“Mio figlio ha ucciso Cinzia e ci ha trascinati all’inferno vorrei incontrare la madre”
Romina MarcecaNicolina Giagheddu, madre di Emanuele Ragnedda, femminicida di Cinzia Pinna
La voce è flebile. Nelle parole di Nicolina Giagheddu, tra sospiri e lacrime trattenute, c’è disperazione: «Avrei preferito esserci io al posto di Cinzia. Mi batterò per scoprire tutta la verità su cosa ha dovuto subire, farò scandagliare la tenuta fino a quando ogni particolare sul suo femminicidio non sarà accertato». A parlare, senza sottrarsi nemmeno alle domande più difficili, è la mamma di Emanuele Ragnedda, l’assassino reo confesso di Cinzia Pinna. La donna di 33 anni è stata uccisa a colpi di pistola lo scorso 11 settembre a Conca Entosa, ad Arzachena, nella tenuta della famiglia Giagheddu. Il suo corpo, gettato su un terreno e coperto dalle sterpaglie, è stato ritrovato due settimane dopo.
Cinzia Pinna
Perdona suo figlio?
«Non posso farlo. Ha tolto la vita a un’altra figlia. Il mio cuore si è spezzato il giorno in cui ha confessato di essere un assassino, la mia vita ormai è finit…
La voce è flebile. Nelle parole di Nicolina Giagheddu, tra sospiri e lacrime trattenute, c’è disperazione: «Avrei preferito esserci io al posto di Cinzia. Mi batterò per scoprire tutta la verità su cosa ha dovuto subire, farò scandagliare la tenuta fino a quando ogni particolare sul suo femminicidio non sarà accertato». A parlare, senza sottrarsi nemmeno alle domande più difficili, è la mamma di Emanuele Ragnedda, l’assassino reo confesso di Cinzia Pinna. La donna di 33 anni è stata uccisa a colpi di pistola lo scorso 11 settembre a Conca Entosa, ad Arzachena, nella tenuta della famiglia Giagheddu. Il suo corpo, gettato su un terreno e coperto dalle sterpaglie, è stato ritrovato due settimane dopo.
Cinzia Pinna
Perdona suo figlio?
«Non posso farlo. Ha tolto la vita a un’altra figlia. Il mio cuore si è spezzato il giorno in cui ha confessato di essere un assassino, la mia vita ormai è finita. Cinzia è come se fosse figlia mia, provo lo stesso dolore. E penso a quello di sua madre».
Lei è andata a Conca Entosa, sul luogo delitto. Perché?
«Sono andata a pregare per Cinzia perché Conca Entosa era il mio cuore, il mio posto. Avevo dato a mio figlio la possibilità di sviluppare il suo progetto su quella terra, nel 2015, dopo la morte di mio padre. Ormai i sogni e i progetti sono andati distrutti. Tutto è stato trascinato all’inferno. È lì che anche lui adesso merita di stare».
Perché suo figlio è diventato un assassino?
«L’ho amato più della mia vita ma qualcosa, a un certo punto, si è spezzato. Non so darmi pace».
Cosa si è spezzato?
«Non lo so, non l’ho mai capito».
Ha ucciso una donna e poi ha nascosto il cadavere per giorni.
«Non c’ero quella sera ma farò di tutto perché la verità venga riconsegnata alla famiglia di Cinzia, collaborerò con gli inquirenti».
Suo marito non la pensa come lei. Perché?
«Ha un’altra visione, non lo giudico. Siamo distanti nell’atteggiamento rispetto a quanto ci sta accadendo».
Chiederà a suo figlio la verità su quella sera?
«No, a lui no. Non ho chiesto nemmeno di incontrarlo in carcere».
Emanuele Ragnedda
Lei sa che è un assuntore di cocaina?
«Ogni madre che ha un figlio che si droga, lo sa. Ho fatto di tutto per aiutarlo ma lui non me lo ha permesso. Ultimamente era molto peggiorato».
Da quando?
«Certamente negli ultimi quattro, cinque mesi, la situazione è precipitata».
Conosce Rosa Maria Elvo?
«Quando lui me l’ha presentata, mi ha detto che era un’amica. Rosa non era la sua fidanzata. Non la conosco bene ma, a pelle, questa donna non mi piace. Le fidanzate di Emanuele sono state altre, non lei. L’ultima ha vissuto con lui 8 mesi, quella precedente sei anni».
Nei 12 giorni tra il femminicidio di Cinzia e la confessione vi siete incontrati?
«No, lui viveva per conto proprio, non ci vedevamo spesso. Da un po’ di tempo non riconosceva più la famiglia».
Era venuto al suo compleanno però. In quella data Cinzia era già stata uccisa da una settimana.
«È passato per un minuto. Era sfuggente, strano. Nella mia vita non ho mai festeggiato il compleanno, l’ho fatto per la prima volta quest’anno: per i miei sessant’anni. E ho ricevuto questo regalo atroce».
Un pensiero per la mamma di Cinzia?
«Le chiedo perdono, come a Cinzia e a tutta la sua famiglia. Cercherò di incontrarla. E se me ne daranno l’opportunità, vorrei partecipare al funerale».
È mai successo, in passato, che suo figlio fosse violento nei confronti di qualcuno?
«A questo non voglio e non posso rispondere».
È stato violento con lei?
«A questo non voglio e non posso rispondere»