Centoquindici casi documentati, tra foto rubate e video intimi diffusi, molto probabilmente senza consenso, su “Phica”. E tra le immagini anche scatti di minorenni. È quanto emerge da un’informativa della polizia postale consegnata alla procura di Roma e destinata a confluire in una maxi inchiesta sul network dei gruppi e dei siti sessisti. Al centro delle indagini c’è anche la pagina Facebook “Mia Moglie”, dove gli utenti condividevano scatti privati delle rispettive consorti, due persone risultano già indagate per revenge porn. «Ma molte non vogliono denunciare perché non vogliono perdere la famiglia», racconta l’avvocata Annamaria Bernardini de Pace che ha lanciato una class action, ora «sconcertata perché il silenzio è complice della violenza». L’informativa della Postale, però, riguarda nello specifico il portale “Phica”, in cui venivano caricate non solo foto sottratte dai social a ragazze comuni, ma anche immagini di politiche (da Meloni a Schlein), attrici, influencer, espost…
Centoquindici casi documentati, tra foto rubate e video intimi diffusi, molto probabilmente senza consenso, su “Phica”. E tra le immagini anche scatti di minorenni. È quanto emerge da un’informativa della polizia postale consegnata alla procura di Roma e destinata a confluire in una maxi inchiesta sul network dei gruppi e dei siti sessisti. Al centro delle indagini c’è anche la pagina Facebook “Mia Moglie”, dove gli utenti condividevano scatti privati delle rispettive consorti, due persone risultano già indagate per revenge porn. «Ma molte non vogliono denunciare perché non vogliono perdere la famiglia», racconta l’avvocata Annamaria Bernardini de Pace che ha lanciato una class action, ora «sconcertata perché il silenzio è complice della violenza». L’informativa della Postale, però, riguarda nello specifico il portale “Phica”, in cui venivano caricate non solo foto sottratte dai social a ragazze comuni, ma anche immagini di politiche (da Meloni a Schlein), attrici, influencer, esposte in vetrina ai commenti volgari e violenti di migliaia di uomini.
A coordinare l’indagine è il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, che sta valutando di unire i due fascicoli sul gruppo “Mia Moglie” e il sito “Phica”. La Postale, nella sua relazione, segnala oltre cento foto prelevate dai social, scatti apparentemente pubblici ma usati fuori dal contesto originario. Su questo punto la Cassazione è stata chiara: una foto visibile su Facebook o Instagram non diventa di dominio libero. Restare dentro un profilo social non equivale a concedere il diritto di estrapolare l’immagine e pubblicarla altrove, tanto meno in forum sessisti che la decontestualizzano e la trasformano in materiale denigratorio.
Ma c’è di più. Gli investigatori hanno individuato una quindicina di casi di revenge porn, video intimi diffusi su “Phica” senza il consenso delle protagoniste. Un tecnico informatico trafugava le immagini raccontava: «Altri video li trovo su pc e cell in riparazione». In questi casi la legge prevede che si possa procedere solo con querela di parte. Ecco perché la Postale sta tentando di rintracciare le donne coinvolte. I fascicoli però sono diversi: Bologna, Napoli, Bari. Un’altra inchiesta l’ha aperta la procura di Firenze per diffamazione ai danni della sindaca di Firenze Sara Funaro che ha presentato denuncia per le sue foto pubblicate sul sito sessista. Nell’incartamento sarebbe citato Vittorio Vitiello, il 45enne fiorentino considerato dagli inquirenti l’admin del sito che sarà sentito come teste.
L’imprenditore era già stato ascoltato a Firenze nel 2018 come persona informata sui fatti dopo un centinaio di denunce piovute su “Phica”. Allora tre persone erano state rinviate a giudizio per violazione delle norme sulla privacy. Due anni dopo, nel 2020, la Postale di Palermo e Trapani aveva perquisito e sequestrato pc e tablet ad altre tre persone per revenge porn: su “Phica” pubblicavano foto di almeno sei donne senza il loro consenso. Negli stessi anni, come riportava un’inchiesta del 2021 di Scomodo, decine di vittime (almeno 30) si erano riconosciute nelle foto anche a Viareggio e almeno una aveva denunciato la diffusione di immagini senza autorizzazione. Contenuti che viaggiano in rete, scambiati come trofei digitali.
Tra questi anche le foto di ragazzine. In una discussione nel febbraio 2022 l’admin di “Phica” scriveva: «Nudi no. Minorenni vestiti e non soggetti dell’intero link sono accettati». Nel regolamento del forum, estremamente dettagliato, aggiornato al 2023 e ancora reperibile non c’era invece alcun riferimento al divieto di pubblicare foto di under 18. E ancora: c’è chi racconta che sul sito c’era la categoria “adolescenti” o il thread “Mia figlia”.
La creator Mary Galati, precipitata nel vortice misogino di “Phica”, ha raccontato sui social che «c’erano addirittura padri che caricavano foto delle proprie figlie piccolissime, bambine di quattro o cinque anni sessualizzate». Tra le immagini comparivano anche selfie in costume di minorenni prese dai loro profili e ripostate su “Phica”. Al vertice dell’orrore i messaggi di chi proponeva: «A chi scambia faccio vedere figlia», «Scambio video e foto cuginetta 15enne».