Trentino, la pattinatrice Matilda Ferrari investita e uccisa sotto gli occhi della madre
di Giampaolo VisettiGIUSTINO (TRENTO) – Sognava le Olimpiadi e di diventare una stella del pattinaggio artistico come il suo mito, Caroline Kostner. Matilda Ferrari, 15 anni compiuti a fine luglio, è morta travolta da una betoniera mentre andava a scuola, nel liceo scientifico “Don Guetti” di Tione, in Trentino, che frequentava da pochi giorni. Erano appena passate le 7 e assieme a due amiche stava raggiungendo la fermata della corriera a Giustino, piccolo paese della Val Rendena, alle porte di Pinzolo. Pochi minuti prima era uscita di casa, a un centinaio di metri di distanza. L’adolescente, sotto gli occhi della madre affacciata alla finestra, avrebbe cercato di attraversare la strada provinciale sulle strisce pedonali, regolate da un semaforo a chiamata.
Secondo le testimonianze raccolte…
GIUSTINO (TRENTO) – Sognava le Olimpiadi e di diventare una stella del pattinaggio artistico come il suo mito, Caroline Kostner. Matilda Ferrari, 15 anni compiuti a fine luglio, è morta travolta da una betoniera mentre andava a scuola, nel liceo scientifico “Don Guetti” di Tione, in Trentino, che frequentava da pochi giorni. Erano appena passate le 7 e assieme a due amiche stava raggiungendo la fermata della corriera a Giustino, piccolo paese della Val Rendena, alle porte di Pinzolo. Pochi minuti prima era uscita di casa, a un centinaio di metri di distanza. L’adolescente, sotto gli occhi della madre affacciata alla finestra, avrebbe cercato di attraversare la strada provinciale sulle strisce pedonali, regolate da un semaforo a chiamata.
Secondo le testimonianze raccolte da carabinieri e polizia stradale, al momento dell’impatto il semaforo, per gli automobilisti, sarebbe stato verde. Matilda, preoccupata di non fare in tempo a salire sullo scuolabus, avrebbe attraversato di corsa fidandosi delle strisce bianche, senza accorgersi del rosso per i pedoni. A pochi metri di distanza c’è un sottopasso, segnalato da un cartello che invita al suo utilizzo. L’autista si sarebbe trovato la studentessa davanti all’improvviso, a pochi metri: non è riuscito ad accennare una frenata e l’ha centrata davanti alle sue compagne.
Prima di riuscire a fermarsi il camion ha percorso una ventina di metri, trascinando con sé la ragazzina. Sul posto sono subito arrivati due medici, residenti nel paese: vano ogni tentativo di rianimare Matilda, morta prima dell’arrivo delle ambulanze. L’investitore, sotto shock e colto da un malore, è stato ricoverato in ospedale a Tione.
Sul luogo dell’incidente sono corsi subito anche i genitori di Matilda: la mamma Nada e il papà Fabio, volontario del 118. Fino all’ultimo hanno sperato che il cuore della figlia riprendesse a battere: i fratelli più grandi, Isolde, Nicolò e Giada, li hanno portati via distrutti dal dolore quando è stato chiaro che Matilda non si sarebbe ripresa. La sorella più piccola, 10 anni e pure pattinatrice, è stata avvisata mentre era già in classe, alle elementari.
La famiglia Ferrari è nota perché gestisce la storica pasticceria Mezzo Soldo, nel centro di Pinzolo. Anche Matilda era molto conosciuta. Fin da bambina aveva cominciato a pattinare per la società Sporting Ghiaccio Artistico e Ritmico di Pinzolo. Il palazzetto è vicino a casa e il suo talento agonistico si era subito imposto. Nell’ultima stagione, dopo il debutto in fascia Gold, aveva centrato successi e piazzamenti a livello italiano e internazionale. Nella finale di Coppa Italia a Bressanone, aveva conquistato la medaglia di bronzo.
“Era molto forte – dice in lacrime la sua allenatrice Katerina Knoblochova - molto seria e molto dolce, spinta da una passione contagiosa. La famiglia ha perso una ragazza meravigliosa, il pattinaggio artistico una campionessa pronta per i massimi livelli. Il suo sorriso resta indimenticabile, purtroppo è volata via troppo presto”.
Sotto shock l’intero Trentino, già scosso per la morte della pattinatrice altoatesina Julia Marie Gaiser di 23 anni, pure travolta e uccisa da un camion nel fine settimana, mentre pedalava su una ciclabile a Salisburgo. “Grazie per averci insegnato – il saluto che la sorella di maggiore di Matilda, Isolde, ha postato sul proprio profilo – a credere fino in fondo nei propri sogni. Ora insegna agli angeli a pattinare”. Sconvolto anche il sindaco di Giustino.
“Siamo una piccola comunità – dice Manuel Cosi – e ci conosciamo tutti. Matilda si faceva voler bene perché si impegnava sempre, in ogni cosa che faceva. Non ci sono parole per esprimere un dolore collettivo, solo tanta tristezza per la nostra stella, che si è spenta: non si può uscire di casa per andare a scuola e morire così”. Pure la Federazione italiana sport del ghiaccio ha espresso “incredulità e sgomento”. “Ogni giorno – hanno scritto sui social amiche e amici della società sportiva di Matilda – ci hai regalato momenti bellissimi insieme, pieni di sogni e di risate. Pattineremo sempre per te”.