Processo Chiara Petrolini, l’ex fidanzato: “Mai sospettato fosse incinta, neanche quando era nuda”
di Romina MarcecaÈ iniziata alla corte d’Assise di Parma la terza udienza del processo a Chiara Petrolini. La ragazza, 22 anni, è accusata di aver ucciso, in meno di un anno e mezzo, i suoi due figli neonati e di averli sepolti nel giardino di casa a Vignale di Traversetolo, in provincia di Parma. Petrolini è arrivata in tribunale poco dopo le 8.30 condotta da una pattuglia dei carabinieri, entrando da un ingresso secondario.
Nel corso dell'udienza di oggi sono stati ascoltati gli inquirenti e un pool di esperti nominati dal tribunale che ha stilato una relazione sulla mente di Chiara, oltre a quella del medico del 118 che è intervenuto sul luogo del primo ritrovamento, il 9 agosto del 2024. Sentito anche l’ex fidanzato.
La psicoterapeuta: “Un’escalation di delitti, nati già dall’immaginazione”
"Nel caso di Chiara Petrolini i delitti sono da incasellare come omicidi ad escalation asimmetrica, c'è stato un aumento del motore criminale non frenabile, un motore che inizia purtroppo già dall'ideazione, …
È iniziata alla corte d’Assise di Parma la terza udienza del processo a Chiara Petrolini. La ragazza, 22 anni, è accusata di aver ucciso, in meno di un anno e mezzo, i suoi due figli neonati e di averli sepolti nel giardino di casa a Vignale di Traversetolo, in provincia di Parma. Petrolini è arrivata in tribunale poco dopo le 8.30 condotta da una pattuglia dei carabinieri, entrando da un ingresso secondario.
Nel corso dell'udienza di oggi sono stati ascoltati gli inquirenti e un pool di esperti nominati dal tribunale che ha stilato una relazione sulla mente di Chiara, oltre a quella del medico del 118 che è intervenuto sul luogo del primo ritrovamento, il 9 agosto del 2024. Sentito anche l’ex fidanzato.
La psicoterapeuta: “Un’escalation di delitti, nati già dall’immaginazione”
"Nel caso di Chiara Petrolini i delitti sono da incasellare come omicidi ad escalation asimmetrica, c'è stato un aumento del motore criminale non frenabile, un motore che inizia purtroppo già dall'ideazione, quindi già dall'immaginazione nell'autore e va avanti senza possibilità alcuna di esser bloccato, quindi viene compiuto fino alla fine, anzi con una fase successiva di tentativo dell'autore di rimanere impunito, un pre-conservarsi, come si dice dal punto di vista criminologico". È quanto ha detto il colonnello Anna Bonifazi, psicoterapeuta, responsabile sezione Psicologia e criminologia del Racis dei carabinieri.
"La seconda gravidanza è stata cercata, serialità negli omicidi”
Nel corso della sua testimonianza Bonifazi ha aggiunto un particolare shock sulla seconda gravidanza: "I due eventi, almeno dalle circostanze che sono state disvelate, sono abbastanza simili tra loro. La seconda gravidanza viene in qualche modo cercata, è un dato di fatto. Se la prima è avvenuta e si è conclusa in maniera così tragica, ci saremmo aspettati (parliamo di azioni logiche di una persona) non incappasse in una seconda azione altrettanto tragica. E invece - prosegue - tra i due fatti c'è stato anche un lasso di tempo (che chiamiamo di raffreddamento) estremamente ridotto, come a voler nuovamente ripercorrere una azione che non si può dire impulsiva”. Aggiunge ancora: “C'è serialità, c'è logica, un passaggio all'atto non bizzarro, non c'è alcuna azione che possa apparire non finalizzata: é un comportamento che fa presagire che chi lo compie entra ed esce da un impatto emotivo elevatissimo come se non avesse minimamente degli scossoni emotivi. Riesce a sopportare a gestire anche eventi e momenti estremamente d’impatto dal punto di vista emotivo e fisico: questo è tipico di un comportamento seriale". Si attende, proprio legata all’ipotetica commissione di altri delitti da parte della giovane, che il tribunale del Riesame di Bologna si esprima per la seconda volta sugli arresti in carcere o meno di Chiara Petrolini.
