuazione degli altri partecipanti alla chat di Telegram su cui si vendevano i potentissimi farmaci utilizzati dal ragazzo per togliersi la vita.
Lo sconf…
«La prova appare evidente – scrive la giudice delle indagini preliminari Margherita Amodeo – l’imputato è stato interrogato sui fatti dai quali emerge l’evidenza della prova».
E dunque processo con il rito immediato per la tragica fine di Andrea Prospero, il diciannovenne studente universitario tragicamente scomparso a Perugia a gennaio dopo essere stato istigato al suicidio in diretta web da un coetaneo studente romano, Emiliano Volpe.
L’evasione dai domiciliari
Sarà lui, agli arresti domiciliari, a comparire l’8 ottobre davanti al tribunale di Perugia. Una chiusura di indagine, per uno dei casi di malessere giovanile che più hanno impressionato nei mesi scorsi, che non soddisfa i familiari di Andrea Prospero che speravano che le indagini condotte dalla squadra mobile di Perugia e dalla polizia postale avessero già portato all’individuazione degli altri partecipanti alla chat di Telegram su cui si vendevano i potentissimi farmaci utilizzati dal ragazzo per togliersi la vita.
Lo sconforto del padre
«Come è possibile che non abbiano mandato a giudizio anche quel Thomas Burberry, quell’altro ragazzo che nella chat ha assistito all’ultima conversazione con mio figlio, addirittura chiedendosi se era il caso di mandare un’ambulanza? O quell’altro che invece ha venduto a mio figlio il farmaco che lo ha ucciso? Non è possibile che la polizia non abbia identificato chi si cela dietro quei nickname e non capisco neanche perché l’unico imputato non sia in carcere visto che è pure evaso dai domiciliari», si sfoga il padre di Andrea, Michele Prospero.
Il riferimento – spiega l’avvocato Francesco Mangano - «è ad un episodio avvenuto il 16 giugno quando Emanuele Volpe, il 18enne romano che ha istigato Prospero a togliersi la vita, si è allontanato dalla casa di famiglia dove era ai domiciliari sostenendo che non riusciva più a sopportare i genitori. Nonostante ciò la Procura non ha richiesto un aggravio della misura autorizzando il domicilio forzato presso l’abitazione del fratello».
La famiglia parte civile
I familiari di Andrea Prospero – i genitori, la sorella gemella e il fratello maggiore – si costituiranno parte civile nel processo a carico di Emanuele Volpe «per avere giustizia ma anche per tentare di far luce su alcuni punti ancora avvolti dal mistero».
Andrea Prospero, studente di informatica iscritto al primo anno dell’Università di Perugia, fu ritrovato senza vita in un bed and breakfast che aveva affittato all’insaputa della famiglia, pochi giorni dopo che la sorella gemella Anna, anche lei studentessa a Perugia, ne aveva denunciato la scomparsa. Accanto al corpo, chino sul pc, alcuni blister di un potente farmaco utilizzato per la terapia del dolore e prescrivibile solo con ricetta medica che il ragazzo si era procurato sul web.
Dall’esame dei suoi dispositivi è venuta fuori una chat in cui Emanuele Volpe, con il suo nickname Valemno, diceva ad Andrea: «È arrivato l’oxy? Mangia tutte e sette le pasticche e basta. Ce la puoi fare. Vai, ammazzati senza fare scene».
Diversi minuti dopo l’ingresso in chat di un terzo ragazzo, quando Prospero ormai senza vita non rispondeva più, i due amici si posero il dubbio se chiamare un’ambulanza, ma poi nel terrore di essere scoperti lasciarono perdere senza avvisare nessuno. Da queste chat è poi venuto fuori un giro di ricettazione di farmaci tra giovani su cui la polizia sta ancora indagando.