Le famiglie dei ragazzi morti nel Natisone: “Il Viminale deve risarcire 3,7 milioni”
di Alessia CanditoPer quei ritardi e quelle sottovalutazioni che probabilmente hanno condannato Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Molnar, travolti e uccisi dalla piena del Natisone, il ministero dell’Interno e l’Arcs, l’azienda regionale di coordinamento per la salute devono pagare 3,7 milioni di euro. È questa la richiesta delle famiglie dei tre ragazzi, che si sono costituite parte civile nel processo che vede imputati tre vigili del fuoco e un infermiere, secondo la procura di Udine tutti negligenti quando dai giovani è arrivata la richiesta di soccorso.
L’intervento tardivo
Un intervento tempestivo avrebbe potuto salvare i ragazzi - ne sono convinti i magistrati - ma l’elisoccorso è stato attivato in ritardo, non è stata utilizzata la linea telefonica d’emergenza e si è pers…
Per quei ritardi e quelle sottovalutazioni che probabilmente hanno condannato Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Molnar, travolti e uccisi dalla piena del Natisone, il ministero dell’Interno e l’Arcs, l’azienda regionale di coordinamento per la salute devono pagare 3,7 milioni di euro. È questa la richiesta delle famiglie dei tre ragazzi, che si sono costituite parte civile nel processo che vede imputati tre vigili del fuoco e un infermiere, secondo la procura di Udine tutti negligenti quando dai giovani è arrivata la richiesta di soccorso.
L’intervento tardivo
Un intervento tempestivo avrebbe potuto salvare i ragazzi - ne sono convinti i magistrati - ma l’elisoccorso è stato attivato in ritardo, non è stata utilizzata la linea telefonica d’emergenza e si è perso tempo prezioso. Risultato, i ragazzi sono rimasti in balia della corrente per oltre 40 minuti prima di essere trascinati via dalla corrente. Un’agonia persino filmata, con immagini trasmesse più e più volte dopo la tragedia, con l’unico risultato di aumentare la sofferenza delle famiglie. «Vogliamo giustizia – hanno sempre chiesto a gran voce i genitori – i nostri ragazzi erano scesi nel greto per fare delle foto, perché il fiume era in secca. Quando sono stati circondati dall’acqua, hanno subito chiesto aiuto e forse il tempestivo arrivo di un elicottero avrebbe potuto salvarli».
I processi
Toccherà ai giudici stabilire responsabilità e risarcimenti. Tutti gli imputati hanno chiesto il giudizio immediato, ma in momenti diversi. Questo potrebbe portare a due procedimenti separati, ma l’ipotesi più probabile è che vengano riunificati. Un nodo che probabilmente verrà sciolto a novembre.