L’ex fidanzato: “Mai sospettato fosse incinta”
Presente in aula anche Samuel Granelli, ex fidanzato della ragazza e padre dei due bimbi che è stato ascoltato: "Chiara mi disse che avevano trovato un bambino nel giardino di casa ma non mi disse che era suo" ha detto il 21enne durante la sua deposizione. "Ci siamo fidanzati a 16-17 anni. Nel 2022 ci eravamo lasciati. Quando è scoppiato il caso ci eravamo rimessi insieme dal settembre 2023. Usavo raramente contraccettivi ma non ci siamo mai posti il problema di un'eventuale gravidanza. Non ho mai avuto la percezione che potesse essere in gravidanza, mai un sospetto, non ho mai notato nulla nemmeno quando era svestita". Il ragazzo ha continuato: "Ero innamorato di Chiara e penso che lei lo fosse di me. Non abbiamo mai affrontato progetti relativi al futuro; quando ho saputo del primo ritrovamento sono crollato, non credevo potesse essere vero, inizialmente mi hanno detto soltanto che ero il padre, quando ho saputo che lei era la madre non credevo fosse possibile, era surreale". Samuel Granelli ha poi spiegato di essere in cura presso una psicologa: "Mi sta aiutando, mi sembrava il minimo dare un nome ai bimbi e un degno funerale". Il giovane, che è stato presente anche alle scorse due udienze, quando scoprì di essere il padre dei due neonati uccisi aveva raccontato in un’intervista a Repubblica di volere dare ai due figli un nome (Angelo Federico e Domenico Matteo) e a firmarne l’atto di nascita e di morte, dopo averli riconosciuti.
"Per me è sempre stata la stessa Chiara dal primo giorno all'ultimo. Figli con Chiara? Era molto presto, eravamo giovani e se lo avessi saputo ne avremmo discusso, non sarei stato contro al 100%, se Chiara avesse voluto avrei tenuto il bimbo anche da solo, non gli avrei fatto fare quella fine".
A pochi metri di distanza, nell'aula del tribunale di Parma, Chiara Petrolini ha seguito la deposizione dell'ex fidanzato, immobile con le braccia conserte ma senza mostrare reazioni particolari, seduta accanto al suo legale Nicola Tria. Samuel ha aggiunto: "Chiara non era mai sola, non c'era un brutto rapporto con i suoi genitori e credo che in caso di una gravidanza l'avrebbero supportata".
I genitori di Petrolini non depongono al processo
Roberto Petrolini ed Elisa Bruschi, genitori di Chiara, non deporranno, invece, nell'ambito del processo in corso. La difesa ha dato l'assenso all'acquisizione degli interrogatori resi in fase di indagine. Stessa decisione, condivisa da tutti gli avvocati e dalla procura, per i genitori di Samuel Granelli. Anche in questo caso nessuna deposizione nel corso del processo.
La foto del neonato in giardino
Come nella scorsa udienza del 15 settembre, Chiara Petrolini ha deciso di lasciare l’aula quando è stata proiettata su un pannello la foto del neonato ritrovato il 9 agosto del 2024, sotterrato nel giardino della villa di Vignale di Traversetolo. È accaduto nel corso della deposizione di Paolo Spada, medico del 118 giunto a Vignale sul luogo del primo ritrovamento del cadavere di un neonato, secondogenito della 22enne. Anche gli sguardi dei genitori della ragazza, presenti tra il pubblico, si sono abbassati. Terminata la testimonianza del sanitario, Petrolini è rientrata in aula.
L’amico: “Lei pensava che la gravidanza si notasse”
"Lei si aspettava che da parte nostra ci fosse una domanda in merito alla gravidanza, perché pensava si notasse da punto di vista fisico la condizione in cui era". Lo ha dichiarato un amico di Chiara Petrolini, durante la sua deposizione rispondendo alle domande del pubblico ministero.