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Leone XIV al giuramento delle Guardie svizzere: l’ultimo Papa fu Paolo VI

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Sono 27 le nuove reclute. Aggiornata l’uniforme di mezza gala che è stata riportata al suo stile sartoriale originale
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Papa Leone XIV assiste al giuramento delle Guardie svizzere pontificie in Vaticano, rispolverando una tradizione che risale a papa Paolo VI.

27 nuove reclute

Come ogni anno, oggi alle 17 nel cortile di San Damaso giurano le nuove reclute, che questa volta sono 27. Se negli anni passati era il Sostituto agli affari generali a presiedere la cerimonia, secondo fonti del più antico esercito del mondo l’ultimo Papa ad aver partecipato era Giovanni Battista Montini nel 1968.

(ansa)

Una nuova divisa “di anticamera”

In occasione dell’appuntamento odierno le Guardie svizzere, quest’anno, hanno presentato alla stampa un aggiornamento del loro guardaroba: non viene modificata la celebre uniforme rinascimentale di gala, nota in tutto il mondo per gli sgargianti colori giallo rosso e blu, né l’uniforme di manovra, ma una divisa di rappresentanza che proprio sotto Paolo VI era caduta in disuso, quando il Pontefice …

Papa Leone XIV assiste al giuramento delle Guardie svizzere pontificie in Vaticano, rispolverando una tradizione che risale a papa Paolo VI.

27 nuove reclute

Come ogni anno, oggi alle 17 nel cortile di San Damaso giurano le nuove reclute, che questa volta sono 27. Se negli anni passati era il Sostituto agli affari generali a presiedere la cerimonia, secondo fonti del più antico esercito del mondo l’ultimo Papa ad aver partecipato era Giovanni Battista Montini nel 1968.

(ansa)

Una nuova divisa “di anticamera”

In occasione dell’appuntamento odierno le Guardie svizzere, quest’anno, hanno presentato alla stampa un aggiornamento del loro guardaroba: non viene modificata la celebre uniforme rinascimentale di gala, nota in tutto il mondo per gli sgargianti colori giallo rosso e blu, né l’uniforme di manovra, ma una divisa di rappresentanza che proprio sotto Paolo VI era caduta in disuso, quando il Pontefice bresciano soppresse molti dei corpi militari sino ad allora esistenti in Vaticano e più in generale ridusse i cerimoniali. La cosiddetta uniforme di anticamera, o di mezza gala, è stata riesumata in realtà nel 2015, con Francesco, ma ultimamente è stata aggiornata per riportarla al suo stile sartoriale originale. Viene usata da ufficiali e sottufficiali delle Guardie svizzere quando devono ad esempio presenziare un ricevimento presso un’ambasciata.

(ansa)

Messaggio di unità per la Curia

Papa Leone ha ricevuto ieri le Guardie svizzere con le nuove reclute. “Fin dai primi passi del mio Pontificato, care Guardie Svizzere, ho potuto contare sul vostro fedele servizio, che svolgete con grande abnegazione e zelo”, ha detto: “Colgo l’occasione della tradizionale cerimonia del giuramento per esprimervi il mio sentito ringraziamento per la vostra dedizione e il vostro impegno. Il Successore di Pietro può compiere la sua missione al servizio della Chiesa e del mondo nella certezza che voi vegliate sulla sua sicurezza”. Secondo il Papa, “la benevolenza, l’onestà, la solidarietà, il rispetto reciproco costituiscono i pilastri su cui è possibile costruire una vita armoniosa. Ognuno può essere, per l’altro, un modello con le sue parole e la sua condotta, con la sua carità e la sua fede. E voi – ha detto il Papa alle Guardie svizzere – potete essere un messaggio di unità per tutta la Curia Romana”.

Il sacco di Roma

Le Guardie svizzere furono fondate da papa Giulio II nel 1506. L’annuale giuramento commemora l’eroica morte dei 147 soldati elvetici caduti in difesa del papa Clemente VII nel Sacco di Roma (6 maggio 1527). Come ogni anno, infatti, la cerimonia doveva tenersi lo scorso 6 maggio ma era stato rimandata a causa della morte di papa Francesco.

La sicurezza del Papa

Insieme alla Gendarmeria vaticana – e, quando esce dal Vaticano, a polizia italiana e carabinieri – le Guardie svizzere, guidate dal comandante Christoph Graf, assicurano la sicurezza del Papa. Sono sempre presenti laddove c’è il Pontefice. In particolare, hanno il compito di controllare gli accessi al Vaticano e al Palazzo Apostolico, di garantire l'ordine e la rappresentanza durante le cerimonie papali e i ricevimenti di Stato, ma anche di proteggere il collegio cardinalizio durante la sede vacante e per il Conclave. “Quest’anno è stato facile”, ha scherzato il caporale Eliah Cinotti, portavoce del corpo, “perché le Guardie svizzere sono 135 e i cardinali erano 133: una guardia per ogni cardinale”.

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