Morte di Prospero, l’indagato patteggia i lavori socialmente utili. Il padre: “Nessuna giustizia”
di Alessandra ZinitiAmmette le sue responsabilità, patteggia la pena ed evita il processo immediato già fissato per il prossimo 8 ottobre. Emiliano Volpe, lo studente 19enne romano accusato di istigazione al suicidio per la tragica morte del coetaneo Andrea Prospero, morto a gennaio dopo aver assunto un cocktail letale di farmaci mentre era in chat con alcuni ragazzi che lo incoraggiavano a togliersi la vita, ha patteggiato, tramite il suo legale Alessandro Ricci, due anni e mezzo di lavori socialmente utili. E il giudice il 23 ottobre dovrà decidere se accogliere o meno l’accordo tra la procura e l’imputato.
L’istanza depositata in tribunale
Una condanna che – si legge nell'istanza depositata in tribunale – sostituirà la pena a cinque anni di reclusione che era stata definita dal pm come base. Volpe, che è agli arresti domiciliari da marzo, è al momento l'unico dei ragazzi presenti quel giorno nella chat con Prospero che è stato identificato dagli investigatori esaminando il pc e i cellulari di Andrea.…
Ammette le sue responsabilità, patteggia la pena ed evita il processo immediato già fissato per il prossimo 8 ottobre. Emiliano Volpe, lo studente 19enne romano accusato di istigazione al suicidio per la tragica morte del coetaneo Andrea Prospero, morto a gennaio dopo aver assunto un cocktail letale di farmaci mentre era in chat con alcuni ragazzi che lo incoraggiavano a togliersi la vita, ha patteggiato, tramite il suo legale Alessandro Ricci, due anni e mezzo di lavori socialmente utili. E il giudice il 23 ottobre dovrà decidere se accogliere o meno l’accordo tra la procura e l’imputato.
L’istanza depositata in tribunale
Una condanna che – si legge nell'istanza depositata in tribunale – sostituirà la pena a cinque anni di reclusione che era stata definita dal pm come base. Volpe, che è agli arresti domiciliari da marzo, è al momento l'unico dei ragazzi presenti quel giorno nella chat con Prospero che è stato identificato dagli investigatori esaminando il pc e i cellulari di Andrea.
Il blister di psicofarmaci
È lui che, davanti ai tentennamenti dello studente iscritto al primo anno di informatica all'università di Perugia, lo spinge ad ingoiare l'intero blister di psicofarmaci che Prospero si era procurato online da un altro studente attivo nella vendita illegale di ossicodone.
"Così nessuna giustizia”
Indignata la famiglia di Andrea Prospero che ritiene la conclusione della vicenda processuale ingiusta. "Non entriamo nel merito delle valutazioni della Procura. Nessuno restituirà Andrea alla famiglia e nessuno cerca vendette, ma una pena giusta si. La richiesta dell'imputato non è congrua e non è giusta, perché non svolge alcuna funzione che l'ordinamento giuridico attribuisce alla pena: non ripara il danno sociale, acuisce il dolore delle persone offese e non è nemmeno rieducativa", dice l'avvocato Francesco Mangano per conto della famiglia. “Emiliano Volpe non ha dimostrato alcun segno di pentimento, non ha mai chiesto scusa, non ha mai collaborato, è persino evaso dai domiciliari. Il minimo della pena, ridotta a 2 anni e 6 mesi, è per la famiglia una conclusione che non rende giustizia."
La decisione di non salvarlo
Prospero e Volpe si erano conosciuti online un anno e mezzo prima e più volte Andrea aveva chiesto consigli su come togliersi la vita. Quel giorno, quando il ragazzo incoraggiato a farlo ingoiò l'intera scatola di compresse, Volpe e l'altro ragazzo presente in chat, constatato che il giovane non rispondeva più, resisi conto della situazione, decisero di non inviare i soccorsi che forse avrebbero potuto salvare la vita di Andrea, trovato poi morto quattro giorni dopo nel bed and breakfast di Perugia che aveva affittato da poco senza che la famiglia ne fosse a conoscenza.