Cronaca

Venezia, Ottavia Piccolo e la madre di Trentini: “Lettera per Alberto al mondo del cinema”

Alberto Trentini
Alberto Trentini 

Ci sarà un altro appuntamento per la liberazione del cooperante italiano dalle carceri venezuelane il 13 settembre al Festival della Politica di Mestre. Alberto Barbera: “Sono qui per portare la mia personale solidarietà e quella della Mostra del Cinema, alla famiglia di Alberto”

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In un’atmosfera sospesa tra arte e impegno civile, la Sala Laguna della Casa degli Autori ha ospitato un incontro speciale dedicato ad Alberto Trentini, cooperante italiano detenuto da oltre nove mesi in Venezuela. L’evento, organizzato da Articolo Ventuno, dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e da Isola Edipo, è una lettera aperta al mondo del cinema italiano, un appello accorato per rompere il silenzio che circonda la sua vicenda. Si è svolta, appunto, nella Casa degli Autori, uno stand del festival del cinema ospitato nel cortile del patronato della Chiesa di Sant'Antonio al Lido, proprio sotto il terrazzino della casa di Alberto.

Il cinema italiano

Tra i presenti, il direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera, l’attrice Ottavia Piccolo, il giornalista e attivista Giuseppe Giulietti, e numerosi rappresentanti del mondo culturale. Il cuore dell’incontro è stata la lettura di una lettera scritta da Amanda Colusso, un documento toccante che denuncia l’assurdità della sua detenzione e chiede al cinema italiano di farsi portavoce di una battaglia di giustizia e umanità.

Sofferenza ingiustificabile”

"Non è accettabile che una famiglia sia obbligata a una sofferenza così ingiustificabile, e che dura da così tanto tempo, ingiusta soprattutto in assenza di un capo di imputazione per detenere in carcere un ragazzo che stava facendo del bene", ha detto Alberto Barbera. “Sono qui per portare la mia personale solidarietà alla famiglia di Alberto, sono a disposizione, e lo è anche la Mostra del Cinema, a far cassa di risonanza di questo caso umano che va risolto al più presto”.

"Solidarità per Alberto”

"Esigiamo che il nostro governo concretizzi gli sforzi per portare a casa Alberto”, ha detto Amanda Colusso, “ogni giorno in più di detenzione e attesa produce una intollerabile sofferenza. Alberto deve tornare a casa subito, scrivete, parlatene, passate voce, l'attenzione che si crea grazie alla solidarietà di artisti e giornalisti spero sia da sprone per chi ancora tentenna".

Chi è Alberto Trentini e perché è detenuto in Venezuela

Alberto Trentini è un cooperante veneziano, da anni impegnato in missioni umanitarie in contesti difficili. Il 15 novembre 2024, mentre lavorava per la ONG Humanity & Inclusion, è stato arrestato a Caracas senza alcuna accusa formale. Da allora è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, noto per le condizioni durissime e per la scarsità di contatti con l’esterno.

Due telefonate in nove mesi

La sua famiglia ha ricevuto solo due telefonate in nove mesi. Le autorità venezuelane non hanno mai chiarito i motivi dell’arresto, ma si sospetta che Alberto sia stato coinvolto in un’inchiesta legata a presunti reati di terrorismo e cospirazione, accuse che non trovano alcun riscontro nel suo operato.

Il 13 settembre a Mestre

La sua detenzione è diventata un simbolo dell’arbitrarietà e dell’isolamento che possono colpire anche chi lavora per il bene comune. In Italia, la mobilitazione cresce: oltre all’incontro del 28 agosto, è previsto un secondo appuntamento il 13 settembre al Festival della Politica di Mestre.

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