Il dramma di Valeria uccisa dal botulino, la quarta vittima in Italia. Stretta sui cibi da strada
di Romina MarcecaÈ la quarta vittima per intossicazione da botulino in Italia nell’ultimo mese, la seconda in Sardegna nel giro di dieci giorni. Valeria Sollai, cuoca in una scuola elementare e per l’infanzia, è morta a 62 anni dopo avere lottato per tre settimane contro il batterio killer. Aveva partecipato alla “Fiesta latina”, una manifestazione itinerante che ha fatto tappa a Monserrato, in provincia di Cagliari, dal 22 al 24 luglio. Il malore dopo avere mangiato cibi con salsa guacamole. Gli stessi che hanno ucciso l’8 agosto anche Roberta Pitzalis, 38 anni, anche lei presente alla sagra nel Cagliaritano.
Valeria Sollai era stata ricoverata nella Rianimazione dell’ospedale universitario: le condizioni, per quanto gravi, sembravano essersi stabilizzate. Ma poi c’è stato un aggravamento del quadro clinico. Il figlio, il 31 luglio scorso, aveva lanciato l’allarme botulino con un lungo post sui social: «La festa si è già spostata in Ogliastra, state attenti». Aveva aggiunto che la mamma aveva mangia…
È la quarta vittima per intossicazione da botulino in Italia nell’ultimo mese, la seconda in Sardegna nel giro di dieci giorni. Valeria Sollai, cuoca in una scuola elementare e per l’infanzia, è morta a 62 anni dopo avere lottato per tre settimane contro il batterio killer. Aveva partecipato alla “Fiesta latina”, una manifestazione itinerante che ha fatto tappa a Monserrato, in provincia di Cagliari, dal 22 al 24 luglio. Il malore dopo avere mangiato cibi con salsa guacamole. Gli stessi che hanno ucciso l’8 agosto anche Roberta Pitzalis, 38 anni, anche lei presente alla sagra nel Cagliaritano.
Valeria Sollai era stata ricoverata nella Rianimazione dell’ospedale universitario: le condizioni, per quanto gravi, sembravano essersi stabilizzate. Ma poi c’è stato un aggravamento del quadro clinico. Il figlio, il 31 luglio scorso, aveva lanciato l’allarme botulino con un lungo post sui social: «La festa si è già spostata in Ogliastra, state attenti». Aveva aggiunto che la mamma aveva mangiato «in uno stand messicano».
Sarà ora l’autopsia, disposta dalla procura di Cagliari, a stabilire le cause della morte. I carabinieri del Nas hanno sequestrato gli alimenti, i risultati degli accertamenti arriveranno nei prossimi giorni. E, assicurano da ambienti investigativi, che il numero degli indagati presto potrebbe crescere perché l’inchiesta punta a verificare anche se la profilassi adottata dai medici sia stata tempestiva e adeguata. Al momento l’unico nome iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo è quello di Christian Gustavo Vincenti, il titolare del chiosco dove è stato consumato il guacamole. Restano ricoverati due degli altri sei intossicati: una ragazzina di 14 anni che si trova al Policlinico di Monserrato e un bambino di 11 anni che venne subito trasferito al Gemelli di Roma. Le sue condizioni sono in miglioramento, ma la ripresa sarà lunga.
A meno di due settimane dai casi di botulino in Sardegna, a Diamante, nel Cosentino, muore Luigi Di Sarno. Napoletano di 52 anni, in vacanza sulla costa tirrenica, Sarno aveva acquistato da un food truck un panino con salsiccia e cime di rapa sottolio. Nella stessa giornata negli ospedali calabresi sono arrivate altre 14 persone e cinque giorni dopo è morta Tamara D’Acunto, 45 anni. Per le vittime è stata accertata dall’autopsia la malattia del botulismo, sul food truck è stata riscontrata la contaminazione degli alimenti. Restano ricoverati cinque pazienti e sono dieci gli indagati dalla procura di Paola tra medici, fornitori e il titolare del camioncino che vendeva panini.
I carabinieri del Nas dopo l’allarme botulino hanno intensificato i controlli su tutto il territorio nazionale e hanno passato al setaccio sagre e food truck. «Tra chi non è in regola, nel 90 per cento dei casi - spiegano dal Nas - riscontriamo la mal conservazione degli alimenti». Su 195 ambulanti controllati che vendono cibi da strada, dal primo gennaio a ieri, in 98 sono risultati non in regola. E sono 1.252 i chili di prodotti sequestrati.