Il telefono squilla, risponde una donna: «Mia figlia? Come vuole che stia...», taglia corto al telefono la madre di Benedetta Pilato. Nessun’altra parola, solo la richiesta di privacy. Attorno alla ventenne è calato il silenzio protettivo della casa di Taranto, dove si è rifugiata dopo quanto accaduto a Singapore. Chiusa tra le mura domestiche, con mamma Antonella e papà Salvatore a farle da scudo, mentre cerca di lasciarsi alle spalle un episodio che l’ha travolta suo malgrado.
Novella Calligaris, prima medaglia olimpica del nuoto italiano, l’ha definita «una bravata da ragazzi», ma «di sicuro non un bell’esempio, che lascerà un segno». Poi la distinzione: «Non è carino che una inguai l’altra, ma Pilato dice alcune cose, Tarantino non risponde e si cancella dai social. Qualche responsabilità la deve avere».
Il telefono squilla, risponde una donna: «Mia figlia? Come vuole che stia...», taglia corto al telefono la madre di Benedetta Pilato. Nessun’altra parola, solo la richiesta di privacy. Attorno alla ventenne è calato il silenzio protettivo della casa di Taranto, dove si è rifugiata dopo quanto accaduto a Singapore. Chiusa tra le mura domestiche, con mamma Antonella e papà Salvatore a farle da scudo, mentre cerca di lasciarsi alle spalle un episodio che l’ha travolta suo malgrado.
Novella Calligaris, prima medaglia olimpica del nuoto italiano, l’ha definita «una bravata da ragazzi», ma «di sicuro non un bell’esempio, che lascerà un segno». Poi la distinzione: «Non è carino che una inguai l’altra, ma Pilato dice alcune cose, Tarantino non risponde e si cancella dai social. Qualche responsabilità la deve avere».
È quello che dovrà accertare anche la Guardia di finanza. Gli effetti di quanto accaduto all’interno del duty free infatti non si sono ancora esauriti per la ventiduenne Chiara Tarantino, atleta delle Fiamme gialle: anche lei è a casa, con la propria famiglia. Se un procedimento interno non è ancora stato avviato è solo perché l’ufficiale competente è attualmente in ferie. Ma Tarantino rischia seriamente di finire nelle maglie di quello che sarebbe a tutti gli effetti un processo interno al corpo.
L’unica vera certezza è che quel gesto, che sembrava una goliardata tra compagne di squadre, ha prodotto un enorme danno d’immagine per la Guardia di finanza, e questo avrà certamente un peso. Ma cosa rischia la giovane nuotatrice? Una delle ipotesi è quella di dover affrontare un vero e proprio procedimento disciplinare, quasi un processo interno, anche nella dinamica.
L’iter infatti è tracciato: il caso dei vasetti di olii essenziali rubati all’aeroporto di Singapore sarà notificato al comandante diretto che darà il via agli accertamenti per la verifica dei fatti. Poi Tarantino riceverà la contestazione di eventuali addebiti: potrebbe arrivare in forma scritta oppure orale, se la questione non fosse ritenuta un caso particolarmente grave. A questo punto avrà diritto a una difesa, anche attraverso memorie, se vorrà. Infine il momento chiave, quello dell’istruttoria, che in pochi giorni dovrà produrre la decisione sulle contestazioni. Se fosse riconosciuta una responsabilità la sanzione può andare dal richiamo alla consegna semplice — una sorta di divieto di libera uscita — fino alla sospensione o, per episodi particolarmente gravi, all’espulsione dal corpo. Ma non sembra questo il caso.
La cosa più importante sarà appurare cosa sia davvero successo a Singapore. Sarà contattata anche l’ambasciata, per capire quali sono state le accuse contro le due ragazze. C’è stato un perdono giudiziale o è stata emessa una ammenda? Le risposte condizioneranno anche il giudizio. E se Singapore avesse liquidato il fatto come una mancanza lieve, la situazione potrebbe diventare, per Tarantino, decisamente più sostenibile